Gioco delle tre carte all'autogrill, nei guai 9 napoletani

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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VASTO. Obbligo di dimora per 9 napoletani che truffavano viaggiatori con il noto gioco delle tre carte.



Dopo circa due anni di indagini del comando provinciale di Chieti e della compagnia di Vasto, le fiamme gialle di Vasto hanno eseguito la notifica la misura cautelare di obbligo di dimora a 8 persone responsabili di aver truffato diversi ignari cittadini.
La truffa realizzata e' stata architettata con il famoso “gioco delle tre carte” presso l'area di servizio “Alento ovest” dell'autostrada a/14 direzione sud.
Le indagini sono state eseguite dai militari del nucleo mobile della compagnia di Vasto con l'ausilio di strumenti audio e video che hanno consentito di individuare ed identificare gli autori della truffa, persone tutte di origine campana tra i 30 ed i 60 anni.
Il modus operandi era semplice: individuati i viaggiatori che potevano cadere nella trappola, i complici, mediante segnali mimici, si avvicinavano al banco e cominciavano a giocare con sorte alterna tra il banco ed i giocatori, fingendo per questi ultimi delle ingenti vincite.
Affascinato dal movimento di denaro e dalle facili finte vincite il malcapitato provava a giocare con la speranza che la buona sorte potesse toccare anche a lui ed iniziava a giocare.
All'inizio il malcapitato riusciva anche a vincere mentre gli altri finti giocatori lo spronavano a continuare a giocare, puntando sempre maggiori somme di denaro fino a quando non perdeva il denaro già vinto e tutto quello in suo possesso.
Le indagini hanno avuto inizio grazie all'attività autonoma di intelligence del personale del comando provinciale di Chieti e suffragate dai successivi e ripetuti soffermi, riprese video e fotografiche.
Le fiamme gialle hanno individuato cosi' 9 persone e denunciate alla procura della repubblica competente per associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed al gioco d'azzardo, richiedendone l'emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere che pero' il tribunale di Chieti ha rigettato.
A seguito di ricorso presentato dal pubblico ministero avverso il provvedimento del g.i.p., la corte d'appello di L'Aquila ha concesso successivamente le misure coercitive personali adottate nei confronti di 8 dei responsabili con l'obbligo di dimora nei propri luoghi di residenza, al fine di evitare che le stesse potessero incontrarsi e reiterare l'attività illecita.

17/05/2010 13.36