Servizi sociali, bando sembra descrivere la coop dell’operazione "Vestina"

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un bando come tanti ma con prescrizioni talmente precise e specifiche da fare una sorta di identikit di un soggetto specifico.



PESCARA. Un bando come tanti ma con prescrizioni talmente precise e specifiche da fare una sorta di identikit di un soggetto specifico.


A descrivere l'ennesimo bando contestato che sembrerebbe tagliato su misura è Rifondazione comunista che stamane in una conferenza stampa ha illustrato nei particolari tutte le perplessità che sono poi state girate al sindaco Mascia.
Il prossimo 21 maggio scade il bando di gara pubblicato dal Comune di Pescara per la gestione del servizio di Assistenza Scolastica Specialistica per alunni disabili, servizio finora affidato alla cooperativa Agorà in Ati con altra cooperativa.
La cooperativa Agorà è la stessa finita nell'occhio del ciclone della procura di Pescara e che nella operazione “Vestina” ha portato all'arresto di alcuni amministratori pubblici e di una trentina di indagati per appalti aggiustati, sospetta corruzione e clientele.
Nell'ipotesi accusatoria formulata dal pm Gennaro Varone la cooperativa Agorà avrebbe fornito «posti di lavoro» assumendo persone su indicazione di amministratori pubblici.
«Da un lato l'imprenditore privato favorito nel conseguimento di appalti per la gestione del sociale nell'area Vestina, dall'altro politici e personaggi con cariche istituzionali che vedono ricompensati le agevolazioni con l'impiego di soggetti politicamente loro vicini», questo il sistema che sarebbe stato messo in atto e tuttora al vaglio degli inquirenti.
«Non vogliamo fare alcuna illazione né esprimere frettolosi giudizi su vicende oggetto ancora di indagine dell'autorità giudiziaria», ha precisato subito il consigliere comunale Maurizio Acerbo, «è evidente che trattasi di un settore sul quale è doverosa la massima vigilanza. Ma sono molte le incongruenze e le stranezze».
La cooperativa Agorà gestisce già da un anno e mezzo anche il servizio di assistenza domiciliare per la zona di Pescara.
Dalla lettura della documentazione l'idea di Rifondazione è quella che «sembra possa prefigurare, agli occhi di un profano, la scelta del contraente».

LE CARATTERISTICHE DELLA COOP CHE SI CERCA COL BANDO

Il fatturato minimo per la partecipazione alla gara per esempio è «insolitamente alto, anche rispetto alla possibilità di aggregarsi in raggruppamenti temporanei di imprese».
Tra i requisiti indispensabili, pena l'esclusione, le cooperative che concorrono devono dichiarare «di aver svolto nel servizio specifico oggetto della gara (assistenza scolastica specialistica nelle scuole materne, dell'obbligo e superiori) nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando di gara (2007-2008-2009) per un importo complessivo almeno pari a quello posto a base di gara…» che nel bando è fissato in € 4.498.909,50.
«Tale requisito», ha spiegato Acerbo, «appare favorevole per chi già ha gestito il servizio oggetto di gara mentre rischia di escludere la quasi totalità delle cooperative abruzzesi (Pescara è la città più popolosa della Regione e quindi difficilmente qualcuno ha potuto gestire un servizio equiparabile sul piano quantitativo).
In una risposta a un quesito pubblicata sul sito del Comune di Pescara si chiarisce ulteriormente che «poiché la richiesta del disciplinare di aver svolto attività nel servizio specifico oggetto della gara risponde alla necessità di verifica delle capacità tecniche e professionali dei concorrenti non può che far riferimento al servizio di assistenza scolastica specialistica per l'autonomia e la comunicazione. Pertanto, non sono ammissibili servizi diversi anche se svolti in favore dei disabili».
Dunque secondo Rifondazione i servizi “identici” resi in altri ambiti, che si chiamano "Assistenza scolastica qualificata" o "Assistenza scolastica educativa" potrebbero non concorrere alla somma delle capacità tecnico-organizzative.

Anche i requisiti richiesti per il personale «rischiano di apparire strumentali alla blindatura del bando» per una serie di ragioni che andrebbero approfondite o almeno chiarite dalla giunta comunale.
Le cooperative che concorrono devono dichiarare, pena l'esclusione, «di avere un organico di almeno 30 operatori inquadrati al 5° e 6° livello, che hanno svolto, almeno per un anno scolastico negli ultimi due anni antecedenti la data di pubblicazione del bando, servizio di assistenza scolastica specialistica con profilo professionale di educatore e titolo di studio di Laurea breve o specialistica in Scienze dell'Educazione, Psicologia, Scienze Sociali o comunque con profili professionali e titoli equiparati…”(dal Disciplinare)».
«Tale requisito però», spiega Acerbo, «appare poco suscettibile di fornire indicazioni sulla qualità di erogazione del servizio che eventuali partecipanti alla gara potranno fornire all'amministrazione perché il vincitore è tenuto a riassumere il personale già operante nel servizio».
«Appare stravagante, almeno a un profano, che venga richiesto il livello contrattuale di personale che comunque non dovrebbe essere coinvolto nell'appalto e quindi non si evince quale garanzia di qualità del servizio ne ricavi l'amministrazione comunale»
Acerbo ha poi chiesto formalmente alla giunta di approfondire questi aspetti.
Nella interrogazione Acerbo richiede inoltre di sapere anche se «il bando relativo all'aggiudicazione dell'Appalto per il Piano Locale per la Non Autosufficienza (PLNA) sia stato vinto poco tempo fa dalla stessa cooperativa Agorà e che la stessa fosse l'unica ammessa per esclusione degli altri concorrenti (tranne una cooperativa aquilana la quale è stata ammessa sulla fiducia, perchè avrebbe dichiarato di non poter produrre la documentazione a causa del terremoto) e se anche in quel bando siano ravvisabili “limiti di ammissione” simili a quelli citati in questa interrogazione».

19/05/2010 10.40

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