Mobilitazione contro Ddl Gelmini: «vogliono demolire l'università pubblica»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sarà una settimana di mobilitazione negli atenei d'Italia. A proclamare lo stato di agitazione organizzazioni sindacali e associazioni che contestano i tagli del governo e la riforma del sistema universitario firmato dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini.
A manifestare ci sono proprio tutti: dai docenti ai ricercatori, dai precari al personale tecnico-amministrativo insieme, ovvio, con gli studenti.
Sul banco degli imputati ci sono i tagli al finanziamento contenuti nel disegno di legge Gelmini in discussione al Senato.
Nell'ateneo del capoluogo di regione per giovedì prossimo è stata già convocata una assemblea dei Ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia.
«Il Ddl», dicono i diretti interessati, «ha, in modo evidente, l'intenzione di scardinare il Sistema nazionale dell'Università pubblica, concentrando le scarse risorse in pochi Atenei ritenuti 'eccellenti' e ridimensionando il ruolo di tutti gli altri».
Inoltre si aumenta la differenza tra gli ordinari e gli associati, nell'ambito di un modello che sarà sempre più costituito da pochi docenti di ruolo e da una 'base' amplissima di precari, in presenza di funzioni di docenza svolte e non riconosciute dai Ricercatori.
«Il Ddl», spiega ancora Giovanni Farello, rappresentante dei Ricercatori della Facoltà Medica, «modifica la natura stessa dell'Università sottraendole il ruolo di sede principale della Ricerca: non è un caso che non si affrontino la questione dei
ricercatori e quella dell'accesso delle nuove generazioni. E' oramai più che evidente che si vuole demolire definitivamente l'Università pubblica, autonoma, di qualità e aperta a tutti. Contro questo progetto è necessario che la società civile e il mondo universitario (professori, ricercatori, precari, dottorandi, tecnico-amministrativi, studenti) si mobilitino compatti. Si proclama lo stato di agitazione e si invitano tutte le componenti universitarie a riunirsi insieme nelle Assemblee di Facoltà e di Ateneo per discutere sul DDL governativo anche alla luce degli emendamenti presentati».

18/05/2010 16.16