Ripascimento spiagge, erosione del bilancio: è di nuovo emergenza dopo i lavori

Alessandro Biancardi

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Ripascimento spiagge, erosione del bilancio: è di nuovo emergenza dopo i lavori
PESCARA. In principio fu la (decennale) emergenza. Poi appalti, grandi lavori, conferenze stampa, sopralluoghi dei politici, ed infine fondi infiniti per i ripascimenti. Dopo una settimana, di nuovo l’emergenza: «la mareggiata ha mangiato 40 cm di arenile».

E siamo punto e a capo. Ampi tratti della costa sono nuovamente erosi dall'ultima mareggiata, non certo importante per la sua intensità, non insomma una mareggiata invernale… eppure i danni sono visibili. Specialmente tra Pescara e Francavilla.
Venerdì la conferenza stampa della Regione per suggellare la fine dei lavori per 21 milioni di euro per il ripascimento
in molti punti della costa abruzzese. Così la spesa pubblica aumenta a fronte di risultati sotto gli occhi di tutti.
Ne avevamo già parlato sulla possibile inutilità di questi interventi provocando una risposta precisa dell'assessore
Di Paolo convinto invece della necessità di operare. Anzi alcuni studiosi sostengono addirittura che si creerebbero persino ulteriori danni ambientali.
Ma nessuno si accorge di questo.

Si continua sulla stessa proficua strada. Il meccanismo è rodato: i balneatori si lamentano, i politici si prodigano a trovare quanti più finanziamenti possibili.
Poi gli effetti balsamici, ma rapidissimi, dei ripascimenti si presentano in convegni e conferenze stampa.
Ma il mare non si addolcisce con le parole, anzi restituisce tutte le aggressioni.
E così ci svegliamo ed è di nuovo “emergenza”.
Così i consorzi dei balneatori e le associazioni di categoria continuano a chiedere scogliere, pennelli e ripascimenti.
«Quaranta centimetri di litorale letteralmente risucchiato dalle onde a nord, lasciando le prime file delle palme in mezzo all'acqua; metri e metri di sabbia trascinata via a sud dove la situazione è già fortemente compromessa dall'erosione che va avanti da oltre dieci anni».
E' l'allarme che ieri ha lanciato Riccardo Ciferni, presidente del Consorzio Imprese balneari dell'Adriatico(Ciba) .
E' questa la situazione della riviera pescarese dopo «la mareggiata che nel pomeriggio di ieri, in seguito all'ondata di maltempo, si è abbattuta sulla costa provocando danni rilevanti».
«Se si fosse intervenuto per tempo con il ripascimento, così come chiediamo da novembre», fa eco la Fiba-Confesercenti , «la situazione sarebbe diversa: è impensabile a maggio essere alle prese con l'erosione».
Quel tratto di spiaggia è stato tuttavia oggetto di svariati interventi di ripascimento.
Sabbia e ancora sabbia.
«Si deve lavorare», dicono i balneatori. E così si va avanti consapevoli che i soldi “investiti” per i prossimi ripascimenti dureranno il tempo di una mareggiata.

GLI STABILIMENTI TRA PESCARA E FRANCAVILLA

«Noi siamo i fratelli poveri di quelli ricchi», hanno esordito ieri i proprietari degli stabilimenti il Corallo, la Zattera, il Pirata, «qui i soldi dei ripascimenti non sono mai arrivati e l'acqua arriva fin sotto gli stabilimenti».
Ce lo hanno raccontato ieri mattina, prima della mareggiata distruttiva del pomeriggio che «da noi si verifica ogni pomeriggio, perché qui i ripascimenti non sono stati fatti».
Si sentivano gestori di serie B, abbandonati da politica, istituzioni e consorzi.
Il punto centrale è però la mancanza assoluta di opere durature che possano in qualche modo risolvere o limitare in maniera apprezzabile il fenomeno dell'erosione.
Sulla efficacia invece delle opere effettuate in passato la politica preferisce il silenzio: nessuno osa mettersi contro i balneatori.
Ed il paradosso è che alle porte dell'estate la spiaggia non c'è.

Manuela Rosa 17/05/2010 13.23

…E LA POLITICA SI ACCAPIGLIA.

Al problema reale si aggiunge il corollario di polemiche che interessa l'attuale maggioranza di centrodestra e l'opposizione di centrosinistra di Pescara.
L'assessore Del Trecco lancia nuove assicurazioni dopo quelle delle scorse settimane ed il Pd si infuria e rivendica i propri meriti.
Così Del Vecchio (Pd) è pronto a redarguire l'assessore della giunta Mascia quando dice che «lo scorso anno non vi è stato alcun ripascimento»
«Innanzitutto la passata amministrazione», spiega Del Vecchio, «proprio per affrontare il delicato problema dell'erosione di quel tratto di litorale, nel corso del 2009 ha effettuato lavori di difesa, per un importo complessivo di un milione di euro messo a disposizione della Giunta regionale di centrosinistra – all'uopo interessata dall'amministrazione comunale di centrosinistra -, attraverso un primo intervento realizzativo di nuovi pennelli e di ricarico delle attuali scogliere oltre ad un consistente intervento di ripascimento. Programma che avrebbe dovuto vedere, da parte di questa nuova amministrazione, una naturale prosecuzione e che invece si è tradotto in una lamentale senza costrutto e soprattutto dimostrando la completa mancanza di conoscenza della problematica».
Così tutti rivendicano i propri meriti ma nessuno però può rivendicare risultati tangibili.

* TUTTO SUI RIPASCIMENTI 

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