Appello al sindaco: «Un nome nuovo per il Marrucino»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Se al Teatro Marrucino ci deve essere rinnovamento, che sia completo: chiediamo un nuovo direttore artistico ed un nuovo direttore dell’orchestra. Possibilmente nomi noti ed affermati in campo nazionale ed internazionale». * RICCI: «DI PRIMIO AL MARRUCINO? CHE COLPO DI TEATRO!»
E' questa la proposta di 50 orchestrali del Teatro che stamattina consegneranno al sindaco Umberto Di Primio una petizione firmata in cui chiariscono senso e portata della loro proposta.
All'interno ci sono anche i nomi di Marco Renzi e di Donato Renzetti, due illustri esponenti della cultura musicale italiana e non solo, che vengono indicati come i possibili successori nelle cariche che il Comune ha deciso di rinnovare.
A sorpresa, mentre era scontata e ormai pubblicizzata la mancata riconferma del maestro Di Iorio ritenuto troppo vicino al centrosinistra (sfugge però a questa classificazione una valutazione del lavoro svolto per il Teatro), tra i nomi dei possibili successori non c'è quello del maestro Rendine, del cui ritorno cui si era ampiamente parlato in campagna elettorale.
Naturalmente i 50 orchestrali non entrano nel merito di una valutazione delle capacità professionali di Rendine ma hanno fatto chiaramente intendere al sindaco che questo nome evoca comunque il passato.
Il che sarebbe in conflitto con il programma di rinnovamento che Di Primio vuole perseguire.
In realtà negli incontri che ci sono stati in questi giorni in Comune, sono emerse molte situazioni critiche rispetto al clima che si vive nell'orchestra e nella direzione artistica del Marrucino: il nome nuovo sarebbe la scelta da preferire per evitare ritorsioni e regolamenti di conti che sono sempre dietro l'angolo in caso di spoil system politico.
Stamattina dunque la consegna al sindaco della proposta da parte di una delegazione di orchestrali, il che – visto in filigrana – assume un significato importantissimo: a Chieti ci sono professionalità musicali ormai mature e in grado di dare un contributo diretto alla vita del teatro, in collaborazione con il Comune e con le istituzioni.
Il grande nome serve sia per le sue capacità artistiche sia per inserire il Marrucino nei circuiti culturali che contano.
Ma il messaggio che la petizione lancia al sindaco è che sono finiti i tempi della colonizzazione romana: il Teatro di Chieti ha le gambe per camminare da solo.

Sebastiano Calella 18/05/2010 8.57

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RICCI: «DI PRIMIO AL MARRUCINO? CHE COLPO DI TEATRO!»

CHIETI. «Il Teatro Marrucino dal punto di vista igienico sanitario è così da oltre 30 anni: vi sono entrato da spettatore per la prima volta nel 1976 e nulla è cambiato».
Lo assicura oggi l'ex sindaco di Chieti Francesco Ricci dopo il blitz dei giorni scorsi dell'attuale primo cittadino Umberto Di Primio che è andato a verificare le condizioni della struttura artistica.
Ma sui presunti furti pure annunciati dal primo cittadino Ricci è sicuro: «non ci sono mai stati e quei quadri di cui tanto ci si scandalizzava, sono lì da quando sono stati donati al Teatro stesso: si pensi che chi scrive, sindaco per 5 anni della città, non era stato informato della loro esistenza da nessuno, gestore o semplice ospite o persona informata dei fatti. Bisognava però prendere le distanze e gettare fango su chi, negli ultimi 3 anni ha gestito il Teatro con grande dignità, senza fare un euro di debito e facendo quadrare i conti al millesimo, con un livello culturale che viene considerato dai tecnici per lo meno uguale, se non superiore, a quello di quanti li hanno preceduti nella gestione».
Ma perché? Anche su questo Ricci si è fatto una idea: «forse perché non si ha il coraggio di dire all'orchestra (che guarda caso il sindaco Di Primio ha incontrato il giorno dopo il bliz) considerata tra le migliori orchestre “giovani” del nostro paese, che è ora di andare via, dopo tutte le promesse e gli ammonimenti in campagna elettorale? Cosa vuol dire allora il ripetere (nell'incontro con l'orchestra) che “la Regione non finanzia l'Associazione” ennesima bugia ripetuta centomila volte prima del voto?»
O forse, sostiene sempre Ricci, si vogliono prendere le distanze dall'attuale direzione artistica, «rea di aver cercato di difendere il Teatro da tutto e da tutti (me compreso?)»
«Non è chiaro quale sia il programma culturale di questa amministrazione», continua Ricci, «ma perchè prendere in giro i cittadini con accuse false e sospetti ancora più odiosi? L'attuale Direttore Artistico è di Chieti, più della metà dei membri dell'Associazione sono abruzzesi: chi più di loro può voler bene al Teatro Marrucino? Quando volerà la nostra città se non si valorizzano le nostre professionalità: abbiamo bisogno veramente di un ritorno al passato?»

18/05/2010 16.51