Sequestrato cantiere Asl Pescara:«altri 600mila euro di lavori mai fatti»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Sequestrato cantiere Asl Pescara:«altri 600mila euro di lavori mai fatti»
PESCARA. La Squadra mobile di Pescara ha posto sotto sequestro il cantiere del materno-infantile dell'ospedale civile pescarese, nell'ambito dell'inchiesta relativa ai lavori di ristrutturazione e messa a norma della struttura.
Il cantiere e' stato sequestrato in quanto il consulente incaricato dalla pocura pescarese ha rilevato delle discordanze tra le opere contabilizzate e quelle effettivamente eseguite.
Il sequestro e' stato disposto dal gip del tribunale, Guido Campli, su richiesta del pm Gennaro Varone.
Un sequestro a tratti rocambolesco ed un po' grottesco visto che la polizia giudiziaria incaricata di mettere i sigilli non è riuscita a trovare le chiavi per accedere ai piani interessati dai lavori.
In un paio di ore di ricerche le chiavi non sono saltate fuori poiché la Asl non le avrebbe.
Sarebbero in custodia a Foggia nella disponibilità dell'imprenditore Giulio Piancone, titolare della ditta che ha vinto l'appalto.
Così c'è stato bisogno dei vigili del fuoco per poter accedere ai piani della palazzina rossa.
Il sequestro, provvedimento che può compromettere forse in maniera inevitabile i lavori, non era stato chiesto in precedenza per una questione di cautela e per attendere gli interrogatori degli indagati.
Tuttavia dalla perizia del consulente sarebbero emerse ulteriori eclatanti irregolarità.
Sembrerebbe che in un Sal (Stato di avanzamento lavori) che era pronto per il pagamento per un importo di circa 600 mila euro si dovevano liquidare i lavori di un vano tecnico con attrezzature elettroniche e condizionatori che servivano per i piani interessati dai lavori.
Gli inquirenti hanno però notato l'assoluta mancanza di qualunque attrezzatura e lavori. Una presunta irregolarità giudicata macroscopica e che ora dovrà essere approfondita e valutata ed è facile prevedere un aggravio delle accuse per gli indagati.
La custodia giudiziale sarebbe stata affidata alla stessa Asl.
Le indagini a carico delle cinque persone arrestate nel mese di marzo scorso sono state chiuse qualche giorno fa.
L'avviso di conclusione delle indagini riguarda Franco D'Intino, 59 anni, funzionario della asl e responsabile unico dei lavori; dell'imprenditore della provincia di Foggia, Giulio Piancone, 56 anni; del responsabile del cantiere, Giacomo Piscitelli, 58 anni, di Barletta; e dei due direttori dei lavori, Alfonso Collina, 51 anni, e Damiana Bugiani, 52 anni, entrambi pescaresi. Le accuse vanno dalla corruzione, alla truffa al falso.
Nel mirino del pm titolare dell'inchiesta, Gennaro Varone, un appalto il cui importo iniziale di 2milioni e 924mila euro, attraverso la perizia di variante, e' aumentato fino ad arrivare alla cifra di 6milioni e 980mila euro. Un precedente sequestro era stato operato a carico del conto bancario di D'Intino sul quale gli inquirenti hanno trovato la cifra di 800mila euro che l'indagato avrebbe giustificato come «ricchezza di famiglia» .



E' stata invece stralciata la posizione del manager della Asl di Pescara, Claudio D'Amario, accusato di falso, in quanto su quella parte le indagini proseguono per ulteriori verifiche e approfondimenti.
«Ho ricevuto a Vicenza la notizia del sequestro del cantiere», ha spiegato D'Amario a PrimaDaNoi.it, «una svolta importante in tutta questa vicenda e che ci consentirà di entrare nel cantiere per controllare quanto è stato realizzato. Questo ci permetterà», ha spiegato il manager, «anche di controllare le differenze, se esistono, tra quello che è stato pagato e quello che è stato costruito. Il tutto in vista anche di una possibile costituzione di parte civile nei confronti della ditta esecutrice. Ora che il cantiere è stato sottratto dalla disponibilità della ditta ed è ritornato alla Asl, potrà ripartire anche la progettazione per arrivare alla conclusione dei lavori».
Una delle strade possibili da seguire potrebbe essere anche quella della revoca dell'appalto nella ditta che in qualche modo si sarebbe macchiata di irregolarità.
«E' in vista anche la possibilità di risoluzione del contratto con la ditta che ha eseguito l'intervento», ha confermato D'Amario, «il Tribunale ha nominato custode giudiziario il direttore amministrativo Asl avvocato Carano insieme ad altri due tecnici»

28/05/2010 14.05