Inchiesta Housework. Battaglia sulle trascrizioni delle intercettazioni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ancora le intercettazioni al centro dell’udienza preliminare di oggi tenutasi al tribunale di Pescara e riguardante l’indagine Housework per presunte tangenti che il 15 dicembre 2008 portò all’arresto del sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso.


Nel corso dell'udienza di oggi pomeriggio il gup Guido Campli ha respinto la richiesta integrale di trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali presentata dagli avvocati di Guido Dezio.
Il giudice ha, invece, accolto la richiesta parziale di trascrizioni avanzata sempre dai difensori di Dezio e di D'Alfonso.
Nello specifico i legali di Dezio hanno chiesto la trascrizione di 50 intercettazioni, mentre l'avvocato di D'Alfonso di dieci.
Il pm Gennaro Varone ha invece chiesto la trascrizione di sei intercettazioni.
Il gup Campli ha anche nominato il perito per le trascrizioni.
Nel corso della prossima udienza sara' possibile presentare ulteriori richieste di trascrizione.
Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di concussione, corruzione, tentata concussione, peculato, falso ideologico, truffa, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita, abuso d'ufficio, favoreggiamento e turbata liberta' degli incanti.
E' stata poi aggiornata al 22 giugno prossimo, alle 16, la prossima udienza preliminare.
L'inchiesta riguarda una serie di fatti che riguardano la gestone degli appalti pubblici al Comune di Pescara, e vede tra i 26 imputati anche gli imprenditori Carlo e Alfonso Toto.

01/06/2010 17.37