«L’Abruzzo ha bisogno del cavo dal Montenegro»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Ieri pomeriggio si è svolto il consiglio comunale aperto e straordinario sull’elettrodotto Tivat-Pescara da realizzare con un investimento di 720 mln di euro da parte di Terna. Dopo ore di discussione, non si è trovato un punto d’incontro sui dati del fabbisogno energetico regionale.

La regione ha un deficit nella produzione di energia? E' nella normalità? Possiamo avere davvero il black out? La domanda di energia è in crescita o in diminuzione?
Ad ogni domanda ognuno da una risposta completamente antitetica.
In un primo tratto del progetto prevede un cavo sottomarino che attraversa l'Adriatico, giunto sulle coste abruzzesi il cavo dovrebbe raggiungere Villanova di Cepagatti.
Il consiglio comunale si è aperto con la relazione di Terna supportata da slide proiettate in sala.
«C'è un deficit regionale di energia del 25%: in una situazione di crisi, possiamo avere un black out», ha spiegato il rappresentante di Terna, «invece con questo nuovo elettrodotto sono tre i vantaggi: mutuo soccorso con il Montenegro, più energia per una regione deficitaria come la vostra, e poi il punto strategico è proprio lo snodo di Villanova, una zona in forte espansione e quindi bisognosa di energia»
Perché il cavo approderà proprio a Pescara?
«L'attrattiva è il nodo di Villanova che riesce a smistare più facilmente l'energia», ha risposto Terna.
Poi è intervenuto Lorenzo Valloreja, presidente del Comitato del No al Cavo ribadendo le dichiarazioni già espresse in altre sedi: «i dati dicono che c'è una diminuzione della domanda di energia del 6% nel 2008 rispetto al 2007 a causa della crisi economica, quindi questo cavo non si deve fare. E' solo il cavallo di Troia per il nucleare in Abruzzo».
Di seguito è intervenuto Gabriele Gattozzi, economista dell'energia e redattore del Piano Energetico Comunale di Pescara, confermando i dati di diminuzione della domanda di energia forniti da Valloreja.
«Quello che ha detto Terna non ha senso», ha spiegato, «non ha senso parlare di deficit dell'Abruzzo perché noi siamo interconnessi benissimo con una rete europea e dei paesi del Mediterraneo, non esiste un deficit né nazionale, tantomeno regionale. Se si va in black out, ci si va tutti».
Inoltre secondo Gattozzi, non avrebbe senso nemmeno parlare di cavo: «a cosa serve? Magari sarebbe opportuno incrementare e aggiornare le reti che già ci sono».
«Per di più nel piano energetico comunale che ho consegnato al Comune nel 2007», ha proseguito, «ci sono delle indicazioni che sono ancora chiuse nel cassetto, ho mandato una lettera anche alla nuova amministrazione per far notare che il piano esiste, è stato redatto da me e pagato dalla vecchia amministrazione».
Dopo poco la seduta “aperta” si è conclusa e sono iniziati gli interventi dei consiglieri di maggioranza ed opposizione per lo più preoccupati per gli eventuali rischi sulla salute. In chiusura di Consiglio i responsabili di Terna hanno categoricamente smentito «le voci circa l'individuazione di siti tesi a ospitare centrali nucleari: tali siti non sono previsti nel progetto che nasce da lontano».

LA SVISTA POLITICA NEL COMUNICATO

Finita la seduta in un comunicato stampa si legge la dichiarazione del sindaco Mascia: «questo è un progetto nato nel 2003, tramite un accordo siglato tra Italia e Montenegro dall'ex Ministro Bersani, durante il Governo Prodi, parliamo di un accordo internazionale teso a dare un beneficio energetico a una regione in forte crescita, come l'Abruzzo che, secondo studi e verifiche, è in deficit, l'Abruzzo chiede una maggiore immissione di energia».
Si è accodato il capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri:«due governi nazionali, di colore politico diverso, hanno portato avanti il progetto che ha evidentemente dei risvolti positivi a livello nazionale. Ci sono ancora delle questioni da chiarire e lo faremo nel corso delle conferenze dei servizi, senza però fare terrorismo».
Nel 2003 però al governo c'era il Berlusconi II ma è probabile che il progetto sia realmente nato dopo il 2006 quando c'era Prodi.
Non sembrano preoccupare le altre notizie che ruotano sugli scenari che interessano il progetto del Montenegro e tutta l'attenzione è focalizzata sul rischio per la salute.

Manuela Rosa 25/05/2010 12.48