La Regione concede gli accreditamenti, a Villa Pini riparte l’attività

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

12054

La Regione concede gli accreditamenti, a Villa Pini riparte l’attività
ABRUZZO. Firmato il contratto con la Regione, riparte l’attività sanitaria di Villa Pini. Sono stati concessi gli accreditamenti ed è stato sottoscritto il budget assegnato dal commissario Chiodi. * GRUPPO VILLA PINI. FALLISCONO ANCHE SAN STEFAR E MARISTELLA
Si tratta di poco meno di 20 milioni di euro, tra i 13,7 milioni per i pazienti regionali e quasi 6 per gli extra regionali.
Dopo una serie di incontri tecnici tra il sub commissario Giovanna Baraldi e lo staff del curatore fallimentare, dopo lo scambio di deduzioni e controdeduzioni alle proposte della Regione, ieri pomeriggio si è formalizzato il rito della firma in un lungo incontro al sesto piano dell'Assessorato alla sanità.
Che fosse ormai la volta buona si è capito quando è stato annunciato l'arrivo per la firma del presidente Gianni Chiodi, che si è materializzato poco prima delle 15. L'assessore Lanfranco Venturoni era lì in sede fin dalla tarda mattinata, poi è arrivata il sub commissario Giovanna Baraldi con l'avvocato Russo Valentini, mentre poco dopo le 14 erano arrivati il curatore fallimentare di Villa Pini, Giuseppina Ivone, insieme al commercialista, Francesco Cancelli, salutati cordialmente dal sub commissario.
A battere tutti sul tempo era stato il direttore sanitario di Villa Pini, Edordo Romoli, che era spuntato in via Conte di Ruvo poco dopo le 12. In effetti il primo appuntamento era per le ore 13, poi spostate alle 14 su richiesta dell'avvocato Ivone, che ha ringraziato il presidente di questa cortesia, visto che era impegnata in Tribunale.
«Arrivo prima per controllare gli ultimi ritocchi», aveva spiegato Romoli, «credo che sia stato fatto un buon lavoro sia da parte della Regione che nostro. A differenza di quello che si può pensare il clima è stato di reciproca collaborazione sia a livello politico che dei funzionari».
Ma si firma o no?
«Sono ottimista», ha risposto alle 12,15.
Poi è stato inghiottito negli uffici della Regione, al terzo piano ed è riemerso al momento dell'incontro ufficiale finale. In attesa dell'arrivo di Chiodi, è stato l'assessore Venturoni a fare gli onori di casa nella saletta che poi ha ospitato le due delegazioni, mentre il sub commissario controllava anche lei le ultime correzioni.

CLIMA DISTESO E COLLABORATIVO NEL RUSH FINALE PRIMA DELLA FIRMA

Tutto pronto quando Chiodi ha incontrato per la prima volta il curatore fallimentare (ha spiegato che lui non lo aveva incontrato prima perché è un organo tecnico che si confronta con i funzionari della Regione, mentre il suo interlocutore è il Giudice fallimentare) ed ha dato il via al rush finale.
Seduto tra il presidente ed il curatore c'era Francesco Zavattaro, manager della Asl di Chieti, nel suo ruolo di “cattivo” per non aver concesso a Villa Pini i due milioni che deve sborsare.
Dall'altra parte del tavolo alcuni dirigenti dell'assessorato, come Maria Crocco ed altri.
Clima disteso e collaborativo, performance positiva del “commercialista” Chiodi, un breve break con 10 caffè pagati da Venturoni e tutti a casa felici e contenti.
La Regione perché ha risparmiato una ventina di milioni e più tra il vecchio ed il nuovo budget, il curatore perché vede sbloccarsi una situazione di impasse, visto che l'esercizio provvisorio stentava a partire senza la possibilità di effettuare ricoveri e prestazioni in convenzione.
Insomma un successo politico per l'accoppiata Chiodi-Venturoni, ma anche un miracolo per il curatore ed il giudice fallimentare che hanno saputo far resuscitare un'attività data per spacciata.

I TERMINI DELL'ACCORDO ED I TEMPI PER FAR RIPARTIRE L'ATTIVITÀ SANITARIA

I termini specifici del contratto riguardano l'ospedalità per i malati acuti, la riabilitazione ex art. 26, cioè quella ad alta intensità del Cdr (per essere più chiari è il reparto dei malati in coma o con gravi problemi respiratori), l'accordo per le prestazioni ambulatoriali e per la diagnostica.
Un successivo tavolo tecnico approfondirà i problemi della psicoriabilitazione e delle prestazioni che la Asl di Chieti si è impegnata a richiedere a Villa Pini per sfoltire le sue lunghe liste di attesa (vedi la tac e la risonanza magnetica nucleare). In pratica l'attività della clinica tra 15 giorni potrebbe ricominciare ed entrare a regime in un mese: si tratta di verificare tutti i macchinari, far ripartire la risonanza magnetica, riattivare i laboratori e gli ambulatori (in realtà la direzione sanitaria aveva già iniziato alcuni controlli e le pulizie proprio per trovarsi in regola al momento della ripartenza).
Il Centro per i malati in coma riparte invece subito, anche perché in effetti non aveva mai interrotto l'assistenza, i reparti saranno operativi appena sarà efficiente la risonanza.
Non basta: sono stati già avviati i controlli del personale attraverso il medico competente e si è attivata anche la farmacia per verificare i farmaci esistenti e quelli da ordinare. Insomma da oggi Villa Pini scalda i motori per il giro di ricognizione: in queste prove la nuova dirigenza aspira alla pole position.

Sebastiano Calella 25/05/2010 9.05

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK



[pagebreak]

GRUPPO VILLA PINI. FALLISCONO ANCHE SAN STEFAR E MARISTELLA

ABRUZZO. Fallimento deciso anche per San Stefar e Maristella. Si chiude così il sipario della gestione Angelini sulle ultime due società importanti del Gruppo: anche per queste è previsto l'esercizio provvisorio, affidato – come per Villa Pini e le altre 5 società più piccole – al curatore Giuseppina Ivone.
Una scelta del Tribunale fallimentare che va letta nell'ottica di mantenere unite per quanto si può le società divise sulla carta e sul territorio, ma tutte facenti capo ad Enzo Angelini, il patron ormai detronizzato e con qualche problema giudiziario in più.
La Procura sta indagando a suo carico per bancarotta fraudolenta anche per i movimenti bancari di queste due ultime società fallite, intrecciati a quelli di Villa Pini, e per i rapporti strettissimi con la Clinica.
E ieri sera lo stesso Angelini, con la figlia Chiara, è stato a colloquio in clinica con il curatore.
Quasi un addio al suo impero consumato sulle poltroncine del salotto di attesa al primo piano tra i commenti alla firma sui contratti appena firmati («20 milioni? un budget troppo ridotto, io avevo 45») e l'incertezza sul prossimo futuro, compresa la possibilità di frequentare ancora la clinica dove hanno la sede legale molte altre piccole società della sua ex galassia.
Il fallimento non ha colto impreparato lo staff del curatore e l'avvocato Ivone stessa, sempre in stretto contatto con il giudice Adolfo Ceccarini, ma i problemi che si pongono sono giganteschi: solo il San Stefar assiste in Abruzzo circa 5 mila pazienti nei suoi 15 centri, con una utenza particolare di 2 mila bambini.
Per San Stefar in particolare si pone subito il problema degli sfratti esecutivi che già hanno messo sulla strada diversi centri tra Chieti e Pescara, vista la morosità negli affitti.
Stessi problemi di funzionamento, anche se ridotti, per Maristella. Comincia ora un nuovo capitolo per le aziende che avevano un ruolo leader nella sanità privata abruzzese e la scommessa sarà di vedere se riusciranno a riprendere in pieno l'attività, prima di essere messe sul mercato e venir cedute al miglior offerente. Il percorso però non sarà breve. I dipendenti intanto si augurano che ormai siano alle spalle i lunghi periodi di incertezza e che i posti di lavoro siano tutelati, così come gli stipendi.

s. c. 25/05/2010 9.29