Torna libero il sindaco di Farindola De Vico

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Torna in libertà il sindaco di Farindola, Antonio De Vico, finito agli arresti domiciliari il 22 aprile scorso nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti e appalti pilotati nell'area vestina.

Lo ha deciso il gip del Tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine che ha, dunque, accolto l'istanza presentata dai suoi legali. Per il gip non sussistono più le esigenze cautelari. Anche il pm Gennaro Varone aveva espresso parere favorevole alla scarcerazione di De Vico, accusato di corruzione, estorsione e millantato credito.
Nelle settimane scorse erano già tornati in libertà gli ex consiglieri comunali di Penne, Femio Di Norscia e Alberto Giancaterino, e l'ex assessore provinciale ai lavori Pubblici, Rocco Petrucci, arrestati nell'ambito della stessa inchiesta che conta in totale 31 indagati, fra cui il sindaco di Penne, Ezio Di Marcoberardino.
Le indagini intanto proseguono così come il vaglio del materiale sequestrato il giorno degli arresti. Sono in corso anche alcune perizie su alcuni computer.
De Vico in un primo momento aveva deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere nell'interrogatorio di garanzia poi però aveva fatto richiesta di parlare. In seguito ad un lungo interrogatorio nel quale si sono toccati svariati punti dell'inchiesta il sindaco di Farindola avrebbe fornito elementi utili a chiarire alcuni aspetti. L'amministratore pubblico si era dimesso dalla sua carica di consigliere alla Comunità montana vestina ma non da primo cittadino.

17/05/2010 14.46