Ospedale L'Aquila: «un anno per risonanza al cranio, 5 mesi per Tac»

Alessandro Biancardi

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LISTE D'ATTESA INFINITE. L'AQUILA. Un anno per effettuare una Risonanza magnetica al cranio. Cinque mesi per una Tac, quattro mesi per una semplice ecografia.
Bisogna aspettare fino ad ottobre per ottenere, prenotandolo ora, una appuntamento per una lastra scheletrica o al torace.
Si scende ad un mese per le mammografie.
Questi i tempi di attesa per usufruire dei servizi di diagnostica dell'ospedale 'San Salvatore' dell'Aquila.
«Le liste di attesa continuano ad allungarsi», denuncia il segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, «un fenomeno antecedente al sisma che ha colpito L'Aquila e che, nonostante la riattivazione di tutti i servizi diagnostici, continua a caratterizzare negativamente la sanità locale».
Giorgi pone l'accento sulle difficoltà oggettive dei pazienti, costretti ad attendere mesi per effettuare esami e visite specialistiche di controllo, in taluni casi necessarie per il monitoraggio di patologie insorte precedentemente.
«Un simile quadro non è più accettabile», dice, «alla luce della necessita' della popolazione aquilana che, oggi piu' che mai, deve poter contare su prestazioni adeguate rese in tempi celeri dalla Asl».
La Cisl evidenzia come a più di un anno dal sisma il servizio di radiologia e Tac del pronto soccorso non sia tornato in funzione, mentre la radiologia convenzionale e' attiva solo di mattina.
Nel pomeriggio viene riservata alle urgenze a causa della mancanza di personale che non consente di effettuare i turni pieni.
Un "deficit" organizzativo e funzionale confermato anche dalla differenza di organico nelle diagnostiche dei tre ospedali dell'Aquila, Avezzano e Sulmona: nel primo caso per ogni diagnostica è in servizio un solo tecnico; ad Avezzano il rapporto e' di due ad uno, a Sulmona sale a tre tecnici per ogni diagnostica.
«Ciò consente», sottolinea Giorgi, «di accelerare gli esami in alcune realta' dove il personale e' sufficiente per coprire le richieste. Al San Salvatore, dove c'è un solo tecnico per diagnostica, le prenotazioni rimangono al palo e comportano l'allungarsi delle liste di attesa. Ritardi legati principalmente alla carenza di personale che non riguarda solo il Dipartimento di diagnostica ma abbraccia, in misura differente, tutti i reparti ospedalieri dove infermieri e ausiliari sono sotto organico e sottoposti a un carico di lavoro eccessivo. Ci sorprendono», conclude il segretario regionale Cisl, «le affermazioni dell'assessore regionale alla sanità, Lanfranco Venturoni, che parla di 'ridurre i costi e ottimizzare i servizi' utilizzando studi medici associati per sopperire alle carenze del pubblico. Una buona sanità non e' un'equazione matematica basata solo su tagli e rientri economici».
18/05/10 11.25

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