Teatro romano, Pannella: «gravi colpe dell'amministrazione pubblica»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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TERAMO. «Vogliamo vederci chiaro in questa storia del Teatro Romano». Chiaro ed inequivocabile come sempre, così ha tuonato Marco Pannella, leader del Partito Radicale, intervenuto lunedì mattina a Teramo, per invito di Teramo Nostra.


«Sono convinto», ha proseguito, «che esistono colpe gravi della pubblica amministrazione e accerterò attraverso la Procura della Repubblica se c'è il rischio della costituzione di un'associazione per delinquere con finalità criminose che ha messo le mani sul teatro romano di Teramo».
Le origini teramane, l'amicizia con l'associazione Teramo Nostra stessa e l'amore e la sensibilità per l'ambiente,la storia e cultura cittadina hanno reso possibile questo coinvolgimento che rilancia a livello nazionale la questione del Teatro romano di Teramo.
Coordinati dall'esponente radicale teramano Renato Ciminà, il cui apporto è stato determinante per aver sollevato tale risonanza mediatica, si sono succeduti gli interventi del presidente di Teramo Nostra Piero Chiarini e del direttore Artistico Sandro Melarangelo.
Chiarini ha ripercorso l'annosa questione ricordando, in particolare, che la sua associazione ha già bloccato il tentativo di collocare una copertura incongrua, come quelle che coprono, anziché scoprire, i reperti archeologici di Piazza S. Anna e Madonna delle Grazie e che la nuova battaglia è impedire che il 1.600.000 Euro di fondi CIPE disponibili vadano a finanziare il progetto parziale, ma che rischia di essere definitivo, in procinto di prendere il via.
Melarangelo, invece, ha ricordato l'affetto di Pannella per Teramo quando consegnò al Papa Giovanni Paolo II la storia di Teramo curata dallo storico Muzio Muzi e che le istituzioni hanno toccato il paradosso quando anziché scomporre ed abbattere hanno consolidato con uno scempio Palazzo Adamoli “Evidentemente – ha affermato il professore – c'è un disegno sotterraneo che devia dai progetti e dagli studi di recupero completo come quelli effettuati dal Savini e depositati nel 1926 all'Accademia dei Lincei”.
Marco Pannella ha elogiato l'impegno ed il senso civico di Teramo Nostra che da anni si batte per recuperare nella sua interezza un bene archeologico di tale importanza di cui i radicali presenti in Parlamento, con Elisabetta Zamparutti si stanno occupando.
Pannella ha diffuso la notizia, inoltre, che la stessa Zamparutti ha interpellato nuovamente il Ministro Bondi con una lettera aperta, affinché il Ministro possa rimodulare la sua risposta scritta e riconsiderare il progetto che attualmente insiste sul Teatro romano di Teramo. «Personalmente, dopo aver letto una ricostruzione minuziosa e fedele di Teramo Nostra sul teatro, intendo ora acquisire altre informazioni anche attraverso la Procura della Repubblica, per accertare se queste colpe gravi di cui sospetto ci sono effettivamente e in che modo si sono manifestate. Il documento e le attività di Teramo Nostra – ha proseguito Pannella – saranno divulgate sui nostri mezzi di comunicazione e vedrete che salveremo il Teatro e potremo goderne in futuro affinché non diventi un cimitero, come sta accadendo a livello morale ed intellettuale al nostro Paese».
Un velato ma pungente riferimento all'attuale situazione dell'Italia che Pannella racchiude in alcune parole, illuminate e preoccupanti, che il Ministro fascista Bottai (il quale per primo finanziò le opere di recupero del Teatro romano di Teramo riconoscendone la grandezza e la romanità) pronunciò il 25 maggio 1945: “Ora per colpa di Mussolini che ha capovolto la visione del fascismo c'è il crollo, ma questo dovrà ricostituirsi, in forme antifasciste, per proseguirne l'opera”.
Sollecitati dai giornalisti presenti, Chiarini e Melarangelo hanno ricordato che i finanziamenti disponibili scadono a fine giugno e che quindi, se c'è la volontà, è possibile recuperare il Teatro e che, come ha aggiunto il consigliere comunale del PD Alberto Melarangelo «la Soprintendenza ha stimato il costo dell'acquisto di Casa Salvoni e l'abbattimento dei due palazzi in 1.200.000 euro, quattrocentomila euro in meno dell'attuale progetto».

18/05/2010 9.20