Esposto sul bilancio appena approvato a Francavilla

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Un esposto su presunte irregolarità del bilancio appena approvato dal consiglio comunale di Francavilla è stato presentato ieri da Raffaele Landolfo.


Landolfo, dipendente del ministero, francavillese e molto attento alle questioni locali, avrebbe individuato una serie di irregolarità che contrasterebbero con alcune norme che prescrivono i criteri di redazione del documento contabile degli enti pubblici.
Il punto fondamentale sembrerebbe quello della iscrizione nelle poste di entrata delle somme derivanti dall'alienazione del patrimonio comunale.
In pratica –secondo la tesi del firmatario dell'esposto- si coprirebbero i disavanzi pregressi causati dal contratto con la Banca Ifis con l'alienazione del patrimonio comunale che però al momento non potrebbe entrare in Bilancio come entrata certa.
La Corte dei conti -Sezione –Sezione Regionale di Controllo per il Lazio nell'adunanza del 24 luglio 2009 ha chiarito,per un caso analogo, che «La procedura adottata dall'Ente di registrare l'accertamento sulla base di dichiarazione di volontà di messa in vendita di terreni di proprietà pubblica,non si configura idonea, in base all'ordinamento contabile vigente(…)».
Di conseguenza non potrebbero essere considerate entrate certe nel senso voluto dal legislatore le entrate iscritte nel Bilancio comunale e che concorrono al pareggio dello stesso.
«In sostanza si bilanciano entrate ed uscite attraverso una dichiarazione di volontà. Il bilancio del Comune di Francavilla al mare, pertanto», sostiene Landolfo, «non è corretto né sotto il profilo formale né sostanziale. In sintesi, come si è avuto modo di riferire, l'Ente ha provveduto a registrare in entrate, sulla base di dichiarazione di volontà, la messa in vendita di immobili di proprietà pubblica. Ciò secondo giurisprudenza costante ed univoca della Corte dei Conti “non si configura idonea, sulla base dell'ordinamento contabile vigente,a garantire la certezza sia in ordine ai tempi di realizzo somma posta a base dell'asta annunciata” con la conseguenza che solo a conclusione della procedura di aggiudicazione è possibile iscrivere dette somme in bilancio».
Secondo Landolfo i Revisori dei conti del Comune dovrebbero chiarire con urgenza al Consiglio Comunale la situazione fornendo spiegazioni alla massima assise cittadina, perché sul Bilancio «hanno espresso parere positivo che, al contrario, sembra essere stato assunto in violazione al testo unico degli enti locali e della giurisprudenza della Corte dei Conti»
«Se i revisori non opereranno tale scelta», sostiene Landolfo, «i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione chiedano una riunione urgente del Consiglio Comunale per discutere tale problematica».

15/05/2010 12.19