Aumento tariffa acqua. Codici diffida Ato. Tutto rimandato al 7 giugno

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. In queste ore i sindaci dell'Ato 4 sono chiamati a decidere sull'aumento della tariffa dell'acqua. Si attende il responso. Fuori della sede dell’Ato una piccola folla di persone che manifestano. * ….E LA CONSULENZA PER SCOPRIRE GLI SPRECHI E' COSTATA 100 MILA EURO
PESCARA. In queste ore i sindaci dell'Ato 4 sono chiamati a decidere sull'aumento della tariffa dell'acqua. Si attende il responso. Fuori della sede dell'Ato una piccola folla di persone che manifestano.

* ….E LA CONSULENZA PER SCOPRIRE GLI SPRECHI E' COSTATA 100 MILA EURO


«No all'aumento delle tariffe dell'acqua»: con questo slogan rappresentanti sindacali della Filtcem-Cgil, e di Abruzzo Social Forum, insieme ad alcuni cittadini, stanno manifestato sotto la sede dell'ente d'ambito pescarese.
Negli uffici, a qualche centinaio di metri di distanza, si sta tenendo l'assemblea dei sindaci dell'Ato per decidere l'incremento delle tariffe del 30%, e cioé da 1,03 a 1,30 euro per metro cubo.
L'aumento riguarderà i 64 comuni dell'area metropolitana, tra cui Pescara.
Alla manifestazione hanno aderito tra gli altri anche Rifondazione Comunista, Sinistra, Cgil, Cisl e Uil.
C'è tensione e tra i rappresentanti dei Comuni si stanno susseguendo una serie di telefonate. La situazone è fluida ed è probabile che si vada verso un rinvio in attesa di consultazioni anche politiche.
In questi minuti sul tavolo del commissario straordinario, Pierluigi Caputi, ai sindaci dell'Ato4 e per conoscenza al presidente per la Vigilanza sull'Uso delle Risorse Idriche (Co.Vi.Ri.) organo di controllo governativo inerente l'aumento della tariffa dell'acqua, è arrivata la diffida dell'associazione Codici «a non procedere all'aumento tariffario del canone dell'acqua riservandosi ogni azione penale, civile e amministrativa atta a tutelare i cittadini utenti del servizio».
Nella motivazione l'associazione ha inserito tutti i punti deboli e le falle riscontrate dallo stesso Commissario nella gestione dell'acqua negli ultimi 7 anni.
Intanto questa mattina i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, avevano incontrato proprio il commissario straordinario per presentare delle richieste, a cominciare dalla sospensione dell'aumento delle tariffe dell'acqua e la conseguente apertura di un tavolo.
«Un tavolo - spiega Paolo Castellucci, segretario provinciale della Cgil di Pescara - in cui affrontare questioni come quella dell'evasione, dell'introduzione di tariffe più basse per pensionati e ceti meno abbienti, e dei controlli. Abbiamo chiesto - aggiunge Castellucci - che annualmente ci sia un momento di discussione con sindacati e associazioni sul progetto dell'Ato».
Contrario alla rivisitazione della tariffa anche Gianni Taucci, direttore provinciale di Confesercenti Pescara, secondo il quale «si rischia di colpire pesantemente la competitività delle imprese pescaresi: gli amministratori si impegnino il più possibile per evitare questo salasso in piena crisi economica».
«Le nostre imprese sono già soffocate da una tassazione aggiuntiva fra le più alte in Italia - dice il direttore di Confesercenti - a causa di un deficit sanitario che si protrae ormai da anni, e questo riduce considerevolmente il margine di guadagno delle piccole e medie attività. In una fase di stagnazione economica e di consumi che stentano a ripartire, di tutto c'é bisogno tranne che di un aumento delle tariffe di acqua e rifiuti».
Intanto il sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli, ha ribadito per primo il suo “no” all'aumento del 30 per cento dell'acqua potabile. «Sono assolutamente contro questo aumento», ha detto il sindaco, «perché non c'è stata nessuna pianificazione né un incontro a monte, né tanto meno esiste una giustificazione valida. Soprattutto in un momento congiunturale come quello che stiamo vivendo, in cui ai cittadini i Comuni hanno già chiesto dei sacrifici per far ripianare i bilanci, un ente come l'Ato dovrebbe imporre qualche ristrettezza al proprio interno, non andare a gravare ulteriormente sulle tasche della gente con un aggravio del 30 per cento. E' una cosa assurda».
In appoggio alla posizione del sindaco, i consiglieri di maggioranza hanno votato una mozione in cui l'intera giunta si impegna ad aderire alla proposta di legge d'iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”, e a fornire ogni supporto possibile per la raccolta delle firme, che avverrà all'interno dello stesso Comune di Spoltore.

24/05/2010 18.41

NULLA DI FATTO: RIUNIONE RINVIATA AL 7 GIUGNO

Come previsto la riunione è stata aggiornata al prossimo 7 giugno. In quella occasione, con buona probabilità e se non vi saranno novità di rilievo, potrebbe passare l'aumento della tariffa.
La posizione dell'Ato, infatti, è quella di considerare necessario l'aumento per garantire gli investimenti ed evitare la paralisi. Il tutto con la garanzia (orale) che «non si faranno gli errori del passato».
Una garanzia probabilmente troppo scarna che proviene anche dalla Regione che è il controllore dell'Ato che controlla l'Aca e che per anni sembra essersi distratta.
I sindaci utilizzeranno il periodo di differimento per approfondire in linea tecnica i dati dell'aggiornamento del Piano d'Ambito e la crescita di controlli sulla gestione futura e la tutela delle fasce deboli anche attraverso un confronto con le parti sociali.

24/05/2010 19.21

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….E LA CONSULENZA PER SCOPRIRE GLI SPRECHI E' COSTATA 100 MILA EURO

La relazione del commissario straordinario Pierluigi Caputi sullo stato dell'Ato 4 e la necessità di alzare la tariffa dell'acqua è stata tirata fuori da uno studio commissionato dalla Regione alla Rti Pricewaterhouse sui sei Ato regionali.
Un lavoro lungo e certosino, non sempre facile per la difficoltà di reperire documenti, [url=http://bura.regione.abruzzo.it/nuovo2/singolodoc.aspx?link=sm_file_033051.htm]costato alle casse pubbliche circa 106mila euro[/url].
Infatti, per scoprire le carte è servito niente di meno che uno studio-consulenza probabilmente dovuto alla totale assenza di trasparenza (obbligatoria per legge) degli atti pubblici e per la mancanza da parte della Regione di un controllo puntuale come la norma prescrive.
Se ilsistema della trasparenza e dei controlli avesse funzionato di sicuro i responsabili di tale sfacelo dei conti avrebbero avuto decisamente meno libertà di manovra. Invece…
Così a marzo del 2009 è stato disposto di procedere alla selezione del fornitore per il servizio di consulenza.
Sono stati consultati 8 operatori economici, anziché 5 come previsto dal Codice dei contratti, tra le principali società e studi legali esperti in acquisizione e fusione di società nonché in quotazioni in borsa.
C'è stata anche una ricerca di mercato attraverso l'Aifi, Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital, l'elenco speciale tenuto dalla Consob e l'Assoconsult, associazione delle società di consulenza.
Così sono spuntati fuori gli 8 prestigiosi nomi: la Deloitte & Touche Spa, la Kpmg Business Advisory Services Spa, la Pricewaterhousecoopers Advisory Srl, Ernst & Young Spa, Allen & Overy, Gianni, Origoni, Grippo & Partners, Macchi di Cellere Gangemi e lo studio legale Grimaldi e Associati. Tutte realtà importanti del settore in Italia.
La gara d'appalto se l'è aggiudicata alla fine la Pricewaterhousecoopers Advisory Srl di Roma.
Il compito affidato è stato proprio quello di verificare la situazione patrimoniale, finanziaria, economica e gestionale delle aziende, dei soggetti gestori del Servizio Idrico Integrata nella Regione Abruzzo e la verifica, sotto il profilo legale, della correttezza degli affidamenti diretti – in house providing – disposti dagli Enti D'Ambito e della gestione del SII da parte delle sei società di gestione.
Sempre a proposito di trasparenza della gestione del servizio pubblico anche la Filtcem-Cgil Abruzzo – Coordinamento gas-acqua pone delle domande.
«Il presidente di Aca Spa», spiega Stella Croce, «alcuni giorni fa ha annunciato la chiusura positiva del bilancio di esercizio 2009, non mettendo a conoscenza il “flusso di cassa”, il dettaglio di esercizio, richiesto dalla organizzazioni sindacali, asserendo, peraltro, che Aca Spa non ne avesse»
«Ad oggi», continua Croce, «è possibile conoscere i compensi per i Cda, le spese impegnate in consulenze professionali esterne, ma non è dato conoscere gli impegni di spesa per gli investimenti, atti a consegnare al “pubblico”, che paga, adeguati impianti e reti per il servizio dell'acqua.Anzi ci risulta che aumentino anche le spese per il controllo delle stesse società di gestione».
Per i sindacati, inoltre, anche il commissariamento degli Ato avrebbe prodotto, fino ad ora, altri elevati costi.
«Sappiamo che nella prima fase i Commissari percepivano oltre centomila euro annuali cadauno», continua Stella, « l'attuale Commissario straordinario, direttore generale Lavori Pubblici, ci risulta vedersi corrispondere un compenso pari al 50% degli emolumenti dei 4 sindaci di provincia, con l'aggiunta di ulteriore importo riferito ai 2 Ato soppressi (Avezzano e Sulmona). Ci verrebbe da dire: la crisi siete voi».

24/05/2010 19.29