Asse attrezzato Pescara Chieti a pagamento? «A rischio anche Teramo-Mare»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Per salvare i conti dell'Anas l'asse attrezzato Pescara Chieti potrebbe diventare a pagamento. Confesercenti: «tsunami economico e occupazionale»
Arrivano i rincari sulle autostrade, ma solo per quelle collegate con raccordi autostradali gestiti dall'Anas, nella nuova manovra del Governo.
Ma potrebbe arrivare anche l'ingresso di un pedaggio per i raccordi come i 14 chilometri che collegano Pescara e Chieti, fino ad oggi completamente gratuiti.
Il piano rientra nell'ambito di una manovra correttiva che aiuterebbe i conti dell'Anas, che avendo ricevuto «zero euro » per la manutenzione delle strade italiane, è alla disperata ricerca di finanziamenti.
L'obiettivo dell'azienda autostradale, infatti, è quello di raggiungere l' autonomia finanziaria, «attraverso l'incremento dei ricavi propri legati alla logica di mercato, al fine di uscire dal comparto della pubblica amministrazione e di non incidere più sui conti pubblici», ha spiegato il presidente dell'Anas Pietro Ciucci.
Così insieme ai rincari per l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, l'autostrada Palermo-Catania, l'autostrada Palermo-Mazara del Vallo, l'autostrada Alcamo-Trapani, l'autostrada Roma-aeroporto di Fiumicino, il Grande raccordo anulare, il raccordo tangenziale di Bologna, il raccordo autostradale Salerno-Avellino e tante altre (23 in tutta Italia) si potrebbe abbattere la scure anche sull'asse attrezzato nostrano.
Salta sulla sedia la Confesercenti che non nasconde la paura se la proposta dovesse trasformarsi in realtà.
«Introdurre il pedaggio sull'Asse attrezzato vuol dire introdurre una tassa sugli acquisti e sui pendolari del mare», ha detto il direttore di Confesercenti Pescara Gianni Taucci.
I più preoccupati in queste ore sono i commercianti e gli stabilimenti balneari del capoluogo adriatico.
«Una misura di questo tipo, in piena crisi economica, vorrebbe dire penalizzare i commercianti e i balneatori di Pescara come mai è successo finora» dice Taucci, «mettendo in ginocchio un settore che conta 4 mila imprese e 10 mila occupati. Con il pedaggio guadagnerebbero solo i grandi centri commerciali, che certamente non hanno bisogno di questo ulteriore regalo, e non vogliamo neppure immaginare quali ripercussioni questo potrebbe avere sul turismo pendolare nei mesi estivi».
Per questo il direttore di Confesercenti si appella «al sindaco ed al presidente della Provincia affinché esercitino tutto il loro potere per scongiurare questo tsunami economico e occupazionale che rischia di dare il colpo di grazia all'economia pescarese».
Per Silvio Paolucci, segretario del Pd, «il pedaggio sull'Asse attrezzato sarebbe la tassa piu' pesante degli ultimi venti anni imposta agli abruzzesi. Tutte le promesse del centrodestra di abbassare le tasse si infrangerebbero di fronte a questa imposta odiosa e che colpirebbe indiscriminatamente, a partire dai pendolari»
28/05/10 11.47

A RISCHIO ANCHE TERAMO-MARE

«C'e' il rischio che oltre all'Asse attrezzato Chieti-Pescara, anche la superstrada Teramo-Mare finisca nell'elenco delle strade soggette al pagamento di un pedaggio, in base al pacchetto anti-crisi varato dal ministro dello Sviluppo economico Giulio Tremonti», denuncia il responsabile regionale della Fita-Cna, Renato Giancaterino, a detta del quale «l'elenco diffuso nella giornata di ieri dalle agenzie di stampa e relativo a una dozzina di "raccordi" autostradali italiani, tra cui l'Asse attrezzato Chieti-Pescara, avrebbe per ora solo carattere "ufficioso", e pertanto non essere ancora quello definitivo. Dunque, passibile di un allargamento anche ad altre strade, la piu' indiziata delle quali, in Abruzzo, sarebbe proprio la Teramo-Mare».
Secondo Giancaterino, «la misura decisa dal governo rischia di produrre effetti in serie, penalizzando le imprese dell'autotrasporto, le famiglie, i pendolari, le attivita' commerciali, ma anche l'ambiente. Poco infatti si riflette sul rischio che il pagamento di un pedaggio finisca per riversare dosi massicce di traffico lungo le strade adiacenti che corrono nei centri abitati, e del tutto non idonee ad affrontare la prevedibile massa di traffico che rischia di affluire».
A detta della Fita-Cna, «occorre adesso una decisa mobilitazione delle istituzioni locali - dalla Regione alle Province - affinche' questo provvedimento sia rivisto».
28/05/10 13.07
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