Di Croce (Idv) contro Romandini per consulenze. L'assessore: «lo querelo»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Si potrebbe parlare di conflitto di interessi, di posizione di incompatibilità ma sono temi poco interessanti e così tutto viene fatto alla luce del sole e da tempo.

Così scoppia nuovamente la polemica sugli incarichi di consulenze di assessori, incarichi presso Comuni della medesima provincia.
E' tema molto caro ad Alberto Di Croce (Idv) che ritorna sull'argomento e punta dritto verso l'ingegnere Elicio Romandini, assessore provinciale ma anche dinamico professionista con incarichi anche presso alcuni Comuni della provincia di Teramo e di Ascoli Piceno.
«Pubblicamente sono amministratori della Provincia – tra l'altro, elargiscono soldi pubblici ad enti locali – e poi, privatamente, vengono incaricati come professionisti dagli enti locali stessi al fine di redigere studi e progettazioni», dice Di Croce (Idv), «è una vergogna che va denunciata e sulla quale è necessario fare chiarezza. Non stiamo qui a discutere né gli importi, né se sono state salvaguardate le formalità di legge, né che qualche Comune abbia addirittura revocato un incarico assegnato; noi poniamo l'esigenza di una diversificazione degli interessi tra chi amministra, quale assessore ai Lavori Pubblici, soldi che sono spendibili solo per opere pubbliche, anche dei Comuni, e chi riceve incarichi (cioè soldi pubblici) dietro prestazioni professionali, dagli stessi Comuni fruitori, spesso, dei finanziamenti della Provincia».
E possibile tutto ciò e ulteriormente tollerabile, si domanda l'esponente dell'Idv?
«Nessuno sapeva una cosa del genere?», conclude, «bene allora vediamo quanto tempo dovrà passare dalla notizia alle dimissioni».

08/06/2010 15.05

L'ASSESSORE: «LO QUERELO»

«Trent'anni di vita professionale, svolta in Abruzzo come in Lombardia, in Campania, nel Lazio, mi consentirebbero di leggere con un certo distacco le parole offensive del signor Di Croce ma, considerato il ruolo pubblico che rivesto da un anno, ritengo doveroso puntualizzare due cose», commenta Romandini.
«La prima attiene alla mia professione; sono un ingegnere socio di uno studio con sede in Sant'Egidio che si occupa prevalentemente di un settore molto specialistico: la progettazione di reti gas. La mia esperienza professionale mi ha portato a lavorare molto più in altre regioni che in Abruzzo ma, considerata la specificità delle mie competenze, capita naturalmente che anche enti locali abruzzesi chiedano la mia consulenza».
«Ciò», continua Romandini, «non ha nulla a che vedere con il mio ruolo di amministratore pubblico e, avendo della politica una visione alta ed etica, mai e in nessun caso ho operato in maniera da realizzare non dico un'illegittimità ma una situazione in “conflitto di interessi”.
La seconda puntualizzazione è che, proprio perché siamo uomini pubblici, è doveroso mantenere cristallina la nostra reputazione e, quindi, ho già dato mandato al mio legale per verificare se esistono i presupposti per difendere la mia onorabilità nelle sedi competenti».
08/06/10 19.16