L'ultima perla dell'Aca, approva il bilancio senza l'ok del commissario

Alessandro Biancardi

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L'ultima perla dell'Aca, approva il bilancio senza l'ok del commissario
PESCARA. Questa volta il commissario straordinario dell'Ato, Pierluigi Caputi, si è proprio arrabbiato. Mentre lui, in qualità di rappresentante momentaneo dell'Ente d'ambito (Ato4), si sta prendendo gli attacchi per la decisione di aumentare la tariffa dell'acqua e ripianare i conti, c'è qualcuno che va avanti per la sua strada e nemmeno lo considera.
Così accade che l'Aca nei giorni scorsi approvi il bilancio consuntivo del 2009 e quello di previsione 2010 senza dirlo a nessuno.
O meglio, l'approvazione scivola via veloce senza avvertire l'Ato, poi a cose già fatte il presidente della spa (gestore del servizio idrico) ha sbandierato a mezzo stampa il grande risultato ottenuto.
«Per la prima volta abbiamo chiuso con un bilancio positivo», ha festeggiato il presidente Ezio Di Cristoforo, sottolineando anche di averlo approvato «con largo anticipo rispetto al passato».
Secondo Caputi, però, sarebbe stato più saggio aspettare ancora un po'.
Infatti, il commissario racconta di aver appreso della votazione solo quando la notizia è uscita sui giornali. E non poteva credere ai propri occhi.
Così ha preso carta e penna e scritto una lettera di fuoco per ricordare a qualcuno che esiste anche lui. E non è proprio uno qualsiasi.
Cosa dice il commissario?
Che l'Aca non poteva procedere senza l'ok dell'Ato, ovvero senza «attendere che le attività di controllo e verifica da parte dell'Ente d'ambito fossero concluse e, nonostante, le avvertenze circa i rischi connessi ad una approvazione priva del parere vincolante dell'Ente».
Modalità che erano state già annunciate in una nota inviata il 23 aprile scorso e inviata alla società e ai soci.
Quindi tutti sapevano ma il bilancio del 2009 è passato ugualmente con 37 voti favorevoli, 2 voti contrari (Torre de' Passeri e Torrevecchia Teatina) e 3 astenuti (Abbateggio, Chieti e Spoltore).
Il Bilancio di previsione 2010 ha ottenuto, invece, 36 voti favorevoli, 2 voti contrari (Pescosansonesco e Torrevecchia Teatina) e 2 astenuti (Abbateggio e Spoltore).
Tra l'altro l'Aca avrebbe inviato i chiarimenti in merito alle criticità del bilancio riscontrati dall'Ato solo venerdì scorso, via fax, orario pomeridiano, quando gli uffici dell'Ente d'Ambito erano già chiusi e in contemporanea con l'assemblea che poi avrebbe approvato il bilancio stesso.
Tutto in contemporanea, dunque.
Un caso?
Per Caputi, di fatto, con questo comportamento si è inibito «il compito istituzionale di controllo assegnato dalla legge». Un commissario spodestato.
Caputi «censura con forza» la condotta dell'Aca «che con tale atto»; continua piccato, «ha disconosciuto gli obblighi del controllo analogo contenuti nel proprio statuto societario e previsti per legge nel caso di affidamento in house, contravvenendo così allo spirito di leale e corretta collaborazione»
«E', infatti, noto», continua il commissario, «che è obbligo dell'Aca sottoporre al controllo dell'Ato tutti gli atti fondamentali di gestione tra i quali il più importante è sicuramente il bilancio della società».
E adesso cosa fare?
Anche su questo Caputi ha le idee chiare: «in virtù del mandato conferitomi dal presidente della Giunta» intima di «sospendere le procedure di deposito e di registrazione del bilancio approvato», almeno fino a quando l'Ato non avrà approfondito i contenuti e emesso il parere sui documenti del bilancio».
«Si evince chiaramente», dice Domenico Pettinari dell'Associazione Codici, «che l'Aca agisce frequentemente violando le normative e i regolamenti. Riteniamo che il commissario dovrebbe necessariamente comunicare il contenuto di questa nota alle autorità di controllo competenti. In ogni caso Codici si farà carico di depositare il documento alla autorità giudiziaria».
La bufera è solo all'inizio.

Alessandra Lotti 28/05/2010 17.50

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