A Montesilvano festa per un parco senza barriere ma è polemica

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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MONTESILVANO. Un parco completamente accessibile ai disabili in carrozzella che sarà inaugurato con enfasi dalla amministrazione Cordoma. Quando una cosa normale (prevista da leggi del 1970) diventa eccezione…



Claudio Ferrante, responsabile dell'ufficio Disabili, proprio riguardo al Parco della Libertà parla di «un percorso lungo e scrupoloso studiato in sinergia con gli uffici tecnici comunali per giungere al progetto finale» e di «oasi verde completamente accessibile e realizzato senza barriere architettoniche».
«Un percorso che non era stato mai progettato e tantomeno pensato prima e che solo questa Amministrazione è riuscita ad attuare».
«Alla disabilità non interessano le polemiche politiche», spiega Ferrante, «né io voglio entrare nel merito, ma questo parco era totalmente inaccessibile, fuori legge perché non rispettava le normative vigenti in merito alla questione delle barriere architettoniche. L'Ufficio DisAbili ha lavorato per sei mesi consecutivi insieme all'Unione Italiana ciechi con la UILDM e altre associazioni di categoria a stretto contatto con gli assessorati all'Urbanistica, ai Lavori pubblici e al Verde per progettare soluzioni alternative e per rendere questa oasi di verde accessibile a tutti».
Ora i 16.000 metri quadrati sono totalmente fruibili grazie a mappe tattili, percorsi multisensoriali, superamento dei dislivelli, parcheggi per carrozzine vicino alle panchine, bagno accessibile.
Sono stati creati sentieri per consentire alla carrozzine di usufruire del “verde” giochi per bimbi disabili, chalet accessibili e parcheggi riservati.
Il 3 giugno l'inaugurazione del parco.

Non molto d'accordo con i toni trionfalistici è Gianni Scaburri dell'associazione Club Giamel che ricorda anche come il parco «sorge vicino ad una cloaca di cui tutti sanno l'esistenza ma a nessuno importa la sistemazione definitiva».
Il riferimento è all'impianto di triturazione del consorzio di Bonifica Interprovinciale.
Secondo l'associazione per troppi anni ci si è dimenticati di quello che finiva nel fiume Saline fino a renderlo pericolosamente inquinato.

«Nel 1996», spiega Scaburri, «la zona della foce del Saline era un'oasi faunistica del Wwf e lo e' stata fino al 2007, ci sono stati numerosi articoli che parlavano di protezione sia della flora sia della fauna del luogo, lì venivano diverse tipologie di uccelli a nidificare. Nel 1992 quando a Montesilvano era Sindaco Massimiliano Pavone, si diede il permesso di collegare il "collettore rivierasco " a Pescara Nord, la zona che andava da S. Filomena a Piazza Duca degli Abruzzi e da quel momento si iniziò a scaricare in quell'unico impianto. Nel corso degli anni, in molti si sono collegati a quel collettore, scaricando, di fatto, soprattutto, acque nere che venivano convogliate anch'esse all'impianto vicino il Saline».
Soprattutto d'inverno e quando piove però nell'impianto arrivano anche le acque piovane che provocano un «superlavoro» ed il raggiungimento del troppopieno con l'effetto discaricare tutto direttamente nel fiume.
«Si sono dette un sacco di cose negli anni», conclude Scaburri, «ma la verità è che non si è fatto nulla. Ora inaugurano un bel parco… Nel frattempo il Comune ha perso la causa con il Consorzio e dovrà liquidare una cifra vicino ai 2 milioni».

01/06/2010 17.25