Lsu, la denuncia del Pd: «dalla Regione norme per mandarli a casa»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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TERAMO. La Regione annuncia finanziamenti per la proroga degli Lsu in mobilità ma poi detta una norma che costringe gli enti a rimandarli a casa.


Sono tanti. Sono quelli che le Aziende hanno mandato in mobilità, ma che sono stati utilizzati in attività socialmente utili dalle Amministrazioni pubbliche.
Sono quelli che un accordo degli ultimi giorni del Cicas, ovvero il “Comitato di Intervento per le crisi aziendali e di settore” della Regione Abruzzo, rischia di penalizzare.
Questi lavoratori, pagati all'incirca 800 euro dall'INPS per 20 ore alla settimana, se vengono utilizzati dall'Amministrazione Pubblica per un orario superiore, fino a un massimo di 36 ore settimanali, devono vedere integrato il loro stipendio. La cifra eccedente, in questo caso, è a carico dell'Ente presso cui prestano la loro opera.
Ma proprio qui ci sarebbe la ''magagna'': «l'accordo in questione», spiegano dalla segreteria provinciale del Pd, «prevede che la proroga di mobilità annunciata possa essere rinnovata ai lavoratori, solo se gli Enti Locali che li ospitano, integrano il loro orario al massimo consentito».
Ma se gli Enti hanno i bilanci bloccati e non possono spendere per il personale nulla più di quanto già non facciano?
«E se l'utilizzo dei lavori socialmente utili doveva essere uno strumento di politica attiva del lavoro, di qualificazione professionale e di creazione di nuovi posti di lavoro», si domanda Robert Verrocchio dal Partito Democratico, «come si concilia adesso questa scelta della Regione di “scaricare” sui Comuni la responsabilità di mandare a casa tanti lavoratori, scegliendo – non si capisce in base a quale parametro – di integrare l'orario ad uno piuttosto che a un altro?».
«Comprendo e condivido la necessità di rendere più dignitoso l'impiego dei lavoratori Lsu negli enti locali», continua Verrocchio, «ma alla luce delle ultime direttive dell'assessore Gatti, vi saranno lavoratori di seria A che potranno beneficiare ancora per diversi mesi di un rapporto di lavoro a tempo pieno a 36 ore, e lavoratori di serie B che lavoreranno a zero ore settimanali e che perderanno addirittura anche la retribuzione minima prevista dalla mobilità».
Il Pd invita quindi la Regione a rivedere l'accordo «secondo criteri meno restrittivi e meno discriminanti», per consentire agli Enti Locali di continuare ad usufruire degli Lsu.

20/05/2010 16.35