San Stef.ar, sfratto evitato. Concessa proroga fino al 16 giugno

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Ieri alcuni rappresentanti del Pd hanno ricevuto i dipendenti della struttura riabilitativa San Stef.ar di Pescara, il cui centro è situato nel locale tra via Benedetto Croce e via Delfico.

Nel pomeriggio è stato poi votato l'ordine del giorno dal consiglio comunale (approvato con 21 voti a favore su 22 presenti in aula), presentato dal consigliere Pd Antonio Blasioli come primo firmatario e sottoscritto da maggioranza e opposizione, in cui si chiede al sindaco Mascia e la giunta ad adoperarsi «per la sospensione momentanea dello sfratto» fissata proprio per oggi, «attraverso un'opera di mediazione con i proprietari dei locali e a intervenire presso l'assessore Venturoni per l'immediato accreditamento, anche temporaneo della curatela nominata San Stefar di Pescara, al fine di non porre nel vuoto il sacrificio di 25 lavoratori che hanno elargito prestazioni a duecento cittadini di Pescara».
San Stef.ar è stata dichiarata fallita lo scorso 25 maggio ed ammessa all'esercizio provvisorio sotto lo stesso Commissario di Villa Pini Giuseppina Ivone.
Da quasi un anno e mezzo, però, i proprietari dei due locali in cui trova sede la clinica a Pescara non sono stati pagati per i canoni e le spese condominiali e dopo un primo accesso per lo sfratto, nella giornata di oggi dovrebbero proceduto nuovamente e questa volta in maniera definitiva.
Naturalmente lo sfratto avrebbe creato problemi sia da un punto di vista occupazionale per i circa 28 dipendenti del centro di Pescara, sia da un punto di vista socio sanitario per i duecento assistiti che quotidianamente si servono del centro.
«Lo sfratto inoltre», spiegano dal Pd, «avrebbe reso vani anche i numerosi mesi di lavoro (da marzo 2009) senza stipendio di tutto il personale del San Stef.ar. di Pescara, nella prospettiva di un riaccreditamento della curatela nominata, pure promessa dall'assessore Venturoni già nel mese di aprile nel corso di un incontro con il Senatore Ignazio Marino del PD».
Sempre ieri in Provincia la capogruppo dell'Idv, Antonella Allegrino, ha chiesto che il presidente della Regione e commissario alla Sanità Gianni Chiodi intervenga con urgenza per ottenere il rinvio dello sfratto e che la Regione stessa «si faccia carico di alcune rate dell'affitto perché il servizio possa proseguire».
«Lunedì prossimo», ha annunciato Allegrino, «noi dell'Italia dei Valori presenteremo in Provincia una mozione che impegni la Giunta Testa ad intraprendere le azioni che favoriscano la prosecuzione delle attività della San Stef.ar; infatti il servizio conta 80 prestazioni giornaliere e vede l'impegno di 25 fisioterapisti. Il servizio erogato dalla San Stef.ar è di grande importanza per la città di Pescara e per i comuni limitrofi della Provincia; numerosi sono poi i posti di lavoro a rischio per altrettante famiglie che vivono sul territorio provinciale. Per questo la Giunta Testa non può politicamente chiamarsi fuori da questo duplice problema considerandolo non di sua competenza».
Se lo sfratto dovesse essere eseguito tutte le prestazioni saranno sospese.

28/05/2010 10.45

SFRATTO EVITATO

E' stato evitato lo sfratto di San Stef.a.r. Stamani, presenti anche i consiglieri comunali di Pescara Antonio Blasioli e Fausto Di Nisio, nonche' il segretario della CGIL Carmine Ranieri, l'ufficiale Giudiziario di Pescara si e' recato nei locali con i proprietari e i legali degli stessi, ma non si e' proceduto allo sfratto.
E' stata concessa una proroga fino al 16 giugno 2010 ed e' stata manifestata la volonta' di aiutare anche i dipendenti della struttura nella concessione di questa proroga.
 «La struttura, anche questa mattina - affermano Blasioli e Di Nisio - si presentava piena di pazienti. E' quindi dimostrato che si tratta di una struttura che funziona con addetti capaci e disponibili e del resto la disponibilita' l'hanno dimostrata dal marzo 2009 fino ad oggi, lavorando senza stipendio. E' un obbligo morale per la classe politica di Pescara intervenire al fianco di questa struttura, sia per l'emergenza occupazionale, sia per quella socio-sanitaria, visto la mole di utenze che vengono servite da questo centro».

28/05/10 13.04