Finanziere turco rapito, arrestati i sequestratori. Tra loro anche un abruzzese

Alessandro Biancardi

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RIMINI. La squadra mobile della Questura di Rimini ha liberato un cittadino turco che era stato sequestrato a scopo di estorsione il 14 maggio scorso da un commando di cinque persone armate. Tra questi anche un abruzzese.



La polizia ha arrestato nove uomini, otto italiani di varie regioni, e un etiope. La vittima è Adnan Sakli, sottoscrittore di valuta corrente e proprietario di un istituto di credito statunitense, con la quale la gang avrebbe goduto di una transazione monetaria di 27 miliardi di euro in cambio della liberazione dell'ostaggio.
L'uomo, che ha anche passaporto statunitense, fu sequestrato nella sua casa a Rimini, poi con la minaccia delle armi fu trascinato su una vettura di grossa cilindrata e poi su un camper, con cui fu portato in Toscana.
Quindi il trasferimento a Rimini per la sottoscrizione sventata di sottoscrivere il passagio di titoli ai rapitori per l'enorme valore di 27 miliardi.
Sakli, cardiopatico grave e sottoposto a intensa cura farmacologica, sarebbe deceduto se fosse rimasto privo per giorni dei medicinali di cui ha bisogno.
Nel riserbo più assoluto -sono stati rapidamente individuati i leader della banda. Nelle loro conversazioni telefoniche usavano un linguaggio criptato, e comunque le intervallavano su più mezzi di comunicazione: telefono, Skype, Voip, Email a orari prestabiliti e pianificati e avevano fiancheggiatori professionisti.
La cellula principale operava a Roma, dove si è diretto il pool investigativo coordinato dal capo della mobile riminese, Nicola Vitale.
E sono stati scoperti i collegamenti con un paio di persone a Verona, addetti alla traduzione di documenti che Sakli avrebbe dovuto firmare per portare a termine l'ingente operazione finanziaria. Individuati anche i carcerieri che avevano il compito non solo di sorvegliarlo, ma anche di scortarlo negli spostamenti fino a Roma.
Il successo dell'operazione è avvenuto il 18 maggio, quando uno dei capi avrebbe dovuto completare col sequestrato la transazione miliardaria.
Il blitz ha liberato l'ostaggio e i quattro sequestratori presenti. Dopo le cure, Sakli ha indicato il resto dei malviventi, per altro solo con pseudonimi o caratteristiche somatiche.
La cella è stata individuata in un cascinale a Chiusi, in Toscana.

GLI ARRESTATI

Questi i nomi dei nove arrestati diffusi dalla Questura di Rimini. Francesco Proietto, 59 anni, di Santa Maria di Licoria (Catania); Michele Giovanni Amandini, 64, di Deder (Etiopia); Gaetano Scafa, 59, di Torre Annunziata (Napoli); Raul Di Bernardo, 51, di Tagliacozzo (L'Aquila).
Queste quattro persone sono state arrestate a Roma.
Sempre in arresto sono finiti Carlo Giuseppe Nicolosi, 50, di Palermo, arrestato a Pavia; Marco Ottavi, 51 anni, di Monterotondo (Roma), preso a Verona; Salvatore Badalamenti, 59, di Montelepre (Palermo), preso nel capoluogo siciliano; Paolo Quaglierini, 58, di Campiglia Marittima (Livorno), in manette a Verona; Fabio Deana, 61, di Riese Pio X (Treviso), catturato a Milano. Nelle loro perquisizioni sono state trovate documentazioni che comprovano l'appartenenza al progetto criminoso.

27/05/10 10.04