Sulmona. Uccise la figlia, condannato a 14 anni e 8 mesi reclusione

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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SULMONA. Vincenzo Marruccelli, 54 anni, autore dell'omicidio della figlia Irene, e' stato condannato in sede di rito abbreviato a 14 anni e 8 mesi di reclusione.
L'udienza si e' tenuta davanti al gup tribunale di Sulmona, Luigi D'Orazio. Il legale di Vincenzo Marruccelli, Giovanni Margiotta, dopo la sentenza ha commentato: «Aspettiamo il deposito delle motivazioni e in base a queste decideremo se ricorrere in appello poiche' non e' stata riconosciuta l'attenuante della provocazione che tenuto conto di quelle generiche accolte avrebbe portato a una riduzione della pena».
I fatti risalgono al 25 agosto 2009, quando Vincenzo si trovava a bordo della sua vettura con la figlia Irene in localita' Bagnaturo, vicino Sulmona.
Un diverbio scaturito dal fatto che il padre voleva che la figlia si sottoponesse alle cure del Sert, visti i suoi problemi legati alla tossicodipendenza, si e' trasformato in tragedia.
Vincenzo, ex agente della polizia penitenziaria, ha estratto una pistola portata abusivamente e al diniego della figlia di sottoporsi alle cure ha esploso un colpo, poi dall'autopsia risultato entrare sotto l'occhio sinistro e uscire dall'occipite destro. La follia e la corsa per raggiungere il Commissariato di Sulmona, dove Vincenzo voleva costituirsi. Una volta all'interno del piazzale un raptus improvviso lo spinse ad impugnare nuovamente l'arma e a tentare di fare fuoco sulla figlia per la seconda volta e poi a tentare il suicidio. Bloccato e arrestato fu condotto prima nel carcere di Sulmona e poi in quello di Teramo, dove attualmente e' recluso. 'Una dramma - fu il commento dei familiari di Vincenzo - amava la figlia piu' di se stesso e questo lo ha portato al gesto estremo per non vederla piu' soffrire'.
14/05/2010 9.08

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