Aumento acqua: rinvio al 14 giugno. Fretta e sospetti sul bilancio dell’Aca

Alessandro Biancardi

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Aumento acqua: rinvio al 14 giugno. Fretta e sospetti sul bilancio dell’Aca
PESCARA. Domani si terrà l’assemblea dei sindaci dell’Ato4 pescarese per votare l’aumento della tariffa dell’acqua del 30% (1,30 euro a metro cubo). * COSTANTINI: «SE PASSA L'AUMENTO VADO ALLA CORTE DEI CONTI»
Dopo anni di mala gestione, clientelismo, inchieste, restano ancora tanti i dubbi sull'affrettata approvazione del bilancio dell'Aca avvenuta all'insaputa del commissario dell'Ato.
Il destino ineluttabile: aumentare la tariffa perché «così non si può andare avanti», senza però tagli e ritocchi alla cattiva gestione che da anni affligge un ente che fornisce un servizio essenziale per la vita di ogni cittadino. Così quello che succede a livello nazionale (ripianare debiti mettendo le mani nelle tasche dei cittadini) si ripercuote fin nel particolarissimo caso della gestione idrica. Si arriva ad ipotizzare tariffe per strade gestite dall'Anas senza però fare cenno alle decine di inchieste che hanno provato veri e propri saccheggi nei bilanci della società che gestisce le strade, si chiedono sacrifici a magistrati e ai calciatori.
In Abruzzo abbiamo decine e decine di casi di malagestione (in tutti c'è una opacità che preoccupa e fa sospettare il peggio) in tutti però l'obiettivo principale non è ripianare facendo piazza pulita e fare in modo che non succeda più.
Nessuno vuole indicare i responsabili, che non pagano mai, ma si preferisce far pagare i cittadini sempre e comunque.
Così, dopo la relazione deflagrante sulla gestione degli ultimi anni di Ato e Aca in un Paese civile la prima cosa sarebbe stata denunciare tutto alla Corte dei Conti per individuare i colpevoli e far pagare a loro i disastri.
Invece, pare sia una ipotesi nemmeno considerata, così come denunce alla magistratura penale per valutare se in questo coacervo di sperperi non si annidino anche pesanti violazioni.
Poco importano i fatti, si continua ad avvolgere tutto in un velo opaco, sotto una coltre di mezze parole e “segreti professionali”.
Ognuno cerca un suo cantuccio di legalità per stare tranquillo. Basta avere qualche pezza d'appoggio ed il gioco è (o sembra) fatto.
Un ente in cui ogni cittadino è socio (perché sono soci i Comuni), ma di cui da fuori si riesce ad appurare ancora poco.

ACA: FRETTA E SOSPETTI

Un grande mistero avvolge il bilancio consuntivo approvato qualche giorno fa in tutta fretta dall'Aca.
E sono almeno due le grosse differenze con il passato: è stata la prima volta in tanti anni in cui è stato approvato in anticipo sui tempi ed è la prima volta che si ha un bilancio in positivo (circa 500mila euro).
Due importantissime differenze con il passato che dovrebbero far riflettere e che dovrebbero spingere ad una analisi più che approfondita. Ed invece…
Il presidente dell'Aca, Ezio Di Cristorforo, non ha esitato ad esultare per il bilancio in attivo, bruscolini per un'azienda che potrebbe risucchiarseli in pochi minuti per qualsiasi emergenza. Come se un impiegato a 1000 euro al mese gioisse per essere rimasto con 10 euro in tasca a fine mese.
Sul bilancio Aca le perplessità sono state per pochi: il consuntivo del 2009 è passato con 37 voti favorevoli, 2 voti contrari (Torre de' Passeri e Torrevecchia Teatina) e 3 astenuti (Abbateggio, Chieti e Spoltore).
Ai tempi di internet e dei tagli sulle spese, il tutto è stato rilegato in un elegante libro (un cd rom o un file, non sarebbero costati meno?), corredato di foto, e consegnato ai sindaci dei Comuni soci.
Perché non esistono copie pubblicate sul sito internet? Perché i soci-cittadini non debbano avere il diritto di leggere e controllare? Perché il bilancio dell'Aca è un libro raro e lettura per pochi?
La beffa delle beffe è che secondo il sito internet dell'Aca basterebbe registrarsi per leggerlo, invece è impossibile registrarsi e scaricarlo.
Persino gli amministratori interessati (quelli che hanno votato) sono andati a prendere una copia presso la sede dell'azienda acquedottistica.
Sprechi inutili con l'aggiunta di una fastidiosa arretratezza che fa comodo a chi comanda.
Però si è arrabbiato il commissario Ato, Pierluigi Caputi, che ha saputo dell'approvazione del bilancio a cose fatte, dai giornali.
Aspettava dei chiarimenti sul bilancio che sono arrivati via fax contemporaneamente all'assemblea di approvazione.
Non l'ha presa bene ed ha subito mandato una lettera piccata rivendicando il ruolo di controllo dell'Ato, di fatto relegato in un angolo.
Una mossa “pilatesca”, per alcuni, quella di Caputi che avrebbe espresso il proprio dissenso solo dopo, potendo, invece, intervenire anche con un controllo “preventivo” in qualsiasi momento dal suo insediamento.
Di fatto, però, l'Ato (quale ente di controllo) non è riuscito ad esprimere un parere, vincolante o consultivo che sia.
Perché anche la natura del parere e del controllo è messa in discussione.
E così l'Aca sfugge al controllo, va avanti come un treno forte del consenso dei sindaci consenzienti, aumentando dubbi e perplessità intorno ad uno di quei bilanci destinati a far discutere.
La maggioranza dei sindaci ha votato favorevolmente senza battere ciglio (hanno studiato a fondo il librone…?).
Si sono davvero informati anche sull'aumento della tariffa e sulle responsabilità del loro singolo voto (anche alla luce della diffida penale dell'associazione Codici)?
Eppure c'è chi sospetta che i voti vengano espressi più per simpatia o per direttiva di partito che per vero giudizio singolo ed incondizionato.
C'è persino qualcuno che sostiene che i sindaci si stanno letteralmente facendo la guerra per accaparrarsi un'altra poltrona (perché una è poca): quella di vicepresidente dell'Aca.
Un sindaco che ambisce a quel posto è davvero libero di esprimere il suo eventuale dissenso al bilancio?

LA RELAZIONE DEL REVISORE: «BILANCIO VERITIERO E IN REGOLA»

Solo due sindaci hanno votato contro l'approvazione del bilancio 2009.
Il primo cittadino di Torre De' Passeri, Antonio Linari, che ha detto di essersi basato sulla relazione del revisore dei conti (da tre anni), Fabrizio Salusest. Un documento che tuttavia certifica un bilancio «veritiero e corretto, conforme alle norme».
Una sola «area di rischio»: il revisore ha proposto un altro calcolo per definire il fondo di accantonamento (messo a bilancio per un importo di 359.469 euro, invece di 1.212.013 euro). «L'effetto fiscale di questa diversa stima», scrive il revisore, «è da ritenersi nullo mentre l'effetto sul patrimonio netto è negativo per 852.544».
Una scelta che in qualche modo influisce sul totale del bilancio: in soldoni accantonando una cifra minore il resto lo si può spalmare negli altri capitoli contribuendo in qualche modo all'attivo di bilancio.

IL CASO DI TORREVECCHIA

Mentre il sindaco di Torrevecchia Teatina, Katja Baboro, rappresentata dal consigliere delegato Rossano Mincone, ha votato contro il bilancio per il fatto «che non sono state messe a bilancio delle somme che il Comune deve ricevere dall'Aca».
Il Comune, con un decreto ingiuntivo del 2009, ha chiesto all'Aca il pagamento della somma di 265.603,92 euro che corrisponderebbe alle rate del mutuo pagate dall'amministrazione per le opere idriche.
«Quando il servizio idrico è passato all'Aca», ha ricordato la sindaco, «la convenzione prevedeva che l'Aca si accollasse i mutui delle opere idriche realizzate dall'amministrazione».
L'Aca non ha affatto intenzione di pagare questa somma (che col passare degli anni è raddoppiata) e si è opposta al decreto.
La prossima udienza è fissata per febbraio 2011, mentre il Comune è costretto ad andare avanti senza poter contare su questa cifra (pari al 20% del suo bilancio annuale).
In tutto questo panorama però l'unica soluzione condivisa sembra l'aumento della tariffa.
La panacea di tutti i mali che servirebbe solo a sostentare la struttura e non basterebbe a fare gli investimenti previsti alla grande nel nuovo Piano d'ambito (87 mln di euro).
Il tutto finanziato con un fatturato aziendale che oscilla tra i 37 e i 45 mln di euro (previsti nel 2014).
Un libro dei sogni- difficile da controllare e realizzare perché privo di programmazione- a cui però vogliono credere anche i sindaci che potranno tornare vittoriosi tra la propria gente vantando investimenti milionari nella propria città.
Casapound Pescara, intanto, ieri ha posizionato uno striscione di protesta (nella foto). «Un aumento così oneroso del costo dell'acqua è assolutamente inaccettabile», afferma in una nota Mirko Iacomelli, responsabile pescarese dell'associazione, «non è possibile far pagare sempre e solo ai cittadini le carenze e i passivi degli enti pubblici andando a toccare un bene fondamentale come quello dell'acqua».
C'è troppo ancora da chiarire, sono troppi i dubbi, il silenzio sfuggente di chi vuole mantenere a tutti i costi il proprio feudo non favorisce alcun dibattito serio e democratico.

Manuela Rosa 07/06/2010 9.09

TUTTO RINVIATO, SI VOTA IL 14 GIUGNO

A gran sorpresa slitta il giorno della votazione per l'aumento della tariffa dell'acqua. Dopo giorni di battaglie e di attese bisognerà aspettare ancora.
L'assemblea che si sarebbe dovuta svolgere domani pomeriggio, è stata infatti spostata al prossimo 14 giugno alle ore 16.
La comunicazione è arrivata con nota n.1707 del 04.06.2010 con la quale il Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito, «a seguito di sopraggiunti impegni istituzionali nonchè su richiesta di alcuni sindaci dell'Ato» ha differito l'aggiornamento dell'assemblea dei sindaci.
Si prende tempo?
07/06/10 13.58


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COSTANTINI: «SE PASSA L'AUMENTO VADO ALLA CORTE DEI CONTI»

PESCARA. «Se domani l'assemblea dell'Ato4 pescarese (ovvero i sindaci) prenderà la strada dell'aumento del 30% delle bollette dell'acqua a carico di pensionati, lavoratori ed imprese Costanti annuncia battaglia.
«Io, e chiunque insieme a me lo riterrà necessario, prenderò la strada della Corte dei Conti, per richiedere formalmente un immediato intervento finalizzato a ricostruire gli ultimi anni di gestione e ad intervenire contro i responsabili degli sprechi e degli sperperi».
Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, è l' unico esponente politico, per il momento, che conta di reagire concretamente nel caso in cui domani arriverà un sì da parte dei sindaci e le bollette aumenteranno di 30 centesimi al metro cubo.
Per Costantini alcuni primi cittadini chiamati al voto sarebbero «in buona fede», altri «addirittura sono disperati e costretti a pagare i mutui per gli investimenti, mentre le bollette dell'acqua se le incassa l'Aca, con mostruose royalties a favore degli immancabili privati (come se non avesse dipendenti a sufficienza!)»
«Alcuni sindaci – continua Costantini – hanno addirittura denunciato in assemblea che crediti di 8 milioni di euro sarebbero stati ceduti dall'Aca al prezzo di saldo di 3.700 milioni di euro o che convenzioni con privati dreneranno anche nei prossimi anni milioni di euro di incassi provenienti dalle bollette dell'acqua: e questa sarebbe solo qualche goccia, nel mare degli sprechi degli ultimi anni».
Ora, dopo anni, dopo una gestione bocciata anche dal commissario straordinario Pierluigi Caputi, l'esponente dell'Idv sostiene che «è giunto il momento di dire basta e di fare una scelta: o dalla parte dei cittadini, avviando una azione determinata di recupero degli sprechi, di taglio ai costi inutili e di lotta alle inefficienze, o contro i cittadini e dalla parte della “cricca”, con un aumento che servirebbe solo a coprire i buchi delle passate gestioni e dare fiato ed ossigeno agli artefici di questa situazione».
«Una scelta di campo», la chiama Costantini, che, arrivati a questo punto, «deve investire tutti, con chiarezza e senza reticenze; a partire dal nostro principale alleato, il Partito Democratico».

07/06/10 12.28