Marrucino, bagarre anche tra musicisti: «siamo noi la vera orchestra»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Una lettera consegnata nei giorni scorsi al sindaco Di Primio con una serie di richieste: rinnovamento del Teatro, nuovo direttore artistico e nuovo direttore dell’orchestra.


Ma oggi un'altra parte di orchestrali, 32 per la precisione, assicura: «quella non è l'orchestra del Marrucino».
Perchè in effetti a firmare la lettera era stata l'associazione di promozione sociale S. Ferdinando: «i suoi componenti», dicono oggi i musicisti adirati, «fanno un uso strumentale ed improprio del nome “Orchestra del Teatro Marrucino”. Tale orchestra nel marzo 2008 fu disciolta per volontà della giunta comunale di allora che, affidò senza gara d'appalto la gestione del Teatro e dei lavoratori ad una associazione che è divenuta, epurata dai lavoratori non graditi alla sinistra, l'associazione San Ferdinando. Questa è una associazione privata che nulla ha a che vedere con l'ex orchestra del Teatro Marrucino se non per la presenza di uno sparuto numero di ex componenti».
E quelle avanzate al sindaco sono quindi le richieste «solo di un gruppo di musicisti». «Improvvisamente, dopo le elezioni perse dai loro sponsor politici, questi “professori” si sono risvegliati battezzandosi (motu proprio) Orchestra del Teatro Marrucino» e con la missiva al primo cittadino «esprimono un parere personale non richiesto».
I musicisti spiegano che l'associazione San Ferdinando si sarebbe «impossessata» del Teatro e speso «più di 600 mila euro per la realizzazione di una sola produzione operistica, mentre il "passato" che guarda caso cosí fortemente temono, con meno del doppio produceva l'intera stagione fatta di 4 o 5 produzioni operistiche, più di 8 concerti sinfonici e 10-12 concerti da camera, compreso il costo del personale».
Adesso i musicisti chiedono come mai l'associazione San Ferdinando, «facendo il nome del Maestro Renzetti, leader della produzione da 600.000 Euro, e dell'ignaro Maestro Renzi (quest'ultimo, raggiunto in Albania dove si trova per lavoro, non ne sapeva nulla di questa vicenda) ha scaricato il proprio paladino; il direttore artistico scaduto Gabriele di Iorio? Forse per il fatto che questi ha percepito per la solita unica produzione la bellezza di quasi 32 mila euro?»
L'orchestra del Teatro Marrucino, «quella vera», come si definiscono oggi, « era nata come Orchestra giovanile, per il bene della città e del Teatro ed è bene che torni, quando le risorse lo permetteranno, ad essere tale, fucina per giovani talenti e non un carrozzone per ex giovani ormai attempati, non disoccupati ma con tanto di doppio lavoro. Noi, i veri disoccupati del Marrucino siamo stanchi. Ora basta».

21/05/2010 8.25

LA REPLICA DEL MAESTRO DI IORIO

Replica a stretto giro del maestro Gabriele Di Iorio, direttore artistico del Teatro Marrucino.
«Non sono precise le notizie personali riportate sul mio conto dai 32 orchestrali del Teatro», dice il maestro, «liberissimi di contestare chicchessia, ma con dati precisi. Il primo errore è sul fatto che sarei scaduto: sono ancora regolarmente in carica, fino a nuova decisione. I 600 mila euro per la produzione di parte della stagione 2009 teatrale prevedono 3 opere liriche, 5 concerti sinfonici, 1 di Pasqua, 2 Balletti con orchestra, più la registrazione di un Cd e di un Dvd a costo zero. Il tutto con il bilancio a pareggio. Le vecchie produzioni costavano meno? Forse, ma bisognerebbe vedere di quanto sforavano e quindi conoscere il costo effettivo. I 32 mila euro che mi vengono attribuiti come compenso per una produzione, in realtà sono i 31 mila euro lordi, e cioè circa 16 mila netti, di stipendio annuale. Il mio predecessore di netti ne prendeva 50 mila».

21/05/2010 13.40