Frode all'erario per 6 milioni di euro, in manette due cinesi

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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NERETO. Questa mattina sono scattate le manette per due cinese presunti responsabili di gravi reati tributari e violazione sulla legge dell’immigrazione.

Una terza persona, invece, anch'essa destinataria di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Teramo, su richiesta della Procura della Repubblica di Teramo che ha diretto le indagini, è ancora ricercata.
L'operazione è scaturita a seguito di una verifica fiscale effettuata dalle Fiamme Gialle teramane nel 2009, nei confronti di un'azienda operante nel settore delle lavorazioni tessili collegate all'industria dell'abbigliamento.
L'indagine ha permesso di far luce su una serie di operazioni sospette che coinvolgono cittadini cinese e società ad essi riconducibili, tutte collegate fra loro, che operano nel comune di Nereto.
Secondo quanto emerso dalle indagini la documentazione contabile sarebbe stata falsificata con l'intenzione di frodare l'Erario.
L' attività investigativa, tuttavia, grazie alla certosina ricostruzione degli effettivi scambi commerciali, supportata dall'analisi dei flussi finanziari, ha permesso di smascherare la frode fiscale che è stata quantificata in circa 6 milioni di Euro tra imposizione diretta ed indiretta.
Le Fiamme Gialle, oltre ai due cittadini cinesi tratti in arresto, hanno denunciato, a piede libero, altre due persone sempre di etnia cinese, ritenuti prestanome.
A parziale garanzia del debito erariale accertato dalla Guardia di Finanza, la magistratura ha disposto il sequestro preventivo, oltreché dell'intero complesso industriale, anche dei beni personali riconducibili agli indagati e delle disponibilità finanziarie per un valore  superiore al milione di euro. 
Sono state anche effettuate segnalazioni agli organi ispettivi della ASL e della Direzione Provinciale del Lavoro per le violazioni in materia di igiene e di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Nel corso degli accessi ispettivi, infatti, si è accertato che operai della stessa etnia dimoravano negli stessi siti aziendali in dormitori realizzati con  cartoni.
04/06/10 12.25