Concorsi truccati, inchiesta chiusa. Sospiri:«chiarirò ma i concorsi sono fermi»

Alessandro Biancardi

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  PESCARA. Il pubblico ministero del Tribunale di Pescara, Giampiero di Florio, ha chiuso l'inchiesta sui presunti concorsi truccati banditi dal comune di Montesilvano a novembre del 2007. * CONSIGLIO COMUNALE SENZA NUMERO LEGALE: «CORDOMA SI DIMETTA»




  PESCARA. Il pubblico ministero del Tribunale di Pescara, Giampiero di Florio, ha chiuso l'inchiesta sui presunti concorsi truccati banditi dal comune di Montesilvano a novembre del 2007.

* CONSIGLIO COMUNALE SENZA NUMERO LEGALE: «CORDOMA SI DIMETTA»
L'avviso di conclusione delle indagini riguarda, in totale, venti persone e una società.
Tra gli indagati anche il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, e il coordinatore provinciale del Pdl, Lorenzo Sospiri, accusati di rivelazione di segreti d'ufficio, concorso in tentata truffa aggravata, concorso in induzione al falso.
Nella posizione di indagati anche Luigi Marchegiani, all'epoca dei fatti capogruppo di Forza Italia al Comune di Montesilvano, e Corrado Carbani, all'epoca assessore comunale. Indagati anche alcuni dei partecipanti ai concorsi.
Delle indagini si è occupata la squadra mobile di Pescara, diretta da Nicola Zupo.
In relazione a questi concorsi il Comune ha bloccato la procedura sospendendo la validità delle graduatorie in attesa dell'esito delle indagini.
Il caso scoppiò a fine 2007.
Cordoma era da poco al comando del Comune ancora sotto choc per gli arresti dell'ex primo cittadino Enzo Cantagallo e un nuovo Ciclone si abbattè su Palazzo di Città.
Si parlava di "aiutini" che sarebbero serviti, secondo la ricostruzione del pm Di Florio, ad aiutare questo o quel candidato, amici di amici ma anche parenti di chi oggi amministra la macchina cittadina.
Quattro selezioni scritte che si sono svolte nel mese di settembre, ad appena due mesi dall'insediamento della nuova giunta.
La prova orale, invece si è svolta nei primi 15 giorni di dicembre. In palio c'erano appena 16 posti: 2 per istruttori amministrativi, 3 per istruttori direttivi amministrativi, 8 per istruttori tecnici, 3 per istruttori direttivi tecnici.
La partecipazione era stata massiccia: quasi 1400 candidati arrivati da tutta Italia.
E più persone avrebbero partecipato nelle stesse ore a diverse selezioni, aggiudicandosi in meno di 12 ore un sospetto en plain: 80 risposte esatte su 80 e posto assicurato.
Così sarebbe scattato l'esposto da parte di chi, pare, dall'interno della stessa coalizione si sarebbe ribellato, forse perché deluso da un nuovo corso che stentava ad arrivare, forse perché non gli era stato assicurato l'ingresso di qualche altro protetto.
E così scattò anche la perquisizione notturna alla ricerca della prova regina: quel foglietto con le risposte esatte.
Non sarebbe stata trovata a casa dell'assessore all'Urbanistica Corrado Carbani, e del capogruppo e consigliere comunale di Forza Italia, Luigi Marchegiani che si sono detti completamente meravigliati di questo nuovo filone di indagini.
Marchegiani giurò e spergiurò la sua assoluta estraneità, annunciando anche una querela contro ignoti per «salvaguardare il mio buon nome e la mia onorabilità» e presentato anche le sue dimissioni dal partito, rispedite al mittente.
Oggi l'indagine è chiusa in un momento ancora non facile per la giunta Cordoma. Dopo l'ennesimo rimpasto, l'uscita di scena dei due assessori più vicini e fedeli al primo cittadino (De Landerset e De Vincentiis), il primo cittadino è più solo che mai.
Ieri l'enesimo consiglio comunale saltato per la mancanza di numero legale e voci sempre più insistenti di imminenti dimissioni del primo cittadino.
Per Cordoma un nuovo grattacapo da risolvere dopo l'inchiesta sull'Ecoemme che lo vede indagato per i reati di corruzione, truffa e abuso d'ufficio.
Ben più avanti, invece, l'inchiesta che coinvolge sempre il sindaco Cordoma per tentata concussione (è stato già richiesto il rinvio a giudizio) insieme ad altre persone perchè avrebbero cercato di costringere una psicologa assunta nell'Azienda Speciale a tempo determinato a lasciare il proprio incarico o ad accettare un cambio di mansione. Tutto questo, sempre secondo l'accusa, per fare posto ad un altro psicologo, vicino ai vertici del Comune.

04/06/2010 10.55

SOSPIRI:«CHIARIRO' TUTTO FINALMENTE»

«Questa è una notizia per me buona perché ora e solo ora dopo tre anni circa potrò conoscere da chi e di cosa sono accusato per le ipotesi di reato che mi vengono contestate».
Lorenzo Sospiri, consigliere comunale a Pescara e in consiglio regionale affida ad un comunicato le prime dichiarazioni dopo la chiusura delle indagini.
«Ritengo», sostiene Sospiri, «che, avendo di fronte una Procura seria ed un magistrato inquirente serio, potrò, conosciute le accuse, rispondere ad ogni addebito e chiarire la mia posizione. Nel merito, mi preme ribadire che il concorso in oggetto è stato già annullato da tempo e che in assoluta serenità fornirò al magistrato ogni chiarimento necessario. Ho atteso serenamente ed in silenzio, come etica vuole, di potermi difendere da ogni addebito; attenderò con la stessa serenità e discrezione che si concluda questa vicenda».

04/06/2010 14.07

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CONSIGLIO COMUNALE SENZA NUMERO LEGALE: «CORDOMA SI DIMETTA»

MONTESILVANO. Mentre la polizia notificava gli avvisi di conclusione delle indagini sui concorsi truccati dopo due mesi dall'investitura di Cordoma, I gruppi consiliari della minoranza al Comune di Montesilvano erano impegnati in una conferenza stampa per denunciare l'ennesimo “capitombolo” della maggioranza di centrodestra.
Nulla a che fare con la vicenda giudiziaria che hanno appreso solo in corsa.
Ieri sera infatti era atteso uno dei tanti consigli comunali importanti per una serie di ordini del giorno e per la verifica della tanto chiacchierata maggioranza Cordoma sempre più pressata da dissidi interni e problemi giudiziari ora quanto mai difficili da ignorare o aggirare.
Anche ieri al Consiglio Comunale è venuto a mancare, per la seconda volta consecutiva, il numero legale a seguito dell'assenza di numerosi consiglieri della maggioranza (appartenenti ad interi gruppi consiliari, quali Udc e Rialzati Abruzzo).
Il capogruppo Pd, Adriano Chiulli, il capogruppo Rc, Cristian Odoardi, e quelli di MV PL e PLE, Francesco Maragno e Leonello Brocchi hanno chiesto ancora una volta, a gran voce, le dimissioni del sindaco e della sua giunta «prima che riescano a fare ulteriori danni alla nostra città, per colpa della loro fallimentare gestione».
«Non essere in grado di mantenere il numero legale in un Consiglio Comunale», ha detto la minoranza, «dimostra una mancanza assoluta di capacità amministrativa e rende palese la litigiosità tra forze politiche che non sono coalizzate per l'attuazione di un programma condiviso, ma solo ed esclusivamente per rafforzare posizioni personali dei singoli eletti. Questa situazione nuoce gravemente ai cittadini e alla nostra città che giorno dopo giorno peggiora e sprofonda in una crisi economica, culturale, morale ed amministrativa. Per certi tipi di malattie il bisturi è necessario, bisogna avere il coraggio di tagliare alla radice prima che per la città non ci sia più possibilità di ripresa».
Il sindaco, secondo la minoranza, dovrebbe prendere atto della situazione in cui versa la sua amministrazione e rassegnare sin da oggi le dimissioni.
«In alternativa», ha detto l'opposizione, «chiediamo ai consiglieri della maggioranza di predisporre un documento di sfiducia che tutti i consiglieri di minoranza sono pronti sin d'ora a firmare».
04/06/2010 13.14