Cumulo di cariche per D'Amico, «troppi poteri incompatibili tra loro

Alessandro Biancardi

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MORINO. La lista “Uniti per cambiare” ha depositato quattro contestazioni al sindaco Giovanni D’Amico (Pd) per presunta violazione delle norme in applicazione ai sindaci, in materia di ineleggibilità ed incompatibilità.


Aldilà degli aspetti giurisdizionali della vicenda che sono stati rimessi all'Autorità del Tribunale di Avezzano secondo la lista Uniti per Cambiare «in questi ultimi anni si sia assistito ad una concentrazione di incarichi e di potere personale che non aiutano certo ad avvicinare i cittadini alla politica ed all'amministrazione», sempre più ripiegata in sé stessa e sempre più fine a sé stessa.
Il primo cittadino D'Amico è così al tempo stesso sindaco di Morino, consigliere regionale, vice-presidente del Consiglio Regionale d'Abruzzo; commissario liquidatore dell'azienda speciale consorziale “Consorzio gestione risorse forestali ed ambientali Valle Roveto”, amministratore unico della società a totale capitale pubblico partecipata dal Comune di Morino, denominata “Consorzio gestione risorse forestali e boschive del territorio della Valle Roveto S.r.l.”;
«Queste cariche», spiegano dalla lista, «sono tutte incompatibili tra loro e per essere svolte tutte insieme “per bene” necessiterebbero di giornate lavorative fatte di 70 ore e non di 24 ore».
Per gli esponenti della lista d'opposizione, insomma, «tale concentrazione di potere ed il non rispetto delle regole e delle leggi elettorali in tema di elezione diretta del sindaco, ha in qualche modo inquinato il voto e condizionato i cittadini».
«Fa specie», continuano, «che il Partito Democratico, su proposta del vice-presidente del Consiglio Regionale, abbia convinto la maggioranza di centrodestra alla regione a votare “la modifica della legge elettorale della regione medesima”. Legge ad personam, visto che è stata votata, firmata e promulgata esattamente una settimana prima della presentazione delle liste elettorali per il Comune di Morino e che a proporla in commissione, su delega di altro consigliere regionale del PD, sia stato lo stesso Giovanni D'Amico, che ne ha immediatamente fruito».

17/05/2010 9.55