Ricompaiono il sito internet e le consulenze dell’Ato

Alessandro Biancardi

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PESCARA. All’Ato pescarese in pochi giorni hanno riattivato quel sito chiuso da otto mesi. Una trasparenza ancora monca, che tuttavia squarcia un velo sui doppi e tripli incarichi e le consulenze. * ACQUA. COSTANTINI: «NO AUMENTO TARIFFA. INTERVENGA CORTE DEI CONTI


PESCARA. All'Ato pescarese in pochi giorni hanno riattivato quel sito chiuso da otto mesi. Una trasparenza ancora monca, che tuttavia squarcia un velo sui doppi e tripli incarichi e le consulenze.

* ACQUA. COSTANTINI: «NO AUMENTO TARIFFA. INTERVENGA CORTE DEI CONTI«Mancanza di risorse», «futuro incerto, ente in attesa di sviluppi», «contratto scaduto con il gestore e nessuna gara successiva»: tutti problemi che sembrano spariti miracolosamente dopo pochi giorni da un nostro articolo. Ora sul nuovo portale c'è quasi tutto. Anche i comunicati relativi al periodo in cui il sito era inattivo.
Un servizio di grande utilità dove oggi si possono leggere le notizie di interruzione del servizio idrico già avvenute.
Comunicazioni inutili, ma fanno volume. La grafica è chiara. Molto somigliante a quella del sito del Comune di Pianella dove ad occuparsi dell'“informatizzazione dell'ente” è il consulente esterno (incaricato dal sindaco per tutto il suo mandato), Fabio Ferrante (6 mila euro annui), nonché dipendente amministrativo dell'Ato pescarese.
Lo stesso che aveva risposto alle domande di PrimaDaNoi.it, dieci giorni fa, sulla prolungata chiusura del sito dell'ente d'ambito pescarese e non sembrava ci fossero intenzioni di riaprire il portale ed invece…
Mancano ancora tante informazioni: è vuota, per esempio, una delle più importanti sezioni, ovvero“atti dell'ente”, manca lo Statuto, come anche la pubblicazione di gara o bando (ma è anche possibile che non ce ne siano in scadenza).
Intanto, però, si può leggere la relazione del commissario straordinario sulla “Revisione Tariffaria per le annualità che vanno dal 2003 al 2008”.
Invece sembra ben aggiornata la sezione dell'Operazione trasparenza nella quale sono inseriti i curriculum dei dipendenti, i relativi compensi e le consulenze esterne.

LA MAPPA DEGLI “SDOPPIATI” ABRUZZESI

Doppio incarico per Fabrizio Bernardini che è segretario generale dell'Ato e al contempo segretario generale della Provincia di Pescara (già segretario al Comune di Francavilla). La retribuzione annua lorda è di 30 mila euro.
Uno e trino è Alessandro Antonacci: dirigente dell'ufficio tecnico dell'Ato di Pescara e di Chieti, nonché neo responsabile del settore tecnico al Comune di Pianella.
Nominato dall´attuale assessore ai lavori pubblici, Vincenzo Di Giamberardino, suo dipendente presso l´Ato.
Antonacci è noto alle cronache giudiziarie per essere stato indagato nella inchiesta “Fangopoli”, condotta per più di due anni dal Corpo forestale.
Non è l'unico dell'Ato finito nelle inchieste della magistratura.
L'altro è il consulente per “acquedotti e fognature”, Sergio Franci. Un incarico affidato dal Commissario Pierluigi Caputi nel 2009. 24 mila euro per 12 mesi (gennaio 2010, dicembre 2010).
Franci è finito nell'inchiesta di Bussi e deve rispondere dell'accusa di turbata libertà degli incanti. Secondo l'accusa Franci, insieme ad altri indagati, avrebbero avvantaggiato una ditta di Pianella, la Cascini Group, nell'aggiudicazione dei lavori (di cui Franci era direttore) di fornitura e posa in opera di un terzo gruppo filtrante da realizzare ai depuratori del campo pozzi di Castiglione a Casauria.
Questa attuale non è l'unica consulenza in enti che si occupano di risorse idriche.
L'altra fu messa in evidenza da un esposto del 2006 del movimento Coraggio e Fermezza, nel quale risulta una consulenza all'Aca per oltre 90.000,00 € (oltre i 56.000,00 € corrisposti per i vari S.A.L.).
L'altro consulente, ma per “Depurazione e Ambiente”, è l'ingegner Eraldo Mammarella (18 mila euro per un anno).
Il dirigente amministrativo dell'Ato è Nino Pagano, ex segretario del Comune di Francavilla.

Manuela Rosa 31/05/2010 15.32


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ACQUA. COSTANTINI: «NO AUMENTO TARIFFA. INTERVENGA CORTE DEI CONTI

PESCARA. La prossima settimana l'assemblea dei sindaci dell'Ato 4 pescarese dovranno decidere se sposare o bocciare l'aumento della tariffa dell'acqua (+30 centesimi a metro cubo)
Una manovra che non si può rimandare, secondo il commissario straordinario Pierluigi Caputi, e causata da una gestione troppo allegra del servizio idrico fatto di sviste, mancati controlli e spese folli.
Si conta l'inesistenza di copertura tariffaria del capitale investito, assunzioni di mutui da parte dell'Aca (senza informare l'Ato) e non coperti dalla tariffa. E poi costi operativi superiori a quelli previsti, ricavi inferiori a quelli previsti, difficoltà a reperire finanziamenti e minori incassi dovuti ad un tasso di morosità pari al 7,5% fino al 2008 e al 12% negli ultimi due anni.
Per migliorare la situazione, ha fatto sapere Caputi nei giorni scorsi, è quindi necessario l'aumento della tariffa. Un aumento sul quale dovranno pronunciarsi i sindaci.
«Esiste una alternativa», sostiene però il consigliere dell'Idv, Carlo Costantini, «che risponde alla affermazione concreta di un principio quasi sconosciuto nel nostro paese, quello in base al quale che chi sbaglia deve pagare. A sbagliare», continua il consigliere regionale d'opposizione, «sono stati gli amministratori di queste società, ma come loro e
più di loro i sindaci e gli amministratori locali che hanno colpevolmente omesso di esercitare la funzione di controllo che la legge, direttamente ed inequivocabilmente, pone come condizione imprescindibile perché questo tipo di società possa costituirsi e possa gestire denaro pubblico».
Dunque Costantini chiede l'intervento della Corte dei Conti «domani e non tra anni» per individuare («e non sarà affatto difficile») le responsabilità individuali di chi ha agito e di chi non ha controllato e per recuperare direttamente da loro («e non dai cittadini inermi, ancora una volta») i soldi che mancano.
Come analizza il consigliere di minoranza dalle pagine del suo blog personale, gli aumenti imposti alcuni anni fa ai cittadini utenti che passavano dalle gestioni dirette dei Comuni alle gestioni di società in house, sulla carta avrebbero dovuto sprigionare uno straordinario piano di investimenti. Ma così non è stato. «Nella sostanza», continua Costantini, «hanno unicamente alimentato sprechi e disfunzioni, se non addirittura imbrogli. C'è chi come me e l'IdV queste cose le ripete inascoltato da anni, ma questo ormai appartiene passato».

31/05/2010 18.56