Tempi duri per l’amministrazione Di Quinzio: lascia il direttore generale

Alessandro Biancardi

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Tempi duri per l’amministrazione Di Quinzio: lascia il direttore generale
FRANCAVILLA. «Ho protocollato la lettera di dimissioni di Maurizio Valiante dal comitato di valutazione del Comune. Anch’io me ne vado dal primo luglio. Firmato Antonio Infantino».

Il giallo delle dimissioni del direttore generale del Comune di Francavilla al mare nasce con questo sms arrivato a Nicolino Di Quinzio nella tarda mattinata di venerdì. Il sindaco, pur impegnato nella giunta durante il pomeriggio, non ne fa cenno a nessuno.
Ma la sera il tam tam del sentito dire si diffonde a macchia d'olio, con l'aggiunta di particolari non precisi:«la Finanza è venuta in Comune ed ha cacciato il direttore».
E' l'ennesimo colpo di scena che mina la stabilità dell'amministrazione francavillese e procura un nuovo grattacapo al primo cittadino impegnato nell'ennesima rotazione degli assessori. E' però indubbio che le dimissioni del direttore sono il frutto di un clima avvelenato che da sempre ha accompagnato la giunta che è venuta dopo quella del predecessore Angelucci e che con questa si è negli ultimi tempi confusa. Un veleno che agisce col tempo e che porta i suoi frutti
E' difficile il venerdì sera verificare la notizia, ma un rapido giro di telefonate accerta che la segnalazione è destituita di ogni fondamento.
Era nata in realtà mettendo insieme due fatti: la lettera protocollata e l'ultima delle tante visite della Gdf in Comune per acquisire la documentazione dell'appalto iniziale della Cosvega.
E tutti sanno che al Comando provinciale di Chieti c'è una squadra di Finanzieri che lavora solo per le pratiche sequestrate al Comune di Francavilla, mentre almeno tre sostituti procuratori stanno valutando se ricorrono o meno estremi di reato nelle segnalazioni giunte sul loro tavolo.
Va meglio il sabato, quando telefonicamente sono stati rintracciati alcuni consiglieri comunali che però o non sanno o non vogliono parlare.
Finalmente risponde anche il direttore generale, presunto dimissionario:«Sì, ho deciso di dimettermi per motivi personali – la voce è stressata e il tono sembra dispiaciuto – troppi veleni a Francavilla. Io voglio lavorare, non perdere il tempo dietro le denunce o le maldicenze anonime. Chissà perché ce l'hanno con me. Sono un funzionario e non un politico e da due anni ho dato il mio contributo a rimettere in sesto un Comune disastrato. Se ho sbagliato, se i miei predecessori hanno fatto meglio di me, servono i fatti e le cifre per criticarmi, non le calunnie. Sono stufo di essere usato per attaccare l'amministrazione. Debbo recuperare serenità, la mia dignità non è in vendita. Avrò dato fastidio a quelli che campavano con il Comune: ora non lo possono più fare ….»

IL SINDACO: «HO PIENA FIDUCIA DEL DIRETTORE GENERALE»

«Antonio Infantino non si tocca. L'ho detto sempre e l'ho ripetuto anche ai miei nuovi alleati. Io non conosco ancora le motivazioni di cui si parla a proposito delle sue dimissioni annunciate, se cioè ci sono motivi personali e familiari gravi alla base di questa volontà di lasciare il suo incarico. Non l'ho ancora sentito e ci voglio parlare di persona appena torna in ufficio».
Il sindaco Nicolino Di Quinzio risponde al telefono alle 9 di mattina di domenica dal Comune.
«Dovevo incontrare un emigrante che non ho fatto in tempo a vedere sabato. Ci siamo dati appuntamento alle 7,30».
Una sua valutazione della vicenda Infantino?
«Io sono stato il primo a saperlo, ma non l'ho detto in giro prima di parlarne con lui – spiega il sindaco – so bene che da due anni è sotto pressione e che ha svolto un lavoro duro. Sicuramente lui è più sensibile di me alle critiche e forse si è stancato. A Francavilla ci sono tantissimi bravi cittadini che mi segnalano quello che ci sarebbe da fare ed io li ascolto. Ma c'è anche un gruppo identificato di “geni” della politica i quali si divertono ad insultare chi lavora, dal direttore al sindaco. Spesso lo fanno in forma anonima perché non hanno il coraggio di uscire allo scoperto. Penso che dovrebbero fare come me: mettersi in lista, conquistare il consenso e poi parlare. Invece vigliaccamente agiscono al riparo del pettegolezzo, scrivono e aprono la bocca senza collegare il cervello».
Ha in mente qualcuno?
«Sì, potrei fare nomi e cognomi, diciamo che sono quelli che non hanno altro da fare o che hanno ambizioni infondate – continua Di Quinzio – chi si muove alla luce del sole, magari ci discuto, ma restiamo amici. Pellegrino ci ho litigato tante volte, ora è un mio assessore. Palladinetti, che era assessore, si è dimesso perché aveva troppi impegni romani e non poteva assicurare maggiore presenza in Comune, come mi aveva promesso. Tutto qui, le dietrologie sono pilotate».

«CHIEDO TROPPO AI MIEI COLLABORATORI MA LA SITUAZIONE DI FRANCAVILLA È DIFFICILE»

E' però innegabile che le dimissioni di Infantino, se confermate, possono essere un freno al suo programma – più volte enunciato - di ristabilire la legalità al Comune.
«In effetti il direttore generale ha lavorato molto e bene ed i risultati ci sono stati. Però io vorrei addirittura che facesse di più, lasciando anche un altro incarico che ha e che lo distrae un pò. Lo so, forse è chiedere troppo, perché lui sta in Comune anche la sera dopo l'orario – continua Di Quinzio – ma io ho bisogno di aiuto, che non basta mai. So che spesso anche l'avvocato Valiante, che è un tecnico di valore, gli da una mano, così come hanno fatto tutti i consiglieri che mi appoggiano e che sono impegnati in questa operazione di risanamento del Comune. Li ringrazio tutti, mi è dispiaciuto che Manuela Mucci che ha sempre avuto la mia fiducia ed ha collaborato concretamente e silenziosamente in molte questioni, nemmeno fosse un vicesindaco, non ha votato il Bilancio perché era assente per motivi familiari. Ma io so quanto vale e tutto finisce qui. Con lei mi sono confidato anche attraverso alcuni sms che forse non sono piaciuti, perché chiedevo maggiore impegno e qualità nel lavoro di Valiante e Infantino. Il mio errore? chiedo troppo a me stesso ed ai miei collaboratori. Nessuno però è infallibile: né i consiglieri, né gli assessori, né i direttori o i consulenti, né il sindaco. Forse non si capisce che siamo ancora in emergenza e ce ne vuole per uscire dal guado in cui si trova Francavilla. Infantino ha fatto molto ed è stato molto criticato, quindi il suo stress è giustificato, così come quello di altri dirigenti molto qualificati della mia squadra che stanno mettendo a posto contabilità e organizzazione degli uffici. Anche il personale mi sembra più motivato ed impegnato. Mi piacerebbe che tutti fossero consapevoli che in Comune ci sono le forze e le professionalità giuste per salvare Francavilla. Ma ci vuole una cura da cavallo, non i pannicelli caldi. E tantomeno le polemiche inventate».

Sebastiano Calella 24/05/2010 9.58

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