«Addizionale Irpef illegittima a Manoppello». C'è l’interrogazione parlamentare

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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MANOPPELLO. «L’applicazione dell’addizionale Irpef per l’anno d’imposta 2007 è illegittima», ha tuonato l’opposizione del Comune di Manoppello. Il deputato Daniele Toto (Pdl) ha preparato un’ interrogazione parlamentare sul caso.


I consiglieri comunali Fabio Argirò, Giorgio De Luca, Roberto Di Renzo e Luca De Luca hanno scritto una nota per segnalare «le gravi anomalie derivanti dalla irregolare applicazione della delibera sulla modifica dell'aliquota Irpef e delle rilevanti quanto illegittime conseguenze fiscali cui sono attualmente esposti i cittadini di Manoppello».
Il problema nasce dal fatto che il Comune con delibera del 23 aprile 2007 ha modificato l'aliquota dell'addizionale Irpef passando dallo 0,2% allo 0,635%, ma la pubblicazione della delibera sul sito del Ministero dell'Economia e Finanza è avvenuta il 29 gennaio 2008.
«La colposa tardività nella comunicazione al Ministero dell'Economia e Finanza da parte del Comune di Manoppello ha causato enormi problemi alla comunità», hanno scritto i consiglieri.
In questi giorni i cittadini, come anche i consiglieri, sono stati raggiunti dalla notizia dell'invio da parte dell'Agenzia delle Entrate di avvisi di irregolarità relativi alle dichiarazioni dei redditi presentati dai cittadini del Comune di Manoppello per il periodo d'imposta 2007 e proprio con riferimento all'addizionale comunale Irpef.
Dunque l'aumento dell'aliquota sarebbe stato applicato anche al 2007, periodo precedente alla pubblicazione della delibera.
La Corte dei Conti nell'adunanza del 31 marzo 2010, con deliberazione n. 12 del 29.4.2010 ha stabilito che «l'efficacia della deliberazione (che stabilisce l'aumento) decorre dalla data di pubblicazione nel sito informatico, non già evidentemente dalla data della delibera stessa».
Inoltre l'applicazione con efficacia retroattiva della norma è limitata al 1° gennaio dell'anno della pubblicazione stessa, anche se la data della delibera comunale è anteriore.
Quindi l'aumento dell'aliquota si dovrebbe, secondo la sentenza della Corte dei Conti, applicare solo dal 1° gennaio 2008 e non dall'aprile 2007.
Infatti «le disposizioni tributarie non hanno carattere retroattivo», hanno sottolineato i consiglieri, «un principio costituzionalmente riconosciuto e sancito dalla legge».
Gli esponenti dell'opposizione considerano il comportamento dell'amministrazione «una condotta colposamente noncurante» che «pure a fronte dell'illegittimo, ingiusto ed ingiustificabile ricevimento di avvisi di irregolarità da parte di ignari cittadini del Comune di Manoppello non ha posto (o non ha ritenuto di dover porre) rimedi di alcun genere lasciando così i propri amministrati in uno stato di incolpevole ignoranza».
I consiglieri intravedono nel caso «un abuso di posizione dominante che spesso non si può vincere» perché solitamente i cittadini non riescono economicamente a far fronte ai lunghi e dispendiosi contenziosi giudiziali. Si tratta di somme piccole che si preferisce pagare in quanto normalmente molto più basse delle spese di attivazione del contenzioso.
«Questa situazione va con forza combattuta», si legge nella nota inviata al sindaco di Manoppello, Gennaro Matarrazzo, al responsabile del settore finanziario del Comune, al Collegio dei Revisori del Comune, alla Corte dei Conti (Sez. L'Aquila), all' Agenzia delle Entrate ed al Ministro dell'Economia e delle Finanza, Giulio Tremonti.
Intanto l'onorevole Daniele Toto (Pdl) ha già predisposto un'interrogazione parlamentare a riguardo.
L'opposizione cittadina, infine, ha annunciato la richiesta di un Consiglio Comunale straordinario ed urgente per trattare il tema, nel frattempo però ha invitato il revisore dei conti «a diffidare l'amministrazione da eventuali immediati accantonamenti di risorse indebitamente contabilizzate nel relativo bilancio, al fine di evitare gravi squilibri».

m.r. 22/05/2010 10.50