Filovia e conflitto di interessi: il caso Taraborrelli non interessa

Alessandro Biancardi

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Filovia e conflitto di interessi: il caso Taraborrelli non interessa
PESCARA. Se fossimo stati a scuola, oggi tutti i consiglieri (o quasi) si sarebbero beccati un bell’“impreparato” sulla materia “Filovia e conflitto d’interessi” del dirigente Bellafronte Taraborrelli.
Ma in compenso ognuno aveva una scusa e un argomento a piacere, perché quello proposto forse non è giudicato importante.
Dopo una settimana dall'interrogazione del consigliere comunale di Montesilvano, Gabriele Di Stefano (Pd), che sollevava dubbi sulla passata situazione di incompatibilità (che ora però si replica a Pescara) degli incarichi svolti contemporaneamente da Bellafronte Taraborrelli (dirigente del settore Lavori pubblici in Comune e direttore dei lavori della filovia per la Sir), nessuno sembra interessato a chiarire la situazione.
Per alcuni, l'argomento sembra riguardare solo Montesilvano, per altri una cosa meno importante di altre.
«Ci sono altre cose da fare», è la summa delle risposte.
Poche le voci fuori dal coro che però ancora aspettano a levarsi.
La maggioranza non è affatto preoccupata.
Quando si arriva all'argomento “Taraborrelli”, in prima battuta si cerca di liquidare il tutto con un «non so niente, ci sono tante cose da fare per oggi».
Quasi tutti i consiglieri dicono di non aver letto approfonditamente gli articoli apparsi sulla stampa o di averlo fatto di sfuggita.
Sembra non esserci né voglia, né fretta di chiarire. Come se un ciclone si fosse abbattuto su una casa, ma tutti gli abitanti non si fossero accorti di nulla.
«Non ho le visto le carte, tra 10 giorni le saprò dire», hanno risposto i consiglieri di maggioranza e minoranza.
Abbiamo ascoltato “un campione” di 11 consiglieri.
“Non sono informati sui fatti” (per loro stessa ammissione) i consiglieri di maggioranza Vincenzo Dogali (Udc), Andrea Salvati (Pdl), Renato Ranieri (Pdl), Adele Caroli (Pdl). E di minoranza Fausto Di Nisio (Idv), Adelchi Sulpizio (Idv), Giovanni Di Iacovo (Sd).
Ma tutti promettono un tempestivo approfondimento perché «la legalità è al primo posto».
C'è, invece, qualcuno che preferisce fidarsi: il consigliere Salvati riporrebbe fiducia «nella coscienza di Taraborrelli», mentre Ranieri si fida ciecamente di dirigenti («se lavora a Pescara, sarà nella legalità, ma approfondiremo»).
Ad azzardare qualche considerazione in più sono i consiglieri di opposizione Marco Alessandrini e Camillo D'Angelo (Pd).
«Si predica bene e si razzola male», ha detto senza mezzi termini il capogruppo del Pd, Marco Alessandrini, «la situazione del conflitto d'interessi della maggioranza ricalca quella dello stesso partito a livello nazionale: c'è un imbarbarimento dei costumi».
«Tutto questo non è assolutamente normale», ha tuonato Camillo D'Angelo, «non è possibile fare sia il direttore dei lavori che il dirigente dei lavori pubblici, in tal caso dovrebbe dimettersi».
Sulla questione però non si è ancora dibattuto in commissione Vigilanza, presieduta da Camillo D'Angelo e nessuna interrogazione è stata presentata dall'opposizione.
Il consigliere Armando Foschi (Pdl), presidente della commissione Lavori pubblici, ha invece detto:«non c'è incompatibilità perché l'ente appaltante è la Gtm. Il Comune non è più protagonista dal momento in cui ha consegnato le aree alla Gtm. Non credo inoltre che ci sia un momento in cui Taraborrelli venga ad assumere al contempo il ruolo di controllore e controllato».
Ad ampliare la veduta sulla materia “controllore e controllato” è il consigliere Antonio Blasioli (Pd) che si è chiesto: «ma ora Taraborrelli, che nei dieci anni passati ha avuto [url=http://www.primadanoi.it/notizie/26761-Al-super-ingegnere-17-mln-di-lavori-dal-Comune-di-Pescara-negli-ultimi-11-anni]tutti questi incarichi[/url] dal Comune, si troverà ad essere controllore dei suoi stessi lavori?».
Sulla compatibilità dell'incarico si è espressa in via del tutto eccezionale («perché le cose dell'ufficio non si dicono ai giornalisti») la dirigente del Personale, Maria Gabriella Pollio: «è tutto regolare, non capisco tutta questa polemica: questa fattispecie, ovvero la direzione dei lavori, è prevista proprio dalla circolare della funzione pubblica n.3/97, nella quale si dice espressamente che i dipendenti possono svolgere incarichi occasionali (e non se ne specifica la durata) fuori dagli orari di lavoro».
«L'autorizzazione è stata richiesta dal dirigente Taraborrelli», ha aggiunto, «e concessa con il silenzio assenso come prevede la normativa, in caso contrario entro 30 giorni avremmo dovuto scrivere un diniego».

IL SINDACO RISPONDE SOLO PER ISCRITTO E CREA LA LISTA DEI PROFESSIONISTI

Il sindaco Luigi Albore Mascia, con il quale abbiamo provato a parlare più volte, risponde solo per iscritto.
Intanto, però, il Comune ha emanato un “avviso pubblico” per creare una lista di professionisti a cui affidare lavori relativi alla progettazione, direzione lavori, coordinamento per la sicurezza e attività accessorie di importo inferiore a 100 mila euro.
Il responsabile di questo bando è, per ironia della sorte, il dirigente Bellafronte Taraborreli che per dieci anni ha avuto incarichi professionali a chiamata diretta dal Comune (per un totale di 1,7 mln di euro), scatenando le ire (e non solo) dei colleghi meno fortunati che non venivano nemmeno interpellati.
Nel 2008 a denunciare l'anomalia fu il presidente dell'ordine Marco Volpe portando in Procura un esposto in cui si raccontava delle chiamate dirette che spesso escludevano alcuni professionisti favorendone altri perché magari più vicini all'amministrazione di turno.
Dopo il clamore per l'inchiesta l'allora sindaco D'Alfonso emanò un bando in tutto simile a quello attuale per la creazione della lista di professionisti.
Una lista che forse paradossalmente permetterà una libertà della giunta pro tempore persino maggiore di scegliersi tecnici amici.
Eppure, vista la frequenza con la quale si fa ricorso alle consulenze esterne, sembra dimenticarsi troppo spesso che norme precise ed il principio di “buon andamento della pubblica amministrazione” impongono il ricorso a professionalità esterne soltanto nel caso in cui non li si abbia tra i dipendenti.
Siamo proprio sicuri che tra i dipendenti del Comune non vi siano professionisti all'altezza che tra l'altro farebbero risparmiare decine di milioni di euro?


Manuela Rosa 03/06/2010 18.06