Ato pescarese, tra 7 giorni si vota aumento dell'acqua. Rc: «impensabile»

Alessandro Biancardi

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Ato pescarese, tra 7 giorni si vota aumento dell'acqua. Rc: «impensabile»
PESCARA. Lunedì prossimo l’assemblea dei sindaci dell’Ato di Pescara è chiamata a esprimersi sulla proposta di revisione tariffaria proposta dal commissario straordinario Pierluigi Caputi nominato dalla Regione. SOSPIRI: «ACERBO LO DICA AI SINDACI DEL CENTROSINISTRA»
 
Rifondazione Comunista lancia l'allarme «prima che un voto bipartisan sancisca l'ennesima fregatura ai danni dei cittadini».
Questa mattina il consigliere comunale e regionale Maurizio Acerbo, il consigliere comunale di Montesilvano, Cristian Odoardi e il segretario provinciale, Marco Fars, hanno ribadito la propria contrarietà nel corso di una conferenza stampa.
«Quello che si evince dalla lettura della relazione del commissario», ha spiegato Acerbo, «è che esce confermato il quadro denunciato per anni da Rifondazione Comunista relativamente alla gestione dell'Aca e dell'Ato».
La situazione, che a prima vista sembra decisamente tragica, è così dipinta nei documenti ufficiali: mancata revisione triennale del Piano d'Ambito risalente al 2003 e di scarsa qualità, mancato aggiornamento annuale del programma degli interventi, bassa capacità di investimento e consistenti perdite del gestore a fronte della costante crescita dei costi operativi, assenza di penalità per il mancato raggiungimento degli obiettivi programmati, ambiguità del ruolo dei sindaci con situazioni di conflitto di interesse, mancanza di controllo sulla gestione della società affidataria del Servizio idrico integrato nonostante le competenze ed i poteri di controllo e vigilanza riconosciuti dalla legge all'Ente d'Ambito.
 «A proposito dell'Aca», hanno illustrato i rappresentanti di Rifondazione, nella relazione del commissario, «si sottolinea una errata programmazione della necessita' di personale rispetto alla reale esigenza per la gestione del servizio che ha sottratto le risorse per ridurre le perdite e fare gli investimenti, l'aumento di costi operativi e l'assunzione di personale prima di avere certezza dei ricavi programmati ha portato a rilevanti perdite…Errori gestionali che in una società privata avrebbero portato al fallimento».
 «Non ci vengano a dire», hanno tuonato gli esponenti di Rifondazione Comunista, «che l'aumento delle tariffe serve per garantire gli interventi: soltanto il 3,70% di quanto pagheranno i cittadini nel 2010 finanzierà gli investimenti».
 Dal bilancio 2008 di Aca emerge inoltre, sempre secondo quanto riferito dagli esponenti dell'estrema sinistra, che i ricavi coprono a malapena i costi totali di produzione, lasciando sostanzialmente scoperti investimenti, remunerazione, mutui Ato e Comuni.
«Se il piano d'ambito è di scarsa qualità come scrive il commissario», ha sottolineato Fars, «bisogna verificare l'entità e l'utilità degli investimenti programmati. Se i costi di gestione sono il problema principale bisogna prima procedere a una riduzione drastica. Non devono essere i cittadini a pagare clientele e sprechi!»
 Il commissario scrive che è indispensabile “una severa politica di riduzione dei costi”: «siamo d'accordo», ribadiscono da Rifondazione: «è ora di cominciare a partire dalla verifica della legittimità delle assunzioni clientelari di questi anni, dei costi delle esternalizzazioni e degli appalti».

CGIL: «DECISIONE PROVOCATORIA»

«Se venissero confermate le indiscrezioni che parlano di proposta di aumento delle tariffe per l'acqua avanzate dal commissario straordinario Caputi- commenta Domenico Ronca della Segreteria FILCTEM-CGIL - ci troveremmo di fronte ad una prima risposta impopolare e provocatoria ai cittadini abruzzesi che, in gran numero (ad oggi sono oltre 12.000) hanno firmato i tre quesiti referendari per l'acqua pubblica e contro tutti i tentativi di speculazione su un bene essenziale e vitale quale l'acqua è e deve rimanere. Chi ha compiti di governo sul territorio dovrebbe dare risposte ai cittadini e andare incontro alle loro esigenze, interrogarsi, ad esempio, sul perché, in pochi giorni, sull'acqua si registra un così forte coinvolgimento della cittadinanza e dei lavoratori».
«All'assemblea dell'Ato convocata per lunedì i sindaci dovranno saper fare gli interessi dei loro cittadini, in ogni caso la Cgil saprà fare gli interessi dei lavoratori, e se sarà il caso renderà visibile e manifesta la presenza di una delegazione di lavoratrici e lavoratori della categoria nel luogo dove si terrà la riunione».

17/05/10 11.46

SOSPIRI: «ACERBO LO DICA AI SINDACI DEL CENTROSINISTRA»

Dice no all'aumento delle tariffe anche il capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri, che invitaperò il consigliere Acerbo a rivolgere l'appello «ai sindaci di centrosinistra, gli unici che si sono espressi a favore del provvedimento, contro i tre sindaci del centrodestra, Pescara, Chieti e Montesilvano, che hanno bloccato l'aumento. Abbiamo detto no al rialzo delle tariffe», ha aggiunto Sospiri, «e continueremo a farlo finchè l'Ato non ci presenterà il piano dettagliato degli investimenti, con specifiche di spesa, di finanziamenti e cronoprogramma degli interventi, su quei territori che da anni soffrono per perdite, carenze e reti colabrodo».

ACERBO: «SOSPIRI CHIEDA A CHIODI DI SOSPENDERE RICHIESTA AUMENTI»

«Ci fa piacere che il coordinatore provinciale del Pdl Lorenzo Sospiri comunichi la contrarietà dei sindaci del suo partito all'aumento delle tariffe», replica Acerbo, «anche se da quel che ci risulta nell'ultima assemblea dell'Ato hanno chiesto solo di rinviare la decisione. Facciamo però presente a Sospiri che l'aumento delle tariffe è stato richiesto ai sindaci, di centrodestra e centrosinistra, dal commissario straordinario nominato dalla Regione Abruzzo. Sarebbe il caso di non fare lo scaricabarile. Sospiri chieda al presidente Chiodi e al commissario regionale di sospendere la richiesta di aumento».
18/05/10 8.31

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