Campeggio Pretoro, l’Aptr si impantana tra malumori e contenziosi

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PRETORO. Imbarazzo all’Aptr di Pescara: la mancata classificazione del campeggio La Maielletta di Pretoro non regala una medaglia al valore all’assessore regionale Mauro Di Dalmazio che parla spesso di efficienza del suo settore. L’INDIGNAZIONE DELLE RSU DELL’APTR
Al contrario questa pratica evidenzia una gestione confusa, inutilmente autoritaria ed eccessivamente punitiva verso gli stessi dipendenti, oltre che un'approssimazione degna di miglior causa.
E così l'Aptr di Pescara ha fatto meglio del supermercato, dove si prende due e si paga uno: in un colpo solo ne ha presi tre di risultati negativi.
Ad oggi, infatti, ha consentito il funzionamento del campeggio senza classificazione e quindi senza garanzie per gli utenti, in un regime di totale deregulation; ha sospeso la pratica in data 15 aprile scorso (lo stesso risultato che un anno fa aveva registrato l'Aptr di Chieti, ufficio al quale la pratica era stata sottratta d'autorità); ha comminato una sanzione disciplinare di 4 ore di stipendio ad un dipendente colpevole di aver fatto più del suo dovere.
E non basta: a tutto questo si aggiunge una ennesima brutta figura.
Infatti in otto mesi l'Aptr non è riuscita a dare seguito alla richiesta del Tar Pescara che aveva sollecitato una rapida soluzione al problema della regolarità di questa struttura turistica (come si ricorderà era stata concessa la sospensiva del blocco su richiesta della società che gestisce l'impianto, esistendo il fumus boni iuris).
Come valore aggiunto, l'Aptr rilancia anche un'immagine di scarsa trasparenza, per aver negato l'accesso agli atti ad un perito di parte degli utenti del camping, coinvolti loro malgrado e senza responsabilità alcuna in una vicenda giudiziaria di multe della Forestale e di abusivismo edilizio.
Un atteggiamento di chiusura totale che penalizza la difesa dei campeggiatori (diritto costituzionale) e che di fatto fornisce un appoggio indiretto al gestore della Maielletta.
Infatti il perito di parte voleva leggere almeno la relazione del sopralluogo effettuato dall'Aptr il 14 dicembre scorso per conoscere lo stato dei luoghi ed ammirare qualche bella foto dove si vede una roulotte sotto la neve e trasformata in bungalow.
Era inoltre curioso di conoscere la completezza della documentazione necessaria alla classificazione e sapere finalmente se esistono o no la certificazione sanitaria della struttura da parte della Asl, quella antincendio dei Vigili del Fuoco, le autorizzazioni del Parco della Majella, la documentazione urbanistica del Comune di Pretoro con relativa planimetria, il contratto di affitto rinnovato da parte dello stesso Comune nonostante fosse chiaro e noto che il campeggio insiste su un'area demaniale non disponibile per questo tipo di struttura.
Niente da fare: il campeggio è top secret.
Non si escludono ricorsi e denunce per il mancato accesso agli atti che potrebbe pregiudicare la posizione in giudizio.
Più trasparente invece l'atteggiamento Aptr sull'azione disciplinare e sul relativo “processo” per il dipendente esautorato dalla pratica: la commissione interna ha deciso nei giorni scorsi per una sanzione di 4 ore lavorative da decurtare sullo stipendio.
Cioè un'applicazione al contrario dei decreti antifannulloni, che andrebbe comunicata al ministro Brunetta: la punizione è stata decisa per «troppo lavoro, ma come ti permetti».
In realtà si trattava di una decisione già scritta e per questo fa ancora più effetto. In un documento interno dell'Aptr di Pescara del 22 ottobre scorso, prot. 6624, già si minacciavano le azioni disciplinari (che poi sono state attivate) solo perché il 23 luglio precedente «l'Aptr di Chieti ha ritenuto di dover archiviare l'istanza di riclassificazione del Camping La Maielletta poiché trattasi di una impiantistica in possesso delle caratteristiche di una struttura ricettiva mista-Residence».
E così, invece di controllare se il lavoro dell'Aptr di Chieti era fatto bene o no, se era motivato o no, a Pescara hanno deciso una punizione prima di bloccarsi anche loro – come Chieti - per carenza documentale.

Sebastiano Calella 17/05/2010 9.36

L'INDIGNAZIONE DELLE RSU DELL'APTR

La Rsu dell'Aptr di Pescara nonha gradito gli articoli sulla mancata classificazione del Campeggio di Pretoro, ribadendo che in quell'ufficio non c'è alcun clima intimidatorio o vessatorio, che al contrario c'è grande collaborazione e che non è vero che siano tutti fannulloni. Come non è vero che qualche sigla sindacale ha preso le difese del dipendente sanzionato disciplinarmente.
«Non una difesa della direzione dell'ente», si legge in una nota a firma delle Rsu, «ma una presa di distanza da quello che si evince dagli articoli pubblicati e cioè che all'Aptr tutti i dipendenti eccetto uno sono fannulloni e che l'Azienda non vuole crescere con personale all'altezza dei compiti che la legislazione gli affida. Ribadiamo che tutti i dipendenti dell'Aptr non hanno nulla da temere se svolgono i propri compiti nel rispetto delle funzioni, delle norme e dei doveri d'ufficio».
Una nota che non sembra smentire le informazioni contenute negli articoli né si aggiungono ulteriori chiarimenti circa la pratica del campeggio.
E però vero che da mesi (come può confermare lo stesso assessore Mauro Di Dalmazio, il direttore Antonio Di Fabrizio ed il funzionario Savini) Prima DaNoi.it ha cercato notizie sulla vicenda ma abbiamo trovato un muro di sbarramento. Solo facendo appello alle qualità umane di alcuni funzionari sono emerse situazioni che nemmeno l'assessore conosceva e che abbiamo descritto.

18/05/2010 10.36

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