Sale operatorie pericolose, Asl Sulmona condannata dal Tar

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Apparecchiature inadeguate per garantire la sicurezza dei pazienti in sala operatoria: la Asl dell'Aquila-Avezzano-Sulmona (e non il Comune di Sulmona come scritto erroneamente in precedenza) dovrà risarcire l'impresa esclusa che si era piazzata al secondo posto con una differenza di 2,97 punti su 100 rispetto al raggruppamento aggiudicatario della gara.
Con sentenza n. 402/2010 il Tar dell'Aquila ha condannato lo scorso 5 maggio l'amministrazione comunale di Sulmona a risarcire l'impresa esclusa dall'aggiudicazione dell'appalto per la realizzazione di una sala operatoria e una di 'day surgery' presso l'ospedale l'Annunziata Sulmona. In particolare il Tar ha rilevato che i gruppi elettrogeni dell'impresa aggiudicataria non erano conformi all'articolo 7, comma 1, del capitolato speciale d'appalto, in quanto la potenza erogata dagli stessi non consentiva il fabbisogno derivato da tutte le attrezzature più il 20 per cento quale margine di sicurezza.
In particolare l'attenzione dei consulenti tecnici, uno d'ufficio e uno di parte, si è concentrata sull'Ups, il gruppo soccorritore che permette la continuità nell'erogazione elettrica ai macchinari per tenere in vita i pazienti in caso di interruzioni della rete di distribuzione del gestore.
La continuità dell'utenza elettrica, deve assolutamente rispettare margini di sicurezza (anche in ipotesi di contemporaneo funzionamento di tutte le utenze) a scanso di gravissimi rischi per il paziente che, trattandosi di interventi in sala operatoria, può essere tenuto in vita solo da attrezzature strumentali alimentati dalla corrente elettrica.
Per il consulente d'ufficio sarebbe «…impossibile che tutte le apparecchiature possano funzionare contemporaneamente nello stesso istante», così che «tutto ciò determina che la potenza necessaria al funzionamento delle sale operatorie è di gran lunga inferiore a 20.000VA».
«Il contrasto con il capitolato speciale - si legge nella sentenza - rende pertanto l'offerta aggiudicataria viziata in radice, con conseguente illegittimità della disposta aggiudicazione, assorbito ogni altro motivo».
L'Asl di L'Aquila-Avezzano-Sulmona dovrà risarcire l'impresa esclusa con un'offerta quantificabile in relazione al lucro cessante decurtato del 50 per cento.

01/06/2010 8.24


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