Precari Provincia di Teramo in sciopero «ad oltranza»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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TERAMO. I precari della Provincia stanno programmando giornate di sciopero ad oltranza. * LA PROVINCIA AI SINDACATI: COSÌ INTERROMPETE IL DIALOGO
La decisione è stata presa a seguito dell'assemblea del personale precario in servizio presso l'Ente Provincia svoltasi il 3 giugno scorso presso i locali del Centro per l'Impiego di Giulianova.
Per i precari non c'è via d'uscita: «l'amministrazione provinciale di Teramo è completamente inerte».
Saranno coinvolti, annunciano Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, anche i dipendenti dell'Ente in quanto oltre alla società in house che li interesserà, da tempo attendono risposte a numerose e gravi questioni. Tra questi i sindacati inseriscono «il blocco del pagamento degli straordinari ai cantonieri, l' annullamento dei concorsi già espletati per le progressioni verticali in barba ad un accordo datato luglio 2006, la reperibilità viene erogata solo per 12 ore e non per le 24 effettivamente svolte, la mancata liquidazione dell'incentivazione relativa alla progettazione edilizia e della viabilità destinata ai tecnici e agli avvocati dell'Ente».

«Come noto», denunciano le sigle sindacali, «i Centri per l'Impiego dell'Ente, l'Ufficio Riscossione Tributi, il settore Ambiente (studi e gestione discariche), il Silus (Servizi Inserimento Lavorativo Utenze Svantaggiate) sono gestiti quasi per intero dai precari».
Per questo «la mancata proroga dei contratti o l'eventuale non stabilizzazione dei precari sarà un problema anche per la cittadinanza perché dal 1° luglio la Provincia non sarebbe in grado, materialmente, di continuare a garantire i servizi ai cittadini ed in particolar modo alle fasce più deboli: chi si occuperebbe degli ammortizzatori sociali?
La Provincia potrebbe realizzare meno guadagni dall'Ufficio riscossione tributi, che riesce a garantire ogni anno introiti per più di € 1.000.000. Saranno i cittadini a pagare la minore entrata in termini di riduzione dei servizi e/o aumento delle tariffe?»

Persino la manovra finanziaria varata nei giorni scorsi dal Governo imporrebbe, nei fatti, la proroga dei contratti precari se si considera che essa vieta di sostituire il personale che andrà in pensione per i prossimi 3 anni.
Nel 2013, inoltre, 40 saranno le unità di personale pronte alla pensione.
«Tra precari e pensionamenti», spiegano ancora i sindacati, «la Provincia arriverà al 2013 con 130 lavoratori in meno. Come verranno garantiti i servizi ai cittadini? Se a ciò si aggiunge che l'attuale dotazione organica ha 100 posti vacanti, il relativo carico di lavoro già si scarica sugli attuali dipendenti. È facile immaginare che nel 2013, la situazione sia destinata ad esplodere.

Anche per questi motivi, la stabilizzazione è un'occasione per l'Ente per risparmiare e per poter continuare a garantire i servizi».
Le organizzazioni sindacali chiederanno l'intervento urgente del prefetto di Teramo, del presidente Chiodi e dell'assessore regionale al Lavoro.
«Il presidente Catarra», chiudono i sindacalisti, «deve convincersi che le norme per la stabilizzazione dei precari non sono state abrogate. Saranno in vigore fino al 2012 e non solo, in Provincia è tutt'ora vigente un programma triennale delle assunzioni che prevede negli anni 2010 e 2011 l'assorbimento di 41 lavoratori precari».

07/06/2010 11.05
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LA PROVINCIA AI SINDACATI: COSÌ INTERROMPETE IL DIALOGO


«Ora basta, a proporre la società in house sono stati anche i sindacati per non parlare del fatto che sui precari ci hanno chiesto di assumere una minima parte dei dipendenti a tempo determinato e di mandare a casa tutti gli altri. Oggi giocano un ruolo da paladini dei deboli e dei servizi ma hanno messo la firma sotto tutti quegli accordi che hanno condotto l'ente nel caos organizzativo».
A parlare così sono il presidente Catarra e l'assessore al personale Davide Calcedonio Di Giacinto che, in questi mesi, hanno partecipato al tavolo della trattativa con i rappresentanti sindacali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil i quali, in una nota inviata agli organi di informazione, annunciano lo sciopero di tutti i dipendenti dell'ente.
«Alla Provincia non è arrivata alcuna comunicazione sulla proclamazione dello sciopero ma a questo siamo abituati: sindacati e centrosinistra usano gli organi di informazione come megafoni di annunci che poi non trovano riscontro sui tavoli istituzionali», continua Di Giacinto che aggiunge: «Dov'erano i sindacati quando in passato si accumulavano anni nel pagamento degli straordinari? Dov'erano i sindacati se, come sostengono nella nota, a garantire alcuni servizi veniva destinato solo personale a tempo determinato e co.co.co? Con questo atteggiamento i sindacati conferederali interrompono il dialogo con l'istituzione, dialogo che noi, invece, abbiamo sempre cercato, anche su argomenti non affidati alla contrattazione» .
Quindi, l'assessore al personale, sottolinea il fatto che l'amministrazione sta solo percorrendo la strada del «ritorno alle regole e alla normalità».
«Il fondo per lo straordinario è fermo, per modalità contrattuali, al 1998: è chiaro che dobbiamo limitarne il ricorso, gli addebiti che ci vengono mossi sono ridicoli. Stiamo pagando anche il pregresso, forse per la prima volta c'è un controllo sulle voci di spesa per il personale che, comunque, vale la pena di sottolinearlo, quest'anno è cresciuta di oltre il 40% per effetto delle applicazioni contrattuali. Un ente che spende quasi la metà delle sue entrate per mantenere l'organizzazione deve assolutamente mettere in relazione le voci accessorie del contratto e lo straordinario con la produttività complessiva dei servizi: non ci stiamo inventando nulla stiamo solo facendo quanto previsto dalla contrattazione nazionale: basta demagogia anche su questo».
08/06/10 10.15