Polemiche e petizioni. Rc:«il Pdl fa schifo come la Margherita di ieri»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CONCORSI TRUCCATI. MONTESILVANO. Concorsi truccati e amministratori finiti in una inchiesta per aver passato le risposte esatte di una selezione di personale al Comune. Non solo problemi di opportunità, politici o se si vuole che riguardano “la questione morale”, qui si parla di reati penali.
E si è scatenato il dibattito a Montesilvano, un dibattito che fa pressione sull'equilibrio del primo cittadino Pasquale Cordoma.
Così l'ennesimo consiglio è andato a vuoto per mancanza della maggioranza, un segnale più che chiaro su quello che sta succedendo nel Pdl a Montesilvano.
Intanto il Pd ha raccolto 1600 firme per chiedere le dimissioni di Cordoma.
«Abbiamo cominciato la mobilitazione prima delle notizie di questi giorni che, tuttavia, contribuiscono ad aumentare la convinzione della bontà della nostra battaglia», dice il Segretario Cittadino del Pd Luigi Beccia.
«La nostra richiesta di dimissioni rivolta al Sindaco», dice, «si basa su un fallimento amministrativo ormai evidente, sul collasso della maggioranza di centrodestra ormai a pezzi e si fa forza di una richiesta di coerenza che dovrebbe portare Cordoma ad abbandonare il proprio incarico a causa delle numerose inchieste dopo aver condotto una campagna elettorale promettendo trasparenza." Beccia conclude così:"Circa 1600 persone hanno partecipato al referendum esprimendo il proprio assenso alla nostra campagna nelle cinque occasioni in cui siamo stati in Piazza Diaz o sulla Strada Parco con un banchetto. Un successo che esprime tutto il disappunto dei cittadini verso questa Amministrazione».
Il Capogruppo del Partito Democratico Adriano Chiulli, che nei scorsi giorni ha sottoscritto un documento congiunto con tutte le altre forze di opposizione, rincara la dose:«Il Consiglio Comunale è letteralmente paralizzato a causa delle lacerazioni e delle beghe interne della maggioranza di centrodestra. Le due sedute consecutive sospese per mancanza del numero legale ne sono la dimostrazione. La consiliatura è palesemente fallita e se non ne prende atto il Sindaco ne dovranno prendere atto i consiglieri di maggioranza con un documento di sfiducia che dia alla città la possibilità di costruire un nuovo progetto politico sano e coinvolgente, che possa dare entusiasmo a Montesilvano».
Nel trambusto se il Pd cerca di tirare l'acqua al suo mulino, ringalluzzito dopo la batosta del Ciclone, a rimettere un po' di ordine ci pensa Rifondazione che in quanto a chiarezza non deve imparare niente da nessuno.
«Il Pdl fa schifo come la Margherita», riassume così il neo segretario provinciale Corrado Di Sante lo scandalo dei concorsi truccati.
«Il coordinatore PDL Lorenzo Sospiri dichiara che le accuse della magistratura sono una buona notizia. Certo», dice di Sante con il consigliere Cristian Odoardi, «non per i cittadini che per l'ennesima volta devono constatare che i metodi ieri della Margherita e oggi del PDL sono gli stessi. Truccare i concorsi è un reato e un'offesa nei confronti di tante persone che cercano onestamente un lavoro nella pubblica amministrazione. Esce confermato quanto dichiarammo nell'ultima campagna elettorale di Montesilvano in cui ci presentammo da soli contro entrambi gli schieramenti della clientela e del malaffare.
Sospiri dice che il concorso è stato "annullato". Certo, ma dopo che Zupo e i suoi uomini sono andati a vedere le carte! Quanto dichiara Sospiri dimostra che il centrodestra sapeva di essere stato colto con le dita nella marmellata e ha cercato di porre riparo con un dietrofront altrimenti incomprensibile. E' sempre più evidente che centrosinistra e centrodestra sono accomunati da una "naturale" propensione ad occupare la cosa pubblica con i propri raccomandati come viene evidenziato dalle inchieste che si susseguono da anni nell'area pescarese».
«Nessun banchetto della legalità, nessun banchetto della coerenza, nessun banchetto proprio», dice invece Marco Forconi di Forza Nuova, «se entro 7 giorni il sindaco di Montesilvano non rassegna le dimissioni, occuperemo simbolicamente la sala consiliare del comune.
Basta con le prese in giro, qui in Italia c'è gente che muore di fame e si suicida per un posto di lavoro ed alcuni amministratori si sentono al di sopra del Popolo. Nessun compromesso e nessuna pietà per chi affama e imbonisce i cittadini».
Dalla maggioranza di centrodestra invece si pesca il consigliere comunale Silvano Dirodi che replica alle accuse del Pd.
«Questa Amministrazione ha fatto e tanto continuerà a fare fino a quando non avrà realizzato l'ultimo degli obiettivi di risanamento in questa città», dice, «dopo l'infausto governo del centrosinistra, la cui fine è ben nota a tutti. Soltanto la becera cecità politica del Pd, a cui piace tanto fare proclami e banchetti invisibili non riesce proprio a vedere il ruolo inconsistente di opposizione che svolge all'interno del consiglio. Sono proprio loro a lamentarsi», aggiunge Dirodi, «quando sono stati i primi ad abbandonare l'aula al momento della votazione della norma anticemento, sono proprio loro a parlare di dimissioni quando in questi tre anni non sono riusciti a creare neanche una classe dirigenziale politica seria, al contrario invece sempre pronta all'insulto e a tagliare la corda senza mai essere propositiva. Si vergognino Beccia e Chiulli, che finora non hanno fatto altro che dimostrare che la minoranza al Comune di Montesilvano non esiste. Fare opposizione non significa scrivere comunicati stampa o condurre raccolte di firme tra famigliari e amici. Nonostante il gravoso impegno prendiamo atto che il Pd è riuscito a raccogliere solo 1.600 firme, che di fronte ai 43.000 cittadini di Montesilvano, aventi diritto al voto, sono davvero briciole. Vi chiediamo ancora dopo tre anni di non perdere tempo con queste iniziative demagogiche e infruttuose, ma di mettervi al lavoro seriamente per il bene della città».

07/06/2010 11.33