Provincia Pescara, sulla discarica di Bussi «fatto quanto di nostra competenza»

Alessandro Biancardi

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Provincia Pescara, sulla discarica di Bussi «fatto quanto di nostra competenza»
PESCARA. Discarica di Bussi e stabilizzazione dei precari impiegati presso l’amministrazione provinciale: sono stati questi i punti più dibattuti nel corso del Consiglio provinciale di giovedì. * PRECARI PESCARA: NO ALLA STABILIZZAZIONE
Entrambi gli argomenti sono scaturiti da un'interrogazione e da una mozione presentate da Antonella Allegrino (IdV) alla presenza di un nutrito pubblico composto da rappresentanti delle associazioni ambientaliste e da una parte dei lavoratori precari dell'Ente.
Per quanto riguarda l'interrogazione sulla discarica di Bussi, nella quale la Allegrino chiedeva di conoscere quali azioni sono state svolte e quali saranno attuate dall'amministrazione per la messa in sicurezza e la bonifica del sito, ha risposto l'assessore provinciale all'Ambiente Mario Lattanzio. Quest'ultimo ha ribadito che, come scritto nel decreto del Ministero dell'Ambiente «la Montedison si è fatta carico già dal dicembre 2009 del progetto di messa in sicurezza del sito del Comune di Bussi sul Tirino, rendendosi disponibile a coprire i costi».
Relativamente alle aree di competenza Solvay Solexis, si è preso atto della documentazione trasmessa dalla società, dalla quale è emerso che il sito è «pesantemente contaminato».
Nel rispondere alla segnalazione dei rischi per le persone che si recano nell'area contaminata per effettuare pic-nic e per la pesca, in assenza di qualsiasi segnale di divieto, l'assessore ha precisato che «il calendario ittico approvato dalla regione Abruzzo prevede, per i siti SIN, la pesca no-kill, ovvero che il pesce pescato venga rigettato in acqua».
«Tuttavia - ha concluso - pur non essendo una nostra competenza specifica, stiamo cercando di intervenire sul ministero dell'Ambiente affinché provveda al più presto a far effettuare la bonifica dell'intero sito».
«Rispetto il ruolo dell'assessore all'Ambiente, ma non sono per nulla soddisfatta della risposta data», ha poi replicato Allegrino. «Non mi soddisfa la sua risposta perché è basata esclusivamente sulle competenze tecniche e prestabilite della Provincia, che non prevedono un'azione diretta dell'Ente nell' effettuare la messa in sicurezza del sito contaminato di Bussi».
Allegrino ha già annunciato che chiederà che la questione torni in Commissione Ambiente e che venga affrontata approfonditamente in un Consiglio straordinario dedicato.

Insoddisfatte delle risposte arrivate anche le associazioni Italia Nostra, Marevivo, Ecoistituto Abruzzo e Mila donnambiente: «secondo l'assessore aver seguito la questione ed essersi costituiti parte civile al processo, basta e avanza, perché le competenze sono di altri. Chiedere i danni nel processo esaurisce – quindi- il compito di un'amministrazione provinciale? Far condannare, eventualmente, i responsabili del passato, punto e basta».
«Ma l'Amministrazione amministra o no i cittadini della provincia?», si chiedono le associazioni. «E se questi sono bombardati da sostanze clorurate persistenti da oltre 40 anni, ha ciò qualche interesse per un'amministrazione pubblica, di qualsiasi natura?».
22/05/2010 9.32
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PRECARI PESCARA: NO ALLA STABILIZZAZIONE

PESCARA. E' stata respinta (13 voti favorevoli e 9 contrari) la mozione sul problema della stabilizzazione dei 66 lavoratori precari della Provincia, nella quale si chiedeva all'assemblea di votare un atto indirizzo che impegnava la Giunta a dare risposte certe e immediate sul destino dei lavoratori, valutando la professionalizzazione dopo anni di lavoro presso l'Ente, e rivedendo il piano dei fabbisogno del personale per il prossimo triennio.
Dopo un'ampia discussione, è intervenuto il presidente Guerino Testa, che ha fatto il punto su quanto sta facendo l'attuale amministrazione, che ha costituito un tavolo tecnico composto da dirigenti e assessori, per risolvere quello che è «un problema molto complesso, al quale Giunta e i dirigenti stanno dedicando tempo ed attenzione».
Il percorso per la stabilizzazione, definito dalla precedente amministrazione provinciale – ha spiegato il presidente della Provincia - presupponeva che dalla regione Abruzzo venissero trasferite somme per la formazione professionale indiretta, che poi non sono state erogate, e prevedeva il pensionamento di almeno 13 dipendenti, che avrebbero procurato un risparmio per l'ente di 365.000 euro.
«In realtà», ha detto Testa, «nel corso del 2010 sono state fatte solo otto domande di pensionamento, con un risparmio ben più limitato (210.000 euro). La copertura finanziaria prevista da una delibera del 2009 della giunta allora guidata da De Dominicis, dunque, è inferiore di una somma pari a 300.000 euro. A ciò si aggiunge una forte diminuzione delle entrate e un livello notevole di indebitamento dell'amministrazione in rapporto alle entrate: problemi che si aggiungono a quelli di carattere organizzativo e gestionale, che impongono un ripensamento sulle professionalità da impiegare nell'ente, considerato che oggi mancano alcune figure tecniche (ingegneri, geometri, geologi ecc.) per le quali non è possibile una riconversione del personale oggi a tempo determinato».
Per la consigliera Allegrino « si è consumato un atto di gravissima irresponsabilità da parte del
presidente Testa e della sua maggioranza in Consiglio Provinciale».
«Tutto questo dimostra – continua l'Allegrino - insensibilità dal punto di vista sociale, incapacità amministrativa ed inconsapevolezza di eventuali rischi economici a cui l'ente potrebbe andare incontro, considerato che molti precari si stanno già muovendo per vedere rispettato l'accordo sindacale del 2007. Se le cose dovessero prendere questa piega, oltre a vedere bloccati, dal
prossimo mese di settembre, servizi essenziali come i centri per l'impiego, la Provincia rischierebbe di dover affrontare eventuali vertenze di lavoro che potrebbero portare a dover sostenere costi insostenibili».

22/05/2010 9.32

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