Proteste contro vignaioli, allevatori occupano la statale 153

Alessandro Biancardi

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CAPESTRANO. Un gruppo di allevatori dell'Aquilano ha occupato ieri mattina la statale 153, sotto a Capestrano, per protestare contro i vignaioli della costa perché starebbero acquistando tutti i terreni finora riservati ai pascoli per trasformarli in vigneti.



La singolare protesta è avvenuta in concomitanza con la manifestazione "cantine aperte": gli allevatori hanno così deciso di aprire le porte delle loro stalle in segno di protesta contro la nuova politica della Regione che a loro dire starebbe distruggendo il settore della zootecnia.
«Giorno dopo giorno i vignaioli della costa abruzzese si stanno accaparrando i nostri terreni - afferma il rappresentante del Cospa Abruzzo, Dino Rossi - un'operazione spregiudicata perché si espiantano i vigneti dalla costa per impiantarli sui terreni riservati ai pascoli. Li acquistano a pochi euro rispetto ai prezzi della costa: un'azione che sta mettendo in serio pericolo l'esistenza della zootecnia nella nostra zona e nel contempo favorisce una potenziale speculazione immobiliare verso il mare».
Gli allevatori, con una trentina, hanno sostato per tutta la giornata sulla piana di Capestrano, alle porte del Parco Gran Sasso-Monti della Laga, lungo la SS 153 che collega Pescara all'Aquila, tenendo un sit-in allietato da salsicce ed arrosticini, che gli allevatori aquilani hanno offerto agli automobilisti di passaggio.
Il raduno è andato ad oltranza fino all'arrivo della pioggia.
«Chiederemo all'assessorato regionale all'agricoltura un incontro per avere risposte su quello che sta accadendo - conclude Rossi -. Come al solito si usano due pesi e due misure: con le quote latte che sono ben distinte e vanno rispettate mentre i vigneti posso passare con estrema facilità dalle zone costiere alle zone interne».
Al sit in si è visto anche l'imprenditore del vino e presidente della Coldiretti regionale, Domenico Pasetti. Vista la sua duplice veste di rappresentante del mondo vitivinicolo e esponente dell'associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana gli allevatori non si sentono sufficientemente tutelati.

31/05/2010 10.03