Ripascimenti, balneatori in allarme: «tutto fermo, stagione a rischio»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il tempo non smorza il malumore dei balneatori sul problema dell’erosione nel tratto di spiaggia tra Pescara e Francavilla. Dopo gli annunci della fine dei lavori di ripascimento per 21 milioni di euro i problemi non sono risolti del tutto.


Così nei giorni scorsi la Fiba aveva chiesto un intervento urgente in quel tratto di spieggia aggredito dall'ultima mareggiata, meno di una settimana fa.
La sorpresa però è arrivata dalla Regione.
«Questo servizio non è a conoscenza di futuri lavori da effettuare a Pescara sud».
A dieci giorni dal termine ultimo per i lavori di ripascimento, un fax delle Opere marittime della Regione Abruzzo mette in allarme i balneatori pescaresi alle prese con enormi ritardi negli interventi di tutela della costa e con un litorale estremamente ridotto dalle mareggiate e dal mancato ripascimento.
A seguito di una specifica richiesta di Fiba-Confesercenti, l'ufficio della Regione Abruzzo, a firma dei dirigenti del Genio civile, ha risposto con queste parole: «In risposta alla nota fax del 6 maggio 2010 di codesta associazione circa gli ipotetici lavori di ripascimento da effettuare nella zona del litorale sud di Pescara, per altro appresi dagli organi di stampa, si comunica che questo Servizio al momento non ha autorizzato alcun intervento e non è a conoscenza di futuri lavori da effettuare nella suddetta zona».
«Dopo nove mesi di nostre continue richieste e dopo continue rassicurazioni da parte del Comune, apprendiamo quello che temevamo: invece il Comune non ha neppure avviato le procedure presso la Regione» rileva la direzione di Fiba-Confesercenti, «e questo getta nel panico le imprese di Pescara sud perché non solo evidenzia un reale rischio che le concessioni debbano fare a meno del ripascimento, ma mette anche in luce un corto circuito nelle informazioni: il Comune ha più volte tranquillizzato, ma a dieci giorni dal termine ultimo imposto dall'ordinanza balneare per il ripascimento, emerge che non ha neppure informato la Regione».
Anche alla luce di questo corto circuito Fiba-Confesercenti ha preso in mano la situazione e, assieme agli operatori di Pescara sud, ha anticipato le lentezze del Comune: ieri i rappresentanti di Cconfesercenti hanno effettuato un sopralluogo con il Wwf nell'arenile della Madonnina per verificare la presenza di una specie protetta di volatile, il fratino, la cui nidificazione impedirebbe di prelevare la sabbia.
Oggi sono stati avviati dei contatti formali con il Comune e la Capitaneria di Porto di Ortona per verificare la possibilità di prelevare sabbia da quel territorio.
«Ma ora il Comune spieghi cosa sta succedendo» chiede Fiba-Confesercenti, «perché ha lanciato messaggi rassicuranti se invece tutto è assolutamente fermo. E soprattutto dica se ha intenzione o meno di effettuare il ripascimento».
«Ancora una volta, infervorata in una sterile polemica, la Fiba-Confesercenti appare chiaramente distratta dalla realtà quotidiana», ha affermato l'assessore Del Trecco, «Evidentemente la Fiba-Confesercenti non era presente quando la Direzione Marittima ci ha ufficializzato, con il Wwf, l'impossibilità di prelevare sabbia dalla Madonnina in quanto area protetta per la presenza del nido dell'uccello Fratino, sabbia tra l'altro utilizzata per 18 anni, compreso lo scorso anno, senza alcun problema, salvo il nuovo divieto entrato in vigore nel 2010. Volevamo utilizzare la sabbia ricavata dal dragaggio del porto turistico, ma non disponiamo di un'area di stoccaggio in cui lasciar decantare quel materiale per pochi giorni per consentire la scomparsa dei colibatteri, facendo dunque tramontare anche tale ipotesi nel corso di riunioni in cui è sempre stato presente il concessionario Sandro Lemme, iscritto della Fiba-Confesercenti».

21/05/2010 8.46