Elettrodotto Villanova-Gissi: «presidente Chiodi non firmi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un appello al presidente della Regione Gianni Chiodi affinchè non firmi l'intesa nella Conferenza Stato-Regioni per il progetto dell’elettrodotto “Villanova-Gissi”.
Prosegue l'attività dei comitati impegnati sul fronte del no alle autostrade energetiche, ovvero gli Elettrodotti Tivat-Pescara (dal Montenegro alla costa abruzzese) e Villanova-Gissi.
A Lanciano, durante la manifestazione no al petrolio dello scorso 30 maggio, era presente il Comitato Nessuno tocchi il Nostro Futuro che fa capo a Lorenzo Valloreia.
Sull'Elettrodotto Villanova-Gissi, il C.A.S.T. (Comitato Ambiente Salute e Territorio) è partito da Castel Frentano.
Sta aggregando forze e adesioni nei vicini Comuni del chietino interessati dal passaggio del grande Elettrodotto, e prosegue con incontri di informazione del pubblico a Lanciano, Atessa e Paglieta. Il prossimo incontro si terrà venerdì sera ad Atessa alle 21.
Il progetto contestato è della Società Abruzzoenergia S.p.A.. ed è stato presentato al Ministero dello Sviluppo Economico il 28 dicembre del 2009.
Al momento è in corso il procedimento per la valutazione d'impatto ambientale di competenza statale (VIA).
«La nuova linea», denunciano i cittadini, «raddoppierà quella già esistente ma non lungo l'asse di questa, bensì seguendo il percorso più breve e senza tratti interrati».
La potenza stimata sarà di 380.000 volt e per circa 70 chilometri della fascia subappenninica abruzzese attraverserà colline e pianure che sono destinate a perdere, entro il corridoio localizzativo dei sostegni e delle funi di guardia, ogni destinazione: agricola, produttiva, turistica e residenziale.

LE PAURE DEI RESIDENTI


«L'intero paesaggio circostante risulterà modificato dalla presenza dei tralicci alti fino a 70-80 metri», dicono preoccupati i cittadini.
«Non è vero, come si dice in progetto, che l'opera tocca “aree agricole” e solo in alcuni casi “abitazioni sparse e isolate”. Molte contrade abitate, invece, che fanno parte di un vitale tessuto economico della nostra Regione, sono tagliate e attraversate dal percorso di questo elettrodotto, poderoso e impattante, nei ben 15 Comuni interessati nella Provincia di Chieti e in quello di Cepagatti nella Provincia di Pescara».
In queste zone gli abitanti sono preoccupati per i rischi connessi all'inquinamento elettromagnetico e per la perdita di valore economico e di potenzialità future dei suoli.
«Infatti», si legge nella lettera inviata al presidente Chiodi, «i rischi per la salute sono scientificamente riconosciuti, come evidenziato nel documento ufficiale del 2001 dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione e non solo percepiti, e devono far riflettere sull'effettiva utilità e necessità di sistemi industriali che noi lasciamo in eredità alle generazioni future».
La popolazione abruzzese contraria al progetto si chiede in quale disegno energetico nazionale e locale s'inseriscce l'elettrodotto Villanova-Gissi: «precorrendo tutti i tempi per una valutazione concertata della fattibilità dell'opera, la sua copianificazione in dettaglio con le amministrazioni non è stata mai avviata né condotta da Terna o da Abruzzoenergia, e si è arrivati al deposito del progetto e alla sua comunicazione ai Comuni, che ora stanno vendendo la propria contrarietà alle ragioni economiche di una società che di abruzzese ha molto poco. Con una impropria regia, infine, la Provincia di Chieti afferma di giungere a mitigare le criticità nell'ambito di tavoli tecnici separati con i sindaci, svolti nella totale assenza di confronto con la società civile, in cui invece si perde la doverosa valutazione sulla sostenibilità complessiva dell'opera».
Per i più scettici l'elettrodotto non appare presupposto tecnico condivisibile nemmeno per l'operatività oggi ridotta della centrale turbogas di Gissi e la sua necessità di veicolare l'energia in produzione.
«Come mai», si chiedono i cittadini, «a distanza di alcuni anni dalla sua costruzione ed esercizio spunta il bisogno di un'infrastruttura ad essa essenziale e non prevista nel suo progetto?»
I cittadini chiedono così di non firmare l'intesa con lo Stato, che presto avrà luogo nel procedimento per l'autorizzazione dell'elettrodotto Villanova-Gissi, e di ridisegnare insieme a loro, «che hanno eletto il suo Governo il profilo di un progresso responsabile, nell'uso dell'energia come di tutte le risorse del territorio, progresso verso il quale questo Elettrodotto non si pone, e che solo può portare ad uno sviluppo sostenibile per i cittadini di domani, in questa Regione e nel resto del pianeta».

01/06/10 9.29

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