Villa Pini, il Comune difende i posti di lavoro

Alessandro Biancardi

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CHIETI- Il sindaco di Chieti darà un pò di respiro alla messa a norma delle strutture per la riabilitazione psichiatrica e per la completa e corretta funzionalità di Villa Pini.


Il curatore accelererà gli interventi tecnici già  in corso e richiesti per ottenere l'agibilità di tutti i locali dove si svolge attività sanitaria.  
Esito positivo dunque per l'incontro che c'è stato ieri tra Umberto Di Primio e Giuseppina Ivone sul destino immediato della Clinica fallita: il curatore si è impegnato a trasmettere subito una relazione sugli interventi in corso e su quelli previsti, da parte del Comune – che ha deciso di attivare un tavolo tecnico per snellire le pratiche - c'è la massima disponibilità a lavorare per salvare i posti di lavoro a Villa Pini.
Dunque un aiuto di fatto alla curatela, messa in difficoltà nell'esercizio provvisorio dal comportamento contraddittorio della Regione.
E' dei giorni scorsi, infatti, lo strano comportamento della Asl di Chieti che si accredita sempre più come il braccio armato della Regione o come il volto cattivo delle Istituzioni.
Bastone e carota? Sembra.
Perché mentre si tratta ad oltranza per la restituzione degli accreditamenti (l'incontro per la firma tra il sub commissario Giovanna Baraldi ed il curatore Giuseppina Ivone è stato fissato per il 25 maggio), venerdì è partita una telefonata dalla Asl per chiedere al Santa Caterina di Francavilla la disponibilità ad accogliere 14 pazienti della riabilitazione di Maristella ospitati a Villa Pini.
«Siamo pronti - ha risposto l'Istituto di Francavilla – dateci solo il tempo di pulire e spostare i letti».
Quando lunedì (il giorno previsto per il trasloco) Asl e Santa Caterina si sono risentite telefonicamente ci si è accorti che il trasloco così come era stato pensato non poteva realizzarsi.
Nemmeno un incontro personale tra la direzione del Santa Caterina ed il direttore sanitario Asl è riuscito a risolvere le questioni sul tappeto: mancavano una serie di autorizzazioni e di documenti, il che dimostra almeno una certa fretta della Asl, se non proprio un'improvvisazione inaccettabile trattandosi di pazienti da spostare e non di scatoloni pronti per una ditta di traslochi.
Non c'era una delibera formale della Asl che autorizzasse lo spostamento, non c'era l'autorizzazione delle famiglie al cambiamento di struttura, non c'era la comunicazione alle Asl di provenienza (molti ricoverati vengono da fuori Abruzzo), non c'era il provvedimento autorizzativo per il Santa Caterina. Di qui la decisione di rinviare il tutto in attesa di perfezionare la pratica.
L'unica decisione presa è stata quella di chiedere al Comune di Chieti l'invio di un'assistente sociale a Villa Pini per contattare le famiglie dei pazienti da trasferire e per acquisirne il consenso.
Sarà provvidenziale questo rinvio? Sulla vicenda incombe infatti la decisione del Tribunale fallimentare che si aspetta da un momento all'altro, per cui sarà il prossimo curatore ad avere rapporti con la Asl e a gestire la vicenda.
Sul fronte Villa Pini intanto si apprende che entro la fine di giugno ci sarà un incontro con tutte le società che hanno manifestato interesse all'acquisto della clinica. Il che significa che entro l'anno sarà possibile la gara per la vendita con la procedura competitiva prevista in questi casi.
Sebastiano Calella 13/05/10 9.52

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