Ripascimenti: è pieno caos. Dalla Regione nessun nuovo intervento

Alessandro Biancardi

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Ripascimenti: è pieno caos. Dalla Regione nessun nuovo intervento
ABRUZZO. Non sono bastati 21 milioni di euro per risolvere il problema dell’erosione della costa. Ora ne servono altri perché pare che ci siano ancora problemi.

Una situazione che però non scompone nessuno ma si preferisce mettere su l'ennesima polemica politica scatenata dai balneatori contro l'amministrazione comunale e la Regione e nella quale si inserisce l'opposizione.
Meglio però vedere il particolare e dimenticarsi dello scenario generale: lo sperpero di immense risorse pubbliche che non producono risultati apprezzabili.
Così nel tratto di mare tra Francavilla e Pescara i problemi ci sono mentre è sparita la spiaggia: i frangiflutti sono sprofondati.
Quanto tempo fa erano stati sistemati e quanto erano costati?
Non interessa a nessuno.
Sta di fatto che la Fiba ha ricevuta una risposta dalla Regione nella quale in maniera molto precisa si chiarisce che l'ente non ha in programma ulteriori lavori di ripascimento.
Apriti cielo, anche perché la giunta Mascia si era subito prodigata in promesse dicendo di aver reperito ulteriori fondi.
«E' assurdo anche solo pensare», ha detto il consigliere regionale Pdl, Lorenzo Sospiri, «che la Regione Abruzzo, dopo aver erogato un primo finanziamento di 150mila euro per garantire il ripascimento del litorale di Porta Nuova e dopo aver ricevuto la richiesta del sindaco Albore Mascia per ulteriori 100mila euro, affermi di non aver autorizzato alcun intervento di difesa della costa per Pescara. Domani chiederemo la produzione del documento originale sbandierato dalla Fiba-Confesercenti per verificare, eventualmente, quale dirigente abbia firmato una nota affermando che la Regione Abruzzo non sapesse nulla del ripascimento su Pescara sud, dirigente al quale andranno chieste delucidazioni in merito per capire come mai sia all'oscuro delle iniziative intraprese da altri uffici della stessa Regione».
Si sarà trattato di un errore, intanto però il tempo stringe e sarà davvero molto interessante riuscire a capire in che modo si autorizzeranno lavori di questo genere con bagnanti e ombrelloni ovunque.
Si vedrà, intanto, però mentre Sospiri cerca il dirigente Regionale che si è distratto bisognerà risolvere un altro problema: ci si è accorti che il ripascimento si fa con la sabbia. Dove prenderla?
Il destino è di centrosinistra e si accanisce contro Sospiri ed i suoi.
«Per un assurdo scherzo del destino, pur disponendo dei fondi», spiega Sospiri, «non riusciamo a trovare la sabbia: impossibile prelevare quella della Madonnina, pure utilizzata per 18 anni e oggi dichiarata riserva naturale per via della presenza dei nidi dell'uccello Fratino; impossibile utilizzare quella derivante dal dragaggio del porto turistico, per assenza di un'area di decantazione del materiale; vietato ora toccare anche quella di Fosso Vallelunga, sempre per la presenza del Fratino, oltre che per l'opposizione dei balneatori della zona».
I divieti di prelievo della sabbia però sono imposti dalle norme e non dal destino, di sicuro anche in questo caso si troverà una soluzione.
Il Wwf si dice stupita per le dichiarazioni degli ultimi giorni che proponevano proprio il prelievo della sabbia nella zona della Madonnina zona in cui nidificherebbe il Fratino.
«Qualcuno vorrebbe forse che l'assessore Del Trecco e altri enti violino normative comunitarie e regionali?», si è chiesto il Wwf, «eventuali interventi che interessino tratti di spiaggia devono essere svolti nei periodi non riproduttivi/di nidificazione di questa specie e, comunque, tenendo conto che la spiaggia non è solo sabbia ma un ambiente dove vivono specie di piante ed animali sempre più rare. Il litorale è un bene della collettività che deve essere gestito non ad esclusivo vantaggio della categoria dei balneatori e in maniera ambientalmente sostenibile. Il Fratino dovrebbe quindi essere usato anche turisticamente come simbolo di una gestione corretta della spiaggia».
«La brutale verità», commenta il consigliere comunale del Pd, Enzo Del Vecchio, «è che un settore così importante per l'economia cittadina non può essere affidato ad improvvisati e casuali amministratori il cui solo merito è di aver potuto beneficiare di un bonus dalla politica senza, mal celando supponenza ed arroganza, aver ritornato a questa impegno, studio e soprattutto la capacità di assumersi le proprie responsabilità anche di fronte ad un fallimento».
Del Vecchio, considerando la situazione che si è venuta a creare chiede al sindaco Mascia di revocare la delega all'assessore Isabella Del Trecco per «l' assoluta incompetenza in tema di difesa della costa»

24/05/2010 9.31