Aptr: no all’accesso agli atti sul campeggio di Pretoro

Alessandro Biancardi

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Aptr: no all’accesso agli atti sul campeggio di Pretoro
PRETORO. Manca solo che sulla vicenda del campeggio di Pretoro scenda il velo del segreto di Stato. L’ordine è di non far sapere nulla della pratica di classificazione di questa struttura turistica, a costo di dire no alla richiesta di accesso agli atti avanzata dal perito di parte.

Secondo l'Aptr non solo non ci sarebbe interesse legittimo a conoscere la documentazione (eppure il perito deve agire in giudizio e non ha solo una curiosità salottiera), ma la richiesta di trasparenza va respinta perché sarebbe «uno strumento volto alla verifica della legittimità e dell'efficienza dell'azione amministrativa»: firmato Giuseppe Di Fabrizio, direttore dell'Aptr.
Insomma una nuova controversia sulla famigerata e vituperata trasparenza che la legge prevede ma non se si vuole verificare l'efficienza dell'Aptr.
Il fatto è che stranamente, sulla stessa pratica e su richiesta analoga, la Provincia di Chieti ha concesso gli atti in suo possesso, visto che sulla vicenda della classificazione del campeggio La Maielletta la competenza è duplice.
Di fatto, dunque, l'Aptr non vuole far conoscere la documentazione in suo possesso.
Un bel problema ora per il perito diparte che si trova la strada sbarrata ed un diritto costituzionale (quello della difesa in giudizio) pure un tantino compresso.
La storia del contenzioso sul campeggio è lunga alcuni anni: dalla scoperta di un abusivismo diffuso delle strutture fisse (ex camper divenute villette) con conseguente multa della Forestale a 111 campeggiatori, ai ricorsi al giudice, all'intervento del Parco della Majella che ritenne irregolare il campeggio, ai tentennamenti del Comune proprietario dell'area affittata (poi si scoprì che era demaniale e che il campeggio così non ci poteva stare), ai sopralluoghi di Asl e Vigili del Fuoco, alle ordinanze di chiusura poi appellate al Tar Pescara che in autunno concesse la sospensiva in favore della Maielletta e ordinò ad Aptr e Provincia di procedere subito alla classificazione di questa struttura turistica.
Subito?
Sono passati otto mesi e tra pochi giorni ci sarà l'udienza di merito senza che l'Aptr abbia prodotto la documentazione necessaria alla Provincia di Chieti che deve decidere se e come classificare il campeggio.
E non si tratta di burocrazia lenta.
In realtà l'Aptr di Chieti si è subito attivata per acquisire la documentazione necessaria all'istruttoria, incontrando però qualche difficoltà ad ottenere dal gestore del campeggio le certificazioni di legge che La Maielletta già precedentemente non aveva reso disponibili, in un primo momento l'archiviazione della pratica di classificazione per “carenza documentale”.
Per trovare comunque una soluzione, dopo una serie di pressioni velatamente “intimidatorie” su possibili azioni disciplinari, il funzionario di Chieti fu invitato ad effettuare un sopralluogo nella struttura di Pretoro.
Sopralluogo che ci fu il 14 dicembre scorso, una delle poche giornate di neve, e del quale è stata redatta una apposita relazione inviata a gennaio alla sede Aptr di Pescara.
Da allora la pratica è stata sottratta alla competenza di Chieti, ma i risultati non sembrano arrivare.
Sembra, infatti, che per i contenuti della relazione, accompagnata anche da foto, e per la difficoltà di acquisire le certificazioni da parte del campeggio, anche l'avocazione a Pescara ha prodotto lo stesso risultato: impossibilità di procedere alla classificazione e sospensione della pratica.
Di qui l'imbarazzo a far conoscere gli atti che abbiamo riassunto e che sono il segreto di Pulcinella?
Chissà.
C'è però un altro aspetto da considerare oltre il diniego all'accesso agli atti.
Sembra infatti che sia andata avanti la minaccia di azioni disciplinari contro il funzionario che ha solo fatto il suo dovere (sopralluogo compreso). La commissione interna si è riunita e da quello che si sa avrebbe comminato una sospensione di 4 ore all'impiegato che ha fatto il suo dovere. Se fosse vero, sarebbe la conferma che tutti i proclami dell'assessore regionale Mauro Di Dalmazio sul cambio di passo del settore turismo vanno interpretati nel senso che all'Aptr è meglio non fare nulla.
Altrimenti si rischiano azioni disciplinari.
E all'Aptr nessuno vuole rischiare.

Sebastiano Calella 15/05/2010 11.27