Sospiri (Pdl): «una grande opera pubblica come risarcimento per il cavo»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Al tempo delle discussioni e dei polveroni, segue sempre quello delle rassicurazioni e dell’invocazione alla trasparenza. Succede anche per il cavo che da Tivat (Montenegro) arriva a Pescara per poi raggiungere Villanova e poi ancora Gissi.
«La popolazione deve essere informata», e di questo se ne occupa il capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri.
Secondo Sospiri i problemi e le discussioni da affrontare sono ancora tante, ma è soddisfatto di aver portato a casa «una vittoria sulla ridefinizione del percorso l'amministrazione» («non abbiamo piegato la testa e abbiamo fatto cambiare il percorso ad un colosso dell'energia»). «Sarà il Comune di Pescara», ha detto oggi il consigliere in conferenza stampa affiancato dal presidente della Commissione consiliare Lavori pubblici Armando Foschi, «a definire il percorso ufficiale dell'elettrodotto che dal Montenegro raggiungerà Gissi. Alla società Terna abbiamo già offerto due opportunità, ma sicuramente la più probabile è il passaggio della rete sotto i piloni della circonvallazione, dunque lontano da abitazioni, luoghi di aggregazione e aree artigianali e comunque a una profondità tale da non inficiare in alcun modo il futuro sviluppo del territorio». Due le proposte presentate dal capoluogo adriatico, ossia dirottare il tracciato lungo l'asta fluviale, «ipotesi però scartata da Terna per la mancata linearità di quell'asta», la seconda proposta è quella del passaggio del cavo sotto i piloni della circonvallazione, lontano quindi da abitazioni, aree artigianali, ospedali, scuole, o luoghi di aggregazione e dove comunque non potrà mai esserci nulla in futuro».
Il tracciato sarebbe stato già definito dagli uffici tecnici: il cavo approderà presso il Fosso Vallelunga, quindi proseguirà in via Paolo De Cecco, sempre costeggiando il fosso, giungerà all'incrocio con via Scarfoglio, transiterà nel piazzale adiacente via Antonelli, per immettersi nel sottopasso ferroviario, e correre sotto i piloni della circonvallazione, arrivando sino a strada Santo Spirito, strada vicinale Ciafardella. Strada vicinale Ventre d'Oca (zona Fontanelle), via Fosso Cavone, quindi la Tiburtina per sfiorare Spoltore e proseguire verso Villanova, sempre con cavo interrato.

«L'ABRUZZO HA BISOGNO DEL CAVO»

«Il progetto», ha ricordato il capogruppo Sospiri, «è nato con il Governo Prodi con l'obiettivo di acquistare energia elettrica dal Montenegro e scongiurare eventuali rischi di black out, simili a quello che qualche anno fa ha spento l'intero paese per il blocco verificatosi in Francia. Le carte prevedono l'approdo a Pescara per raggiungere Villanova dove vi sarà una seconda stazione di trasformazione energetica a tensione continua anziché alternata, una rete che sarà sufficiente per sopportare il nostro carico energetico, utile a dimezzare o comunque a incidere in modo decisivo sul deficit del centro Italia».
Un deficit, quest'ultimo che risulta alla Terna, ma che sarebbe invece messo in discussione dal Comitato del “No al cavo” presieduto Lorenzo Valloreja evidenziando invece una diminuzione della domanda di energia negli ultimi due anni causata dalla crisi economica.
Il collegamento è sottomarino dal Montenegro sino alla costa, e poi il cavo sarà completamente interrato sino a Villanova, «con l'abbattimento delle difficoltà legate a un'eventuale linea aerea». Mentre da Villanova a Gissi l'elettrodotto sarà aereo e verrà realizzato da Abruzzo Energia (89% A2A).
Nessun cenno agli scenari politici ed economici derivanti dall'accordo, alle società che lo realizzeranno, la preoccupazione è una sola: «non allarmare la popolazione per quanto riguarda il rischio sulla salute».
«Terna è stata molto chiara», ha aggiunto Sospiri, «in merito all'allarmismo relativo a un eventuale inquinamento elettromagnetico che comporterebbe per la società stessa una sanzione penale secondo le Direttive europee alle quali Terna si atterrà in modo fedele».
«Dunque il progetto dell'elettrodotto ha già il parere positivo del Ministero della Sanità e dell'Arta Abruzzo, ma nonostante questo il centro-destra, in sede di Conferenza dei Servizi, ha già votato due volte contro il progetto come Comune di Pescara, Comune di Cepagatti e Regione Abruzzo pretendendo l'adozione di ulteriori principi precauzionali per procedere».
«Un progetto d'interesse nazionale e strategico» che sarà difficile fermare- ha ripetuto più volte il consigliere- «anche perché Terna è lo Stato e quindi ci fidiamo».


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«UNA GRANDE OPERA PUBBLICA COME RISARCIMENTO»

Le polemiche sembrano lontane quando si parla di risarcimenti e grandi opere pubbliche da realizzare.
L'amministrazione ha deciso di individuare «una congrua richiesta di risarcimento per il disagio che comunque Pescara dovrà subire per i lavori che dureranno due anni dalla partenza dal Montenegro sino all'attraversamento della città. Credo sia dunque intenzione del sindaco Albore Mascia dare un'indicazione economica, consapevoli comunque dell'importanza di tale intervento che dovrà garantire uno sviluppo sostenibile e trasparente».
«Realizzeremo con quei fondi una grande opera pubblica», ha annunciato il capogruppo, «fruibile da tutti: c'è il parco fluviale, ci sono le case popolari di Fontanelle e tanti altri problemi da risolvere a Pescara».

m.r. 27/05/2010 17.19

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