Rifiuti e acqua, aumenti delle tariffe dietro l'angolo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Aumenti in vista per l'acqua e per i rifiuti. Giornata decisiva quella di lunedì quando l'assemblea Ato pescarese dovrà decidere se dare seguito all'indicazione del commissario Caputi.


Sui rifiuti, invece, piccolo, piccolissimo passo avanti verso il blocco del costo del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti per tutto il 2010.
E' stata infatti questa la richiesta avanzata formalmente dagli attori pubblici della provincia di Pescara nell'incontro voluto ieri mattina da Ambiente SpA, la società pubblica dei 32 Comuni della provincia di Pescara, e convocato dal dirigente del settore rifiuti della Regione Franco Gerardini.
All'incontro, oltre al presidente di Ambiente Massimo Sfamurri, ai consiglieri d'amministrazione Riccardo Padovano e Luciano Di Lodovico ed al direttore generale Amedeo D'Aurelio, erano presenti il presidente dell'associazione dei Comuni dell'area metropolitana «Unica», Giorgio D'Ambrosio, l'assessore all'ambiente del Comune di Pescara Isabella Del Trecco, il direttore generale del Comune di Pescara Stefano Ilari, Franco Recchia per la Provincia di Pescara, Mario Crivelli per Ecologica Pescarese SpA, Marco Famoso e lo stesso Gerardini per la Regione.
Nel corso dell'incontro il tavolo pubblico ha deciso di avanzare ufficialmente alla Deco SpA, gestore dell'impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) «Casoni» di Chieti, di congelare l'aumento della tariffa imposta ai Comuni per tutto il 2010.
Il management di Deco SpA, presente alla seconda parte dell'incontro, si è riservato di analizzare la richiesta e di fornire una risposta nella prossima riunione già convocata fra due settimane.
«L'aumento delle tariffe», ha sottolineato il presidente di Ambiente SpA Massimo Sfamurri, «rappresenterebbe in questo momento un costo insostenibile per la finanza locale che si scaricherebbe, con un aumento del 20 per cento nel solo 2010, sulle tariffe che pagano i cittadini e le imprese. Per questo la nostra posizione è ferma e confidiamo in una risposta positiva da parte di Deco SpA».
La battaglia, invece, è ancora tutta aperta sul fronte dell'acqua.
Lunedì l'assemblea dei sindaci dell'Ato di Pescara è chiamata a esprimersi sulla proposta di revisione tariffaria proposta dal commissario straordinario Pierluigi Caputi nominato dalla Regione.
Nei giorni scorsi Rifondazione Comunista aveva chiesto pubblicamente a tutti i sindaci di dare il proprio voto contrario e il capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri, aveva annunciato che gli esponenti del centrodestra avevano già le idee chiare e che voteranno no.
A poche ore dalla votazione esprimono perplessità anche Renato Di Nicola di Abruzzo Social Forum e Isidoro Malandra dell'associazione oltre Abruzzi
«Il Commissario Caputi», spiegano i due, «invece di accertare ed indicare le responsabilità politiche e personali di chi ha condotto il servizio idrico allo sfascio, non ha altro da proporre che l'aumento delle tariffe del 30%. Gli errori gravi compiuti da sindaci e amministratori riuniti nel partito dell'acqua ricadono sui cittadini che subiscono i disservizi e la mala gestione».
I movimenti per l'acqua pubblica dicono quindi no agli aumenti.
Il commissario Caputi nella sua relazione aveva messo in evidenza l'errata programmazione della necessità di personale che ha sottratto risorse per ridurre perdite e fare investimenti; la mancanza di investimenti che ha causato perdite economiche ed inefficienze del servizio; gli investimenti che non sono stati realizzati a causa dei costi operativi superiori a quelli previsti, un Piano d'Ambito fatto sovrastimando i consumi dove non sono stati inseriti gli investimenti e i mutui fatti dai comuni prima dell'affidamento del servizio all'Aca.
Inoltre l'Aca deve pagare anche i mutui accesi direttamente dall'Ato, cui non toccherebbe realizzare le opere.
«Nessuna regolarizzazione del sistema può avvenire», ha spiegato il revisore, «senza questo complesso procedimento di revisione che ha come risultato finale la nuova tariffa a fronte di un quadro aggiornato e sostenibile di interventi».
Insomma a pagare per gli errori fatti dovranno essere i cittadini.
Intanto proprio l'Aca ha approvato il bilancio consuntivo del 2009 con 37 voti favorevoli, 2 voti contrari (Torre de' Passeri e Torrevecchia Teatina) e 3 astenuti (Abbateggio, Chieti e Spoltore); è stato approvato anche il Bilancio di previsione 2010 con 36 voti favorevoli, 2 voti contrari (Pescosansonesco e Torrevecchia Teatina) e 2 astenuti (Abbateggio e Spoltore).
«L'Aca Spa ha chiuso l'anno 2009 per la prima volta con un bilancio positivo – ha detto il presidente Aca Ezio Di Cristoforo -, registrando un attivo di ben 600mila euro. Un bilancio che è stato approvato oggi, con largo anticipo rispetto al passato, e che prevede un taglio ai costi di ben 5.600.000 euro. Un risultato significativo, ottenuto con grande impegno, operando su varie settori quali ad esempio le spese di laboratorio analisi ridotte di 123.000 euro, gli impianti con un taglio di 943.000 euro, oppure le spese postali diminuite di 27.000 euro. Abbiamo puntato soprattutto sul potenziamento della depurazione, sulla quale abbiamo investito molto e continueremo ad investire, anche grazie al contributo di 900.000 euro ottenuto dalla Regione Abruzzo».
L'assise è poi passata alla nomina del collegio sindacale, che sarà composto con 32 voti favorevoli dal presidente Gianfranco Stromei, Alberto Cerretani e Roberto Costantini.
Per quanto riguarda, invece, la discussione sul rinnovo delle cariche e la nomina del revisore contabile tutti i soci hanno convenuto di rinviare la votazione alla prossima seduta.

22/05/2010 11.45