Convocazione regolare: il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di San Salvo

Alessandro Biancardi

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SAN SALVO. Il Consiglio di Stato ha rigettato le istanze dell’opposizione di centrodestra, che chiedeva l’annullamento delle delibere di variazione al Bilancio e della delibera del Consiglio Comunale n. 47, tutte approvate il 29 settembre 2009.

Tale richiesta era stata avanzata sulla base di presunte irregolarità nella convocazione proprio di quella seduta dell'assise comunale, dopo che nella riunione del giorno prima era venuto a mancare il numero legale e alcuni punti all'ordine del giorno non erano stati trattati.
«Si tratta di una sentenza che conferma ancora una volta la correttezza e la trasparenza dell'operato dell'Amministrazione Comunale di San Salvo, che ribadisce l'infondatezza delle pretese dell'opposizione e che soprattutto ci permette di continuare a lavorare con tranquillità per i nostri concittadini», ha commentato l'assessore al Bilancio e Programmazione economica, Francesco Mazzaferro (Idv).
«La delibera 47», spiega l'Assessore, «aveva una duplice funzione: da un lato fare il punto della situazione sullo stato di attuazione dei progetti e dei programmi approvati dal Consiglio Comunale nel Bilancio di previsione e nella Relazione Programmatica, dall'altro verificare e certificare la permanenza degli equilibri di bilancio. Un eventuale annullamento di quel provvedimento, come richiesto dai consiglieri di centro-destra, avrebbe avuto gravi ripercussioni sull'approvazione del bilancio consuntivo, in quanto l'atto in questione è un allegato obbligatorio al rendiconto dell'esercizio 2009. L'annullamento delle delibere di variazioni al Bilancio, invece, avrebbe aperto problematiche sulla legittimità delle spese attivate in conseguenza di quei provvedimenti. In sostanza – precisa Mazzaferro - si sarebbe potuto verificare il caso di spese sostenute sulla base di un provvedimento di autorizzazione non più valido e quindi configurabili come debiti fuori bilancio».
La sentenza del Consiglio di Stato ha ritenuto infondate le rimostranze dell'opposizione di centrodestra relative alle presunte irregolarità procedurali nella convocazione per il 29 settembre 2009 stabilendo, che le inconsuete modalità di convocazione della seconda seduta dell'assemblea «nulla aggiungono e nulla tolgono alla esauriente informativa che sinteticamente risultava fornita già nella prima convocazione datata 22 settembre».

27/05/2010 11.40