Inchiesta Asl, avvocato Piscitelli: «troppe ombre non chiarite»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Restano sottoposti ancora a misure cautelari due degli indagati principali dell’inchiesta sui lavori del Materno infantile dell’ospedale di Pescara.
Sono ancora ai domiciliari dopo il rigetto del tribunale del riesame sull'istanza dei difensori, Giacomo Piscitelli, direttore dei lavori, e Franco D'Intino, dirigente di struttura semplice presso la Asl accusati a vario titolo di corruzione, truffa e falso.
L'avvocato Loredana Di Giovanni, difensore di Piscitelli contesta la decisione del riesame e giudica il rigetto della richiesta di revoca della misura «difficilmente comprensibile», poiché per l'avvocato «non sussistono più i presupposti di possibilità di reiterazione del reato e di inquinamento delle indagini».
Infatti la perizia di variante dei lavori è stata annullata ed il pm Gennaro Varone ha già chiuso le indagini qualche giorno fa.
Resta in piedi, invece, un troncone di indagine che riguarda il manager Claudio D'Amario la cui posizione è stata stralciata, accusato di falso, e non si esclude che il Riesame abbia tenuto conto anche di questo.
Non risparmia critiche all'impianto accusatorio l'avvocato Di Giovanni, indagini , sostiene il legale difensore, frutto di interpretazioni distorte delle intercettazioni, in molti casi anche decontestualizzate. Sta di fatto che i vari ricorsi hanno tutti confermato la regolarità delle accuse e la sufficienza delle prove raccolte. Tra le altre cose al principale indagato (D'Intino) è stato sequestrato un conto con oltre 800mila euro che la procura ipotizza essere ricavi illeciti.
«Nella indagine», spiega l'avvocato, «non si contesta al Piscitelli di aver ricavato benefici indebiti, né che i lavori non siano stati eseguiti, ma si sostiene che l'Ati (e non lui, evidentemente) abbia fatto favori per ottenere, con l'approvazione della perizia di variante, l'aumento dell'importo complessivo delle opere».
Anche le cifre sarebbero molto diverse secondo il difensore: «l'importo non è triplicato, ma è aumentato del 95% (da 2.900.000,00 a 5.700.000,00 ), e le opere aggiuntive sono state richieste dal fatto che il progetto originario, datato 2003/2005, al momento dell'appalto (2007) era già vecchio, essendo intervenute normative europee sul risparmio energetico, sui gas medicali e sulla sicurezza degli edifici molto più restrittive di quelle precedenti. In assenza, l'edificio non sarebbe mai stato collaudabile (con quale perdita economica, è facile immaginare)».
L'accusa più pesante il legale la lancia indirizzandola precisamente verso il terzo piano della procura: «restano fuori dalle indagini», dice Di Giovanni, «i promotori ed autori della perizia di variante contestata, con i loro sponsor, malgrado siano agli atti sin dall'inizio elementi per dare impulso quanto meno ad un'indagine anche nei loro confronti. E mi chiedo se si indaghi anche nei confronti di coloro che hanno deciso l'annullamento della perizia di variante con una delibera definita di “autotutela”, ma che arreca danni gravissimi alla collettività».
Un danno che consisterebbe nella perdita dei finanziamenti e la necessità di predisporre un progetto ex novo, ma anche la chiusura a tempo indeterminato del Materno Infantile, in un Ospedale dove le nascite sono nell'ordine di 2.500 l'anno ed i posti letto nel reparto che attualmente ospita le gestanti, privo dei requisiti igienici e di sicurezza sanitaria, non sono superiori a 30.

22/05/2010 8.58

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=INCHIESTA+SU+APPALTO+ALLA+ASL+DI+PESCARA&mid=6&action=showall&andor=exact] * TUTTO SULL'INCHIESTA DEL MATERNO INFANTILE DI PESCARA[/url]

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