Bufera sul centro nascite di Chieti che non chiude o forse…

Alessandro Biancardi

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Bufera sul centro nascite di Chieti che non chiude o forse…
CHIETI. «Se il presidente Chiodi ha smentito la notizia del trasferimento del punto nascita di Chieti, vuol dire che un primo risultato lo abbiamo ottenuto». Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio sorride alla notizia del comunicato regionale che definisce «destituita di ogni fondamento» la chiusura di Chieti.
Come preannunciato la notizia dello spostamento del punto nascite di Chieti ad Ortona ha sollevato una serie di reazioni. Molte. Poche invece sono state le spiegazioni.
Stamattina infatti una sventagliata di comunicati stampa hanno «destituito di fondamento» la notizia. Il primo è stato quello del presidente Chiodi che sembrava bollare una notizia falsa e basta. Poi si è precipitato l'assessore alla sanità Venturoni «è assurdo solo pensare di cancellare il punto nascite dell'ospedale di Chieti».
«Il nostro obiettivo», ha specificato, «è quello di potenziare i grandi ospedali attraverso provvedimenti finalizzati al duplice obiettivo di ridurre e razionalizzare le spese ed assicurare agli abruzzesi una elevata qualità del servizio. Per Ortona, invece, pensiamo ad un polo di eccellenza per patologie femminili».
Sulla linea delle «fantasie perverse» si è mosso, invece, il manager della Asl unica chietina Zavattaro.
«Non capisco come si possano alimentare allarmismi e polemiche su fatti che non esistono», dice il direttore generale, «perche' questa eventualita' non rientra nei programmi aziendali, ne' e' stata mai ipotizzata. Credo percio' sia legittimo sospettare che si tratti di notizie false tirate fuori intenzionalmente per provare a destabilizzare una Direzione che realmente vuole cambiare le cose, e che sta lavorando per costruire nel territorio della provincia di Chieti un sistema della salute moderno ed efficiente. Ritengo comunque doveroso rassicurare i cittadini».
In effetti sarebbe utile capire come nascono certe notizie soprattutto se confermate da un sindaco dello stesso schieramento del governo regionale.
«Io la lettera al manager Asl che avevo preannunciato la scrivo comunque», ha aggiunto Di Primio, «un fatto è certo: se anche fossero solo “rumors” io ho il dovere di essere vigile e di difendere l'ospedale di Chieti. Se proprio si volesse sottilizzare, è esagerato dire che ho ricevuto conferme ufficiali della chiusura, ma prima di incontrare la delegazione dell'Ostetricia che mi ha posto il problema, ho cercato di conoscere lo stato dell'arte del problema. Di qui il mio allarme e la condivisione dei timori di quei medici e di quegli infermieri che sono venuti da me».
Tanto rumore per nulla?
Oggi c'è stato il fuoco di sbarramento ad alzo zero per negare che è in programma un ridimensionamento dell'Ospedale di Chieti.
Un progetto che tra l'altro è stato comunicato ufficialmente ai sindaci della Asl quando un paio di mesi fa proprio il manager Zavattaro ha comunicato lo schema: tre ospedali generalisti (Chieti, Lanciano, Vasto), due specialistici (Ortona, con il Centro Donna e Atessa), Guardiagrele, Gissi e Casoli non più per acuti.
Addirittura le schede furono consegnati ai sindaci ed il progetto è andato avanti. Quando PrimaDaNoi.it ha raccolto le voci e le preoccupazioni degli addetti ai lavori, come sempre ha scritto la notizia solo dopo averla verificata.
Ed oltre il sindaco hanno confermato due primari del SS. Annunziata.
Dice il senatore Angelo Orlando: «Dov'è lo scoop del trasferimento? E' già tutto scritto. Non giochiamo a rimpiattino».
Rincara la dose il senatore Alfonso Mascitelli: «Il sindaco Di Primio è stato onesto ed ha fatto benissimo a dire che si strapperà le vesti per difendere l'Ostetricia di Chieti, ma io sono arrivato dieci giorni prima di lui. Il 7 maggio scorso un mio comunicato su questo pericolo di chiusura del Punto nascita è stato accolto con un silenzio assordante di tutto il centrodestra».
Ecco cosa scriveva Mascitelli: «dopo l'annuncio estemporaneo del ministro Fazio sulla chiusura degli ospedali abruzzesi che sarebbero ridotti a nove, ora è la volta dei centri di eccellenza come il punto nascita del presidio ospedaliero di Chieti che verrebbe trasferito ad Ortona».
E continuava: «se fosse vero, sarebbe la dimostrazione che la riorganizzazione ospedaliera avrebbe come criterio solo quello del risparmio e non quello della conoscenza dei problemi sanitari veri».
Una mente perversa anche quella del senatore?
E dei primari in allarme?
Intanto si è aggiunta anche una interrogazione di Liberato Aceto che cerca di sondare «quali azioni politiche e/o amministrative il sindaco voglia assumere in merito alla decisione ormai già presa dall'attuale dirigenza della Asl Lanciano-Vasto-Chieti di trasferire il Punto Nascita di Chieti al Presidio Ospedaliero di Ortona e se non sia il caso di intervenire presso l'attuale Governo della nostra Regione per evitare alla città di Chieti di subire un vero e proprio furto che danneggerà non solo la sua immagine ma quella di tutta la sanità teatina mettendo in pericolo la vita di tanti nati prematuri(solo nel 2009 sono stati qualche centinaio) che non potranno avvalersi della necessaria assistenza peraltro già assicurata da strutture consolidate nel Policlinico della nostra città».
Smentire va bene, negare anche se tanti hanno capito il contrario.
Ma per fare chiarezza serviva spiegare per far conoscere concretamente e dettagliatamente quale sarà il livello di assistenza di Ostetricia, Pediatria e Neonatologia di Chieti. Sono i fatti che smentiscono le notizie «destituite di ogni fondamento», non i comunicati.

Sebastiano Calella 19/05/2010 15.56

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