Scarcerato Angelini, il Riesame:«non doveva essere arrestato»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Scarcerato Angelini, il Riesame:«non doveva essere arrestato»
CHIETI. Enzo Angelini non doveva essere arrestato. La misura cautelare sarebbe stata avallata dal gip di Chieti ma in carenza dei tre principali motivi in cui può essere emessa.
Torna in libertà da subito l'ex magnate della sanità abruzzese grande accusatore di Del Turco e di altri politici a cui ha confessato di aver versato tangenti per anni.
Non una sentenza nel merito, Angelini rimane indagato nei diversi procedimenti (anche Sanitopoli) ed in questo che riguarda l'accusa di bancarotta fraudolenta nulla cambia nella sostanza delle cose.
Il Tribunale del Riesame di L'Aquila così ha scarcerato oggi Angelini, dal 27 aprile agli arresti domiciliari.
Il tribunale aquilano ha accolto il ricorso del suo legale, avvocato Sabatino Ciprietti, contro il provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Chieti, Marina Valente su richiesta del pool di magistrati che indaga sulla bancarotta fraudolenta.
Per i giudici (presidente Greco) Angelini non doveva essere arrestato: non sussistevano ne' il pericolo di inquinamento probatorio ne' quello della reiterazione del reato.
Nella sua memoria difensiva, Ciprietti ha rivisitato tutta la situazione storico-giuridica degli ultimi due anni per dimostrare l'impossibilita' da parte del suo assistito di inquinare le prove.
Ormai tutto, ha argomentato il legale, e' documentalmente nelle mani di due procure: Chieti e Pescara. Angelini, inoltre, non e' piu' amministratore del gruppo dal 2009.
13/05/2010 18.29

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