Inchieste: De Santis tra G8 e Mare-Monti. Balducci: «così avvenne la sua nomina»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Nomine di comodo, anche quando non c'erano i requisiti, per posizionare gli uomini fidati nei posti chiave. A raccontare come è stato inserito nel 'sistema' Fabio De Santis, già arrestato a Firenze nell'ambito dell'inchiesta sul G8 della Maddalena e indagato nell'inchiesta pescarese della Mare-Monti, è stato Angelo Balducci davanti agli inquirenti.
Il coordinatore Pdl, Denis Verdini, anche lui indagato dalla procura di Firenze per il reato di concorso in corruzione nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti della Protezione Civile, ha detto nelle scorse settimane di aver fatto il nome di Fabio De Santis per la nomina a provveditore delle opere pubbliche per Toscana, Umbria e Marche, in maniera «disinteressata».
Ma secondo l'accusa, la nomina sarebbe stata in realtà funzionale agli interessi della Btp, di Riccardo Fusi (che fa parte del ''Consorzio Federico II che otterrà appalti anche per la ricostruzione a L'Aquila), per rientrare nell'appalto per la scuola Marescialli di Firenze, perso per un contenzioso amministrativo.
Ma De Santis risulta indagato anche nella più recente inchiesta pescarese diretta dal pm [url=http://www.primadanoi.it/notizie/26079-Corruzione-arrestato-progettista-Mare-Monti-Indagati-i-Toto-e-D-Alfonso]Gennaro Varone sulla Mare-Monti[/url] - l'arteria stradale che avrebbe dovuto collegare Pescara con l'area vestina - che nelle scorse settimane ha portato all'arresto del progettista Carlo Strassil (accusato di corruzione) poi scarcerato (il pm si era opposto) perchè non sussistono più le esigenze di misura cautelare.
In questa seconda inchiesta (di cui a livello nazionale non si parla ancora) De Santis è coinvolto in quanto all'epoca era funzionario Anas ed aveva ricoperto l'incarico di Coordinamento e progettazione Mare-monti.
Secondo la procura di Pescara il funzionario avrebbe dato pareri di congruità su spese gonfiate, firmando documenti per il via libera dei compensi.
In realtà, sostiene sempre l'accusa, i documenti erano preparati dall'ingegner Strassil e De Sanctis firmava «acriticamente» quei compensi giudicati «indebiti» perchè gravemente sproporzionati.
Tra De Sanctis e Strassil sono emersi plurimi rapporti anche nell'ambito delle iniziative riguardanti il G8 dove il primo nella qualità di Provveditore alle opere pubbliche di Toscana e Umbria, nonchè soggetto attuatore, ha conferito al secondo, con scelta diretta, altri importanti incarichi.
Si intravede sullo sfondo quella “cricca” disegnata dall'inchiesta sulla Protezione civile e che pare avere propaggini anche in Abruzzo.
Sempre De Sanctis ha firmato una relazione presentata dall'impresa Toto che ha poi condotto alla soluzione («fintamente transattiva», scrive il gip di Pescara) ed al riconoscimento dell'importo di1,7 milioni pagati dall'Anas alla impresa dei Toto.
Insomma un uomo di fiducia su cui contare senza fare troppe pressioni.
Una conferma che arriva in parte anche da Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio Superiore dei lavori Pubblici, che agli inquirenti che indagano sul filone dei grandi appalti ha spiegato come avvenivano le nomine.
Nomine più o meno concertate e blindate tra politici e imprenditori che riuscivano ad avere il lascia passare dal Ministero anche se mancavano requisiti fondamentali.
Bastava parlarne tra i diretti interessati, poi informare il ministro competente che magicamente dava l'ok.
E la super macchina si metteva in movimento.
Quando infatti il coordinatore del Pdl Denis Verdini parlò con Angelo Balducci, Riccardo Fusi, l'onorevole Girlanda e Fabio De Santis della nomina di quest'ultimo a provveditore delle Opere Pubbliche in Toscana, l'esponente del governo sottolineò che ne avrebbe parlato con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.
E dopo qualche giorno arrivò, puntuale, da parte del ministro la nomina di De Santis.
A ricostruire la vicenda è lo stesso Balducci nell'interrogatorio dell'8 marzo scorso davanti al gip in relazione all'ordinanza di custodia cautelare sulla scuola dei Marescialli a Firenze.
L'incontro avvenne in un ristorante di Roma, dopo l'insediamento del governo Berlusconi.
Quella fu la seconda volta che Balducci vide Verdini.
«Si parlava degli assetti, del nuovo governo - mette a verbale - e Verdini disse ''è impossibile che a Firenze ci sia un Provveditore che è inaccettabile sotto tutti i punti di vista". A quel punto intervenne Fusi che disse "ma Denis, perché non ci mandiamo De Santis a Firenze?". "Naturalmente - prosegue Balducci - Verdini rimase un attimino, diciamo, una proposta così diretta non sapendo se c'erano le condizioni, non sapendo le cose". Ma all'insistenza di Fusi, il coordinatore del Pdl rispose: "va bene, ma tanto è inutile, ne parlo con Matteoli perché la nomina è del ministro"».
Quando uscirono dal ristorante Verdini si rivolse poi a Balducci, riferisce quest'ultimo agli inquirenti, «chiedendogli "che ne pensi di questa cosa?". "Io - dice al Gip l'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici - gli dissi guarda che bisogna fare molta attenzione perché De Santis non è Dirigente". A quel punto Verdini si limitò a dire "ne parlo con Matteoli"».
Dopo qualche giorno a Balducci arrivò una telefonata: «era il capo di Gabinetto (delle Infrastrutture, ndr) Iafolla e mi dice: 'senti, c'é il ministro che vuole nominare De Santis, che ne pensi?"».

Alessandra Lotti 20/05/2010 11.06

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